Viva Bèrghem
E anche Piazza Mascheroni

È tornata Piazza Vecchia in verde Lo stupore è di nuovo di casa

È tornata Piazza Vecchia in verde Lo stupore è di nuovo di casa
Viva Bèrghem 05 Settembre 2015 ore 08:00

Al giovane giapponese non par vero di vedere un covone di fieno nel bel mezzo di Piazza Vecchia: sistema il suo cavalletto e si mette a scattare. Arriva un tedesco e lo segue a ruota, puntando l'obiettivo sui cespugli sbocciati attorno alla Fontana del Contarini. I Maestri del Paesaggio stupiscono ancora una volta, c'è poco da fare. Se l'anno scorso erano stati i sentierini rosa a colpire e far discutere, stavolta è uno scenario agrario su sfondo nero ad aprire il dibattito. Piace, non piace. Ognuno sfoglia la sua margherita, ma alla fine poco importa. La prima pagina è conquistata anche anche stavolta. Del resto Maurizio Vegini, patron di Arketipos e anima della manifestazione, anche sforzandosi non ce la farebbe mai a passare inosservato. Per l'occasione si presenta appunto di nero vestito. Inutile dire che un anno fa era in completo fucsia: sempre in pendant con il colore della pavimentazione. Provocazione? No, semmai preciso rimando: la cupa copertura sintetica stesa quest'anno simboleggia il terreno bruciato, quello su cui poi crescono le coltivazioni.

 

[L'allestimento in Piazza Mascheroni]
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Il progetto per Piazza Mascheroni.

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Il progetto per Piazza Mascheroni.

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Il progetto di Piazza Mascheroni

«Dalla natura selvaggia si passa alla natura plasmata dall'uomo», spiegano i progettisti Andy Sturgeon, Lucia Nusiner e Maurizio Quargnale. Quindi spazio alla vite, al frumento, ai pioppi e alle aiuole di fiori, segno tangibile dell'opera dell'uomo, in piena sintonia con i temi di Expo. Feeding landscape è il leit motiv scelto per questa edizione. In piazza Mascheroni, altro polo verde della rassegna, ci si sofferma invece sull'armonia agreste che regnava «quando l'uomo si limitava a raccogliere i frutti della terra». Dalla moquette sbucano bruchi e api, i bambini sguazzano nell'oasi spuntata come d'incanto tra gli antichi palazzi.

Il sindaco Giorgio Gori si compiace di «una manifestazione che può far parlare di Bergamo anche all'estero. Positivo l'allargamento anche ad altri luoghi di Città Alta, in futuro mi piacerebbe sviluppare un vero itinerario verde, che aiuti a riscoprire anche altri angoli del borgo». I cronisti, maliziosetti, gli chiedono di dare un voto allo sfondo nero. Lui non abbocca: «Eh, volete sempre la polemica.... Va bene così, ci siamo confrontati a lungo sui progetti. Il prato sintetico poi è l'unico che resiste, mi hanno spiegato che altri materiali naturali si sarebbero degradati in fretta. E mi hanno convinto». Meglio sottolineare l'aspetto solidale della kermesse: le scuole e i detenuti impegnati nel realizzare l'allestimento, i profughi che hanno dato una mano nel tracciare la suggestiva landscape route, che permetterà di passeggiare da Piazza Vecchia fino al Sentiero dei Vasi, scoprendo i Colli e le loro meraviglie. Fino al 20 settembre Bergamo sarà l'epicentro del brain storming in corso di questi tempi su ambiente e dintorni: i Maestri e i loro discepoli avranno modo di incrociarsi tra dibattiti, workshop e apertitivi. Coscienza ecologica, ma anche un pizzico di mondanità che non guasta. Per due settimane Città Alta si trasformerà in un elegante giardino salotto. I bergamaschi e i turisti sono invitati ad accomodarsi.

 

[L'allestimento in Piazza Vecchia]
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Il progetto.

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Lavori in corso...

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