Viva Bèrghem
Un chiosco super speciale

Fudbox in via Cesare Battisti 2 Fast e slow food insieme: wow!

Fudbox in via Cesare Battisti 2 Fast e slow food insieme: wow!
Viva Bèrghem 05 Novembre 2015 ore 15:50

«I chioschi sono l'anima della città». Con queste parole inizia l'intervista a Ylenia Agate, titolare del chiosco Fudbox di via Cesare Battisti 2 a Bergamo, insieme al suo compagno Andrea Cologni. 33 anni lei, 37 lui e un'unica grande passione: il cibo di ottima qualità. «Abbiamo aperto il 10 luglio 2015, ma era da oltre un anno che puntavano a questo chiosco», spiega subito la proprietaria, mentre sistema il pane fresco appena consegnato e prepara un caffè americano. Sì, perché, non si tratta di un baracchino, come si potrebbe pensare a prima vista, ma di un'occasione gastronomica in movimento.

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«L'idea era quella di un prodotto da città, da mangiare velocemente, semplice ma buono: abbiamo cercato di combinare la velocità del fast food con la qualità dello slowfood. Ecco come nasce il  nostro hamburger – svela - pane artigianale fresco ogni mattina della Forneria Rota di via Spaventa, carne fresca dal  macellaio di famiglia, realizzata con un impasto creato ad hoc per noi e composto da carne di manzo e carne di maiale, verdura del fruttivendolo Mora di via San Tomaso (una garanzia in fatto di sapore e genuinità), nonché formaggi locali come Branzi e Taleggio». Unico prodotto non a chilometro zero, ma importato dalla Val di Fiemme (in Trentino, quindi rigorosamente made in Italy) è il würstel dell'hot-dog (scelto nelle varianti classica, bianca e speziata) preparato da un piccolo produttore della zona, scovato tra mille.

Una lista degli ingredienti di tutto rispetto che trasforma il volto dello street food, anzi strit fud, come lo scrivono loro, in nome del famoso motto «Parla come mangi». L'ironia, infatti, è un altro elemento essenziale della loro attività: «Ci sono già troppe cose serie nella vita, mentre a noi piace prenderci un po' in giro – continua Ylenia – ed è così che nasce il nome Fudbox, fud sta per food, nel senso di cibo in inglese, mentre box (dall'inglese scatola) dà l'idea dell'asporto». Naturale espressione della loro filosofia è anche la grafica del negozio, in cui menù e colori si alternano a grafiche da enciclopedia, che stridono (volutamente) con la scenografia di un chiosco.

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Dell'immagine, della comunicazione e della pubblicità si occupa Ylenia in persona: «Ho studiato disegno industriale al NABA di Milano – rivela -. Non ho abbandonato il mio passato da designer, perché il chiosco è la mia fonte d'ispirazione, inoltre continuo a collaborare con ristoranti stellati per la creazione di piatti personalizzati». Andrea, invece, geometra sulla carta, è il cuoco di Fudbox, «se fosse per lui, aggiungerebbe una ricetta nuova ogni giorno: adora sperimentare quanto io amo mangiare... – scherza la sua dolce metà –  ci completiamo a vicenda! Il suo pezzo forte è senza dubbio l'hamburger vegetariano, che ha un impasto di melanzane e pecorino, calibrati a puntino dopo infiniti tentativi. E a casa abbiamo ancora tantissime ricette da realizzare, tutte ricercate e assaggiate in quest'anno di lavori in corso».

Prima di Fudbox, infatti, il chiosco vendeva lupini, periodo seguito da quello delle angurie e, per finire, col kebab dell'ultima gestione, «ma abbiamo rifatto tutto daccapo: abbiamo cambiato tutte le attrezzature, i rivestimenti, le piastrelle... tutto! Stiamo aspettando solo i permessi del Comune per procedere col rinnovo degli esterni». Uno dei progetti per la prossima primavera, infatti, è quella di avere uno spazio fuori con sedie e tavolini, per far accomodare i clienti che vogliono accomodarsi (e che ora possono comunque farlo, usufruendo dei banconi e sgabelli con cuscini imbottiti siti all'interno del locale) e poi organizzare serate gastronomiche a tema, inserire dolci da asporto, assumere un ragazzo che si occupi delle consegne per poter soddisfare anche le richieste a domicilio e magari aprire altri chioschi, non per forza hamburgerie ma di generi diversi, in altre città e in altri Paesi.

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«Nel resto d'Europa il concetto di chiosco è già diffuso e apprezzato, ma sono bastati pochi mesi per farci conoscere a amare dal pubblico bergamasco, al punto che ci sono giorni particolari, come il weekend o quando ci sono eventi legati a Borgo Santa Caterina, all'Accademia Carrara e al Palazzetto dello Sport per avere la fila fuori dalla porta – conclude Ylenia – è una grande soddisfazione avere questo riscontro da parte della gente. Da noi non vengono solo ragazzi e studenti, anzi, con sommo stupore notiamo che il nostro target è composto principalmente da adulti e da famiglie che tornano più volte per farci visita. Io scelgo gli ingredienti con la stessa cura con cui li scelgo per mio figlio. Sono felice che la gente lo apprezzi e torni più volte per cenare con noi». Perché la prova del nove sta proprio lì. E Fudbox l'ha già superata.

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