10 frasi in bergamasco

Ebbene sì, è arrivato il primo caldo. E, a dire la verità, a l‘m’à zamò stöfàt

Ebbene sì, è arrivato il primo caldo. E, a dire la verità, a l‘m’à zamò stöfàt
01 Luglio 2020 ore 19:53

di Vecchio Daino

Diciamo la verità, è con una certa soddisfazione che ricominciamo a introdurre nelle nostre conversazioni le amatissime lamentazioni sul tempo. Che sono automatiche quando la colonnina di mercurio comincia ad affacciarsi timidamente sopra i 20 gradi. E dire che dovremmo essere contenti per le belle giornate. Ma si vede che la felicità non fa parte della nostra natura.

1. A l‘m’à zamò stöfàt

Ci basta poco per diventare insofferenti al caldo. Per l’esattezza, un paio d’ore dove è sufficiente camminare per vedere affiorare goccioline di sudore. Esagerati? No, bergamaschi. [Trad. Mi ha già stufato]

2. Ai sèt de la matina só zamò trebatìt

Persino le nostre leggendarie sveglie all’alba bastano a preservarci dalla calura. Anche perché non è che siamo abituati a starcene con le mani in mano, e ci mettiamo subito in azione. [Trad. Alle sette di mattina sono già madido di sudore]

3. Ghe sö gna ü bìgol de aria

Siamo già in cerca delle correnti d’aria che inseguiamo vagando come rabdomanti per tutte le stanze della casa, fino a individuare il posto dove ogni tanto si percepisce un alito di brezza. [Trad. Non c’è nemmeno un filo d’aria]

4. I m’à maiàt viv

Con il caldo arriva un altro dei tormenti estivi, quegli esseri volanti e fastidiosi che non vedono l’ora di cibarsi del nostro sangue. E non c’è zampirone che tenga, specialmente nella Bassa. [Trad. Mi hanno mangiato vivo (le zanzare)]

5. Ol condissionadùr l’impìe mia

Oltre alle note ragioni collegate alla nostra parsimonia, c’è da aggiungere il timore di far circolare virus e batteri, che prima suscitavano blande paure e adesso terrorizzano. [Trad. Il condizionatore non l’accendo]

6. Fàcc la dòcia l’è stèss de prima

Nemmeno il rituale della doccia serve ad attenuare la percezione di calore, se non per pochi minuti. Rendere più frequenti le abluzioni è sconsigliabile, vista la nostra repulsione verso gli sprechi. [Trad. Fatta la doccia è uguale a prima]

7. A l’se möv gna fòia

Il concetto è sempre lo stesso, ma in questo caso è chiamata in causa la vegetazione che fortunatamente circonda molte delle nostre abitazioni. Se non si muove del tutto, è un brutto segnale. [Trad. Non si muove foglia]

8. L’è dóma ‘l prensépe

I più filosofi sanno che ci aspetta ben altro, e si rassegnano ad adattarsi un poco alla volta, fino a elevare il livello della nostra sopportazione, che in genere è decisamente basso. [Trad. È solo l’inizio]

9. Te ederé col sul in Liù

C’è chi sogghigna in attesa del vero e proprio robatù, il colpo di maglio del sole che sembra investirci a perpendicolo sul cranio nelle ore più torride del giorno. A partire dal fatidico 22 luglio. [Trad. Vedrai col sole nel Leone]

10. L’è töt indré

Grandi osservatori del ciclo della natura, sappiamo che quest’anno il caldo non si è nemmeno avvertito, per così dire. Questo significa che, per amanti del fresco come noi, il peggio deve ancora arrivare. [Trad. È tutto indietro]

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