Prima che arrivi la notte più bella

I piccoli che scrivono «in via delle Stelle, Paradiso»

I piccoli che scrivono «in via delle Stelle, Paradiso»
08 Dicembre 2014 ore 10:30

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In fila ci sono Giorgio, Martina, Stefania, Federico, Luca, Daniele, Tommaso. Abbottonati nei loro piccoli cappotti, accanto ai genitori, portano nelle mani una letterina speciale, destinata a Santa Lucia. Fuori dalla Chiesetta in via XX Settembre, la coda pare interminabile. Tutti attendono il proprio turno, per comparire dinnanzi alla statua della Santa, di bianco vestita e con un mantello rosso ricamato in filo d’oro, racchiusa in una teca di vetro al centro della chiesa.

Tra di loro c’è anche Anna, una bimba con lo sguardo vivace e i capelli corti, che mostra la sua letterina, decorata con un volo di rondini e un bell’albero, alla zia. «Cara S. Lucia – si legge – sono Anna. Scusami se ogni tanto faccio i capricci con mamma e papà e litigo con mio fratello. Però sono una bambina simpatica e faccio la brava a scuola. Desidero un bel gioco. Tanti saluti». Poi sorride e la richiude, in attesa di lasciarla lì, accanto alla statua della Santa, dove centinaia di bambini hanno posato la loro letterina nei giorni precedenti. Le piccole buste con destinazione «Via delle Stelle, Paraidso» sono tantissime e tutte diverse: chi sulla busta ha messo un adesivo, chi un disegno, chi invece come Nicola l’ha lasciata bene in vista, aperta, con i propri desideri: una Wii e i personaggi di Max Still. Anche Martina ha lasciato la lettera con la sua piccola richiesta: un monopattino, di Cars. La sua mamma sorride, mentre racconta l’amore di questa bimba per i giocattoli “da maschio”. E poi c’è Giorgio, a cui piace Buzz Lightyear, e Federico, che ha chiesto il Nono Viaggio nel Regno della Fantasia di Geronimo Stilton, e un gioco da tavolo.

Una volta entrati nella Chiesa, i bimbi sostano davanti alla teca, in un religioso silenzio privo di parole. Lasciata la letterina ai piedi della Santa, una giovane ragazza si avvicina e invita le famiglie a leggere una preghiera, stampata su un pieghevole che verrà poi lasciato ad ogni bambino. Un pensiero «dedicato a tutti i bambini e le bambine che aspettano con trepidazione la buia notte dei doni», si legge in copertina, accanto ad un disegno bambino che tratteggia le fattezze della Santa.

Doni, sogni, desideri tanto profondi da distaccarsi dalla frenesia quotidiana, perché circondati da un’attesa. Forse è proprio questa la vera magia di Santa Lucia. La capacità (rara) di farsi attendere. Di creare una bolla nella frenesia moderna, che tutti rispettano, dai più grandi ai più piccini. Un’attesa sacra, mai scontata, che desta un fremito anche se ormai si è adulti. Perché quello che regala Santa Lucia non è, in fondo, solo un gioco. È il sorriso di un bambino, un grido di felicità in salotto, una sorpresa mattutina alla quale nessuno vuole rinunciare.

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