Eventi sì, ma rispettosi del luogo

Elav, Marianna e Mimmo ad Astino Riconfermato il terzetto del 2016

Elav, Marianna e Mimmo ad Astino Riconfermato il terzetto del 2016
12 Aprile 2017 ore 05:30

La parola d’ordine è sobrietà. Rispetto dei luoghi e della storia, perché le feste caciarone non s’hanno da fare ad Astino. Stonerebbe con un luogo che ha fatto della vita monastica il suo quid per secoli. La Sovrintendenza ai Beni culturali ha dato il suo benestare, certo, con la rassicurazione che certi paletti non vengano superati. Così la nuova stagione di eventi nell’ex monastero, al via nel weekend del 20 aprile, dovrà evitare eventi urlati, cucina da sagra, prodotti di bassa qualità. Si punta su un percorso slow, in sostanza, per il food ma non solo. La proposta presentata da Fondazione Mia-società Val d’Astino a Palazzo Frizzoni parla di musica classica, riflessioni sul viaggio lento, approfondimenti sulla vita dei monaci. E su un’attesa, tra aprile e ottobre, di 70 mila persone, non 90mila come lo scorso anno. Il Comune ha dato il suo benestare due settimane fa con l’approvazione della Giunta. «Il programma presentato da Fondazione MiaSocietà Val d’Astino srl – si legge nella delibera firmata dal sindaco Giorgio Gori – risponde pienamente all’esigenza di garantire la fruizione pubblica del complesso monumentale di Astino e si coniuga strettamente con il rispetto del Astino».

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La proposta enogastronomica. Confermata la magica triade dello scorso anno per ciò che riguarda mangiare e bere: il birrificio orobico Elav si accompagna a due nomi della ristorazione che non hanno bisogno di presentazioni: La Marianna e Mimmo. Ma, si legge ancora nel documento approvato dal Comune, «Astino non si limiterà a essere un passivo luogo di aggregazione e somministrazione, ma cercherà di coinvolgere l’utenza verso una fruizione consapevole e interessata alle bellezze e alla ricchezza di contenuti artistici e storici che l’antico monastero di Astino offre». Astino, poi, è stato per centinaia di anni un borgo autosufficiente anche dal punto di vista alimentare. La sua storia alimentare va raccontata, e la narrazione passa anche dalla sede distaccata del civico Orto botanico ad Astino. La Valle della Biodiversità, cioè.

Il programma. Due le mostre allestite nel refettorio. La prima è fotografica, su Mario Giacomelli, dal 20 aprile al 31 luglio, a cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi. La seconda è il Monastero restituito, dal 28 aprile al 31 ottobre, a cura di Alessandra Civai. C’è anche una sezione sulla Biblioteca monastica, l’allestimento di due reliquiari, la proiezione di un video Astino stories. Narrazioni, ricordi, emozioni. La musica è classica grazie alle collaborazioni con Ab Harmoniae onlus, Estudiantina, Conservatorio Donizetti, associazione Abbm. Si potranno noleggiare bici, perché il complesso monumentale è all’interno del più ampio sistema del Parco dei Colli con una serie di percorsi da fare a piedi o in bici. E poi appuntamenti culturali, laboratori enogastronomici con Slow Food, Art2night, (notte bianca dell’arte di Bergamo). Programma completo qui. C’è anche una app per muoversi consapevolmente ad astino e dintorni.

Il menù. Il chilometro zero la farà da padrone. Alla base delle ricette restano gli ingredienti del territorio, come del resto facevano i monaci. Da assaggiare, come scrive L’Eco di Bergamo, il casoncello del Monastero al burro di malga e salvia, il cestino di polenta con baccalà mantecato, le tagliatelle fatte in casa al ragù bianco di capra bergamasca. Ma anche i lamponi della Val d’Astino la fanno da protagonisti: insaporiscono la tagliata di manzo insieme all’insalata di germogli e ai semi tostati. C’è anche una proposta per vegani, come l’hamburger di miglio e quinoa. Per la pizza, ci si dovrà spostare in terrazza, dove ci sarà una proposta in formato famiglia firmata naturalmente Mimmo.

Parcheggio con display. Il parcheggio a pagamento in zona può contare sull’infomobilità (display all’inizio di via Astino) con il numero di posti liberi, il che limita la pressione del traffico sulla viuzza. Per il parcheggio definitivo, invece, bisogna  attendere l’approvazione dell’accordo di programma per la realizzazione della scuola di cucina (ne parliamo più in basso). È previsto un presidio continuo, anche con sistemi di videosorveglianza, durante gli orari di apertura. Viene predisposto un servizio di bus-navetta gratuito con partenza dal parcheggio della Croce Rossa, ma soltanto «in occasione di manifestazioni rilevanti o nei fine settimana in cui si prevede che il parcheggio possa risultare insufficiente», si legge nella proposta approvata dalla Giunta.

Scuola di alta cucina, questione di giorni. La scuola di alta cucina e hotellerie che renderà possibile il recupero complessivo dell’ex monastero si farà. Questione di giorni e verrà firmato l’accordi di programma da 8 milioni di euro. Un nome ufficiale non c’è, ma i rumors designano da tempo lo chef abruzzese pluristellato Niko Romito. Il piano terra dell’ex monastero verrà utilizzato per le attività culturali, in un’ottica di apertura degli spazi al pubblico. Al primo piano si ricaveranno degli spazi per la ricettività, dove gli studenti potranno sperimentare quando appreso a lezione. Il terziario andrà ad occupare la torre del Guala. Si farà un parcheggio in via Ripa Pasqualina da 150 posti e verrà realizzato l’ultimo tratto di pista ciclabile tra la Madonna del Bosco ed Astino. Poi si dovrà correre, per i lavori, perché a settembre 2018 la scuola deve aprire.

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