Il 17 luglio a partire dalle 21.30

Due concerti di quelli belli al Goisis Rich Apes e Fever B (da ascoltare!)

Due concerti di quelli belli al Goisis Rich Apes e Fever B (da ascoltare!)
17 Luglio 2019 ore 09:07

Armatevi di golfino, che lì tira sempre una certa brezza fresca, e poi di tanta voglia di relax. Risultato: serata perfetta al Goisis. Soprattutto se è mercoledì, come oggi (17 luglio), quando i ragazzi di Nutopia e Tassino, che anche quest’anno si stanno occupando di uno degli spazi estivi più apprezzati della città, hanno pensato bene di piazzare una serie di concerti live niente male. Da giugno a oggi sono già tanti gli artisti passati per il parco in Monterosso, e la scorsa settimana il chiringuito del Goisis è stato anche teatro dell’inaugurazione dell’attesissimo Punk Rock Raduno, che anche quest’anno ha fatto il pieno di consensi sia dal pubblico che dalla critica. Stasera, ore 21.30, chi andrà al Goisis avrà però ancora di più: non uno, ma ben due concerti. E con protagonisti niente male: Fever B. from Usa e Rich Apes from Bergamo. Se i secondi già li conosciamo, avendo anche noi di BergamoPost scritto di loro, il primo artista è un po’ meno noto. Il suo vero nome è Brian Hermosillo e prima di quest’avventura musicale nel power pop (genere brillantemente definito come la somma di melodia pop + energia rock’n’roll, «o, per dirla in un altro modo, Paul McCartney + Pete Townshend», secondo RedBull) ha suonato nei The Fevers, Nikki Corvette, Skipper e Sweet Faces. La sua passione per la musica è assoluta, tanto da essere proprietario e gestore del negozio di dischi vintage “Undefeated Records” a Santa Cruz, in California. Abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con lui prima del concerto di stasera, 17 luglio (ore 21.30), al Goisis.

 

 

Brian, suoni in gruppi da più di trent’anni e sei una figura cult della scena rock’n’roll californiana. Cosa ti spinge ad andare avanti?

«Semplicemente non riesco a fermarmi. La musica è la mia passione per la vita, e nonostante non migliori così tanto con l’età, mi diverto sempre di più a viaggiare, vedere nuovi posti, fare dischi. Non credo che cambierò mai».

Hai vissuto in prima persona la nascita e l’esplosione della scena punk e rock’n’roll californiana. Hai persino visto il primissimo concerto dei Green Day quando erano dei ragazzini. Cosa pensi renda speciale la tua terra e la musica che produce?

«La California è sempre stata un posto ospitale, inclusivo, con una moltitudine di culture tra le più disparate. La fusione di questo rende tutta l’arte prodotta in quell’area speciale, unica. In passato, San Francisco non era come New York, dove si lavorava per vivere: tutto era più economico e ci si poteva concedere di suonare e comporre tutto il giorno. Anche il cibo è molto buono, e questo aiuta!».

Come descriveresti questo tuo nuovo progetto, Fever B?

«Una versione più garage e punk del power pop e del bubblegum, generi che ho sempre adorato e di cui sono un grande collezionista. La prima data del tour europeo sarà proprio stasera a Bergamo, vi aspetto».

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