Compleanno del bergamasco più famoso

Festival Donizetti, secondo atto con tutti i cinque sensi all’opera

Festival Donizetti, secondo atto con tutti i cinque sensi all’opera
21 Novembre 2017 ore 13:39

Multisensoriale. La seconda edizione del Donizetti Opera aggiunge all’alto valore culturale del recupero di titoli rari, come già lo scorso anno, un ventaglio di iniziative che vogliono spingere la città in un’unica direzione: inorgoglirsi per il cittadino più illustre. Se vista e udito sono direttamente chiamati in causa dal genere, se gusto e olfatto hanno la loro soddisfazione dal corollario di iniziative enogastronomiche – in primis Il gusto per la lirica, con lo chef Bruno Barbieri protagonista sabato 25, ore 18.30, a Palazzo della Ragione -, il coinvolgimento del tatto va a chiudere il cerchio. Lo chiama in causa la mostra Sempre liber. Maria Callas alla Scala, che il gran cocktail con Barbieri va a inaugurare. Si tratta di una mostra promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi in collaborazione con l’Accademia Teatro alla Scala, a cura di Maria Chiara Donato, visitabile fino al 9 gennaio grazie al sostegno di Pernice Editori. L’esposizione consente di ritrovare alcuni dei personaggi che la Divina ha reso memorabili grazie all’esposizione di cinque costumi di scena indossati in alcuni celebri allestimenti scaligeri (Elisabetta nel Don Carlo, Amina ne La Sonnambula, Violetta ne La Traviata, Ifigenia in Ifigenia e Tauride, Anna Bolena nell’opera omonima), ricostruiti dagli allievi del Corso per Sarti dello spettacolo dell’Accademia. Costumi che si possono toccare: nelle pieghe della stoffa scorre l’incanto generato dalle interpretazioni della Callas.

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Novità a parte, il programma completo del festival (www.donizetti.org), dal 22 novembre al 4 dicembre 2017, presenta un’ampia e solida squadra di eventi: accanto a due rari titoli operistici donizettiani e all’altrettanto inconsueto lavoro di Mayr – Il borgomastro di Saardam, Pigmalione e Che originali! – e ai tre grandi appuntamenti concertistici – con il tenore star del belcanto Juan Diego Flórez il 4 dicembre (nell’unico appuntamento cameristico in Italia per il 2017), con la Messa di Requiem di Donizetti affidata alla bacchetta di Corrado Rovaris nel magnifico scenario della Basilica di Santa Maria Maggiore, e con Pygmalion di Rousseau, letto dall’antropologo Marc Augé il 28 novembre al Centro Congressi – c’è molto altro. Anche una notte bianca con street food tematico, il 30 novembre, organizzata dalla Comunità delle Botteghe di Città Alta, con tanto di tetto di luci natalizie fatte accendere in anticipo per l’occasione.

Sforzi riconosciuti dal ministero. «Donizetti Opera – ha detto il direttore artistico Francesco Micheli in sede di presentazione, alla Casa Natale del compositore, in Borgo Canale – è la lunga festa di compleanno che Bergamo dedica a Gaetano Donizetti: è straordinario come da tutto il mondo il pubblico accorra per celebrare un artista così noto ma che ha ancora molto da rivelare e raccontare; lo hanno dimostrato lo scorso anno la visita del presidente della Repubblica Mattarella, l’entusiasta e generosa partecipazione di tanti bergamaschi e più di un terzo di pubblico straniero, senza contare i ragazzi che hanno affollato le anteprime. La seconda edizione del festival ha nuovi punti di forza a cominciare dallo spostamento nel Teatro Sociale in Città Alta, luogo che – con il suo fascino indiscutibile – saprà conquistare il pubblico». «Il programma – aggiunge Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo – vanta un programma che rende omaggio a Città Alta trasformando Bergamo in una capitale festivaliera di richiamo internazionale. Buona l’idea di celebrare ogni anno un titolo donizettiano che compie 200 anni, Pigmalione in questo caso, e di ricollegarsi a un altro anniversario cittadino, quello dell’architetto Quarenghi. I nostri sforzi sono stati riconosciuti dal Fus, Fondo unico per lo spettacolo: il contributo ministeriale è passato dai 540mila del 2016 ai 582mila di quest’anno. In più ci sono i contributi privati, Ubi Banca in primis».

L’anteprima under 30. Il borgomastro di Saardam, in anteprima per gli under 30 mercoledì 22 alle 17 (con repliche il 24 novembre e il 2 dicembre alle 20.30, il 26 novembre alle 15.30), sarà diretto dal regista cinematografico Davide Ferrario: «Si tratta di una storia da raccontare – ha spiegato – in maniera chiara per tutti, perché nessun vivente l’ha mai vista in scena. Ho puntato molto sull’interpretazione e sulla fisicità, che spesso nella lirica vengono sacrificata a scapito del belcanto. Visto che la città di Saardam è operosa, ho pensato di rappresentarla come se fosse Bergamo, nonostante qui il mare non ci sia. La ribalta sarà la banchina; il golfo mistico e la platea le onde. Sul fondale saranno visibili disegni di Giacomo Quarenghi, e del resto il titolo è dedicato a Pietro il Grande».

Farsi belli per la lirica. Le signore, coi capelli raccolti, sono perfette per il teatro. Ma l’uomo? Il Donizetti Opera si è già smarcato su più fronti nel cercare di rendere la lirica più sexy. Quest’anno fa il suo ingresso nel carnet colorito voluto dal vulcanico direttore artistico Francesco Micheli il contest «Fatti bello per l’opera», che trasforma il pubblico maschile della kermesse in modelli per un giorno grazie alla collaborazione di un grande professionista delle chiome: Gianluigi Barcella, titolare del salone CrispiUp di via XX settembre 49. Serviranno più di venti modelli, in possesso del biglietto per l’opera e desiderosi di prestare barba e capelli, per occupare tutte le poltrone del contest, strutturato in differenti fasi eliminatorie e al quale parteciperanno otto hairstylist: la gara entrerà nel vivo giovedì 23 e venerdì 24. Le prove si susseguiranno sino a sabato 2 dicembre, data della finale durante la quale si affronteranno gli ultimi due concorrenti rimasti in gara. Dopo aver superato le prove di taglio e rasatura della barba (25 e 29 novembre) e aver affrontato una manche a libera interpretazione (30 novembre e 1° dicembre), sempre basandosi sulla propria inventiva, gli hairstylist in gara dovranno sfoggiare un acuto in tecnica e visione innovativa della cura maschile. Obiettivo, il gradino più alto del podio (ma l’orchestra non c’entra).

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