«Il ballo non ha età»

Diego Curnis e la sua Rosy Dance La Bergamo che balla (e vince)

Diego Curnis e la sua Rosy Dance La Bergamo che balla (e vince)
24 Settembre 2016 ore 20:07

Balliamo sul mondo. Una danza di energia e calore. Let’s dance. Scordatevi il tunz-tunz da disco, qui il movimento è un’arte e la gentilezza del corpo conta. Copyright della Rosy Dance Bergamo del maestro Diego Curnis, 47 anni, voce da gringo e passo svelto. Meglio di un comune Fred Astaire sotto la pioggia. Domenica 25 settembre, a Cornaredo, premiano i migliori ballerini della passata stagione, e al secondo posto – rullo di tamburi – è arrivata proprio la scuola bergamasca con 20 campioni (la scuola di Milano ha vinto con 21) e 7 coppie bergamasche che hanno conquistato la Coppa Italia. «È stata una stagione ricca di soddisfazioni. I ragazzi, dal primo all’ultimo, sono stati tutti bravissimi. Tre giorni a settimana in palestra a fare lezione, la sera, e poi il sabato e la domenica in giro per le varie competizioni. Sai una cosa? Per diventare un ballerino ci vogliono passione, sacrificio e impegno. Senza queste cose, ma dove vai?».

 

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E allora cadremo ballando. Sul soffice materassone della gioia. Per dire: la Rosy Dance è ormai una realtà consolidata e gigantesca. È nata a Villongo vent’anni fa. Adesso ha quattro sedi (Villongo, Treviglio, Chiuduno, Sarnico più alcune sedi affiliate fuori Lombardia), conta 40 coppie che gareggiano a livello prof e 180 bambini che crescono al ritmo della musica. Ognuno la sua. Infatti i balli insegnati dalla Rosy Dance sono un’infinità e per tutte le taglie: dalle danze standard (valzer inglese, tango, valzer viennese, slow fox trot, quickstep) alle danze latino americane, e poi quelle caraibiche, l’hip hop, la danza moderna e la classica. Ma Curnis picchia duro sull’unico punto veramente importante e da non dimenticare mai: «Passione, sacrificio, impegno: contano queste cose qui per essere un grande ballerino. Io ho gareggiato per dieci anni ottenendo anche ottimi risultati a livello nazionale. Poi ho chiuso con l’agonismo per realizzare il mio sogno».

 

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Un giorno, assieme a Rossana Cadei, Diego ha pensato bene di aprire questa scuola di ballo: «Ho smesso che avevo 27 anni. Il ballo non ha età, ma a un certo punto devi fare una scelta: o porti avanti la tua carriera o ti dedichi all’insegnamento. La nostra gioia era vedere la gente iniziare a ballare, volevamo spiegargli delle cose». Obiettivo centrato, visti i risultati. La Rosy Dance ha iscritti che vanno dai 12 anni e arrivano fino ai 62. Una forbice piuttosto ampia. Ma la cosa interessante e sorprendente è questa: a Bergamo le scuole di ballo riconosciute dal Coni sono quattro. Eppure non c’è competizione, nessuna guerra intestina. «No, quella è solo in pista», spiega Curnis. Anzi, di più: «Noi siamo una realtà consolidata. Ma è grazie alle scuole piccole che i vivai si alimentano. Iniziano lì, e poi vengono segnalati a noi che portiamo avanti il percorso di crescita».

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