Sotto i portici del Sentierone

Farmacia Terni, aria d’altri tempi

Farmacia Terni, aria d’altri tempi
03 Settembre 2014 ore 06:00

Quello del farmacista è da sempre un nobile mestiere che affonda le sue radici nel tempo, quando al suo posto c’era lo speziale e alla mente tornano immagini di laboratori, pozioni e alambicchi. In via Monte Grappa, nel salotto del commercio, c’è una delle farmacie più antiche della città, nata nel 1845 quando, per intenderci, la Coca Cola non era ancora stata inventata e nemmeno l’Italia era unita.

Un po’ di storia. La Farmacia Terni non è sempre stata proprietà di un’unica famiglia, ma ha mantenuto tracce e documenti dei vari passaggi che ne hanno contraddistinto la storia, oltre al ricco archivio che ne documenta il lavoro nel tempo. Per questo motivo, nel 2009 ha ottenuto il riconoscimento di negozio storico dalla regione Lombardia.

La Farmacia Terni nasce come Spezieria il 29 luglio 1845, in via Pignolo bassa. Lorenzo Terni l’acquista dai signori Ofreddi e dopo qualche anno la trasferisce in San Bartolomeo in Fiera. Nella sua attuale sede, in via Monte Grappa 3, ci arriva grazie alla capacità imprenditoriale di Celestino Polli, a cui Terni cede l’attività nel 1902. È lui che ottiene il titolo di “premiata Farmacia”, con medaglia d’oro all’Esposizione di Londra del 1907, grazie alle nuove preparazioni e il Gran Premio e medaglia d’oro all’Esposizione Invenzioni Moderne di Milano nel 1909. Dalla famiglia Polli, la farmacia passa al Dott. Carlo Bossi, padre dell’attuale proprietaria Giuliana, che la gestisce insieme alle figlie Jolanda e Laura Lanzoni.

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Atmosfere del passato. I locali della farmacia sono gli stessi da più di cent’anni, perché nell’ultimo trasloco del 1925 i vecchi arredi vennero adattati al nuovo ambiente. Da allora la Farmacia Terni Bossi si è perfettamente inserita all’interno del quadriportico del Sentierone, nel salotto commerciale di Bergamo. Entrandoci è facile rendersi conto della storicità del luogo. Gli arredi sono originali, in stile neoclassico con lesene e capitelli, e sulle ante si legge il motto Divinum est sedare dolorem. Le fotografie d’epoca che testimoniano le trasformazioni della città sono esposte in bella vista, così come le affascinanti etichette che raccolgono i nomi di tutti i preparati che nel passato l’hanno resa rinomata in tutta la città di Bergamo. Immagini passate di una tradizione che oggi soprattutto le erboristerie cercano di recuperare.

Sono moltissimi gli oggetti d’epoca conservati in negozio: le bilance, il vecchio apparecchio telefonico, la scala per salire al piano superiore, le antiche confezioni di medicinali e preparati, le boccette di vetro soffiato per la somministrazione dell’ossigeno. Vasi, ampolle e contenitori in vetro per sostanze erboristiche, elementi chimici, preparati e veleni, sono ancora collocati nelle originarie scaffalature che costituiscono un vero e proprio archivio storico di dimensione e colori diversi a seconda degli utilizzi del contenuto.

Tutto nei locali è perfettamente conservato – oltre che ancora utilizzato -, con la medesima dedizione. Non a caso le attuali proprietarie hanno condotto un lungo lavoro di ricerca a livello documentario per conservare storia e tradizione di questo luogo.

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