Era l'11 aprile 1954

Che cosa accadde a Bergamo nel giorno più noioso della storia

Che cosa accadde a Bergamo nel giorno più noioso della storia
09 Agosto 2014 ore 14:08

Il professor William Tunstall-Pedoe, ricercatore presso l’Università di Cambridge (Regno Unito), ha stabilito che il giorno più noioso della storia recente dell’umanità è stato l’11 aprile 1954.

Utilizzando un algoritmo chiamato “True Knowledge” Tunstall-Pedoe ha potuto elaborare i contenuti di circa 300 milioni di articoli di giornali per giungere a verificare che quelli datati 12 aprile 1954 riportavano il minor numero (tre per l’esattezza) di eventi di carattere internazionale cui potesse essere associato un “peso” significativo. Tali eventi sono: la nascita di Abdullah Atalar, attuale rettore e professore di Ingegneria Elettrica ed Elettronica presso l’Università di Bilkent; la morte, a 69 anni, di Jack Shufflebotham, centrocampista – tra le altre – di Aston Villa, Oldham Athletic e Birmingham City; le elezioni politiche belghe, vinte dal Partito Socialista che portò al governo del Paese, fino al giungo 1958, Achille Van Acker.

A dispetto di quanti – nati, sposati o comunque invischiati in affaires di fondamentale importanza per la loro esistenza in quel giorno – manifestarono tutta la loro irritazione per un simile timbro d’infamia, l’algoritmo non indietreggiò di un byte.

Ma cosa successe a Bergamo in quel giorno fatidico, che per di più era domenica? Siamo andati a sfogliare i giornali per voi.

Tra i fatti rilevanti di Palazzo Frizzoni si segnalava il ritorno di Ferruccio Galmozzi (primo sindaco di Bergamo dopo la liberazione) da un viaggio a Roma dove, nella riunione del Direttivo dell’Unione Comuni Democristiani, aveva ottenuto garanzie sui trasporti del bergamasco, con riferimento particolare alle grandi Autostazioni. Galmozzi, DC, che era stato eletto sindaco il 3 aprile 1946, sarebbe rimasto in carica per dieci anni. Il suo operato fu molto importante per lo sviluppo della città nel dopoguerra: attuò infatti il primo piano regolatore (1951) e aprì un dialogo politico costruttivo con il Partito Socialista locale.

Per la cronaca di Bergamo, quel giorno si riportavano: le imprese di una banda di bestiame che, in periodo di grande crisi del settore agricolo, compiva furti di animali a Pumenengo; la morte di un giovane contadino della cascina Gattinoni, Valentino Ranghetti, nei pressi della stazione ferroviaria di Calcio; il crollo del pavimento di un’abitazione sita in via XXIV Maggio, fortunatamente senza conseguenze per i bambini coinvolti; il crollo di un pezzo del cornicione della Chiesa di San Bernardino.

Si è detto che l’11 aprile 1954 era domenica, cioè il giorno del Signore e dello sport. I giornali del lunedì, pertanto, danno spazio soprattutto al calcio. E dunque cosa accadde sui campi? Successe che il campionato era fermo, perché la Nazionale, allenata dall’ungherese Lajos Czeizler (Campione d’Italia col Milan nel 1950-51), affrontava a Parigi la Francia di Raymond Kopa, stella del Real Madrid con Puskas, Di Stefano e Gento. Per la cronaca, vincemmo 3 a 1.

Col calcio all’estero, in bergamasca fu il ciclismo a rubare la scena. Si corsero: il Gran Premio Giavazzi, che vide la vittoria dell’Enal Legler; la Canto Alto, che vide impegnati i dilettanti del CSI; la gara del Pedale Bergamasco (riservata agli esordienti), e la non meno celebre sesta Coppa Mantecca.

I giocatori dell’Atalanta, liberi da impegni immediati, si preparavano al trionfo della domenica successiva: un tennistico 6–0  inflitto all’Udinese. La loro splendida stagione si concluderà col 10° posto in classifica. L’undici del presidente Daniele Turani, senatore della Democrazia Cristiana dal 1953, era stato guidato prima da Luigi Ferrero – mister del Grande Torino dal 1945 al 1947 – e poi da Francesco Simonetti, che morirà due anni dopo. Formato interamente da giocatori italiani, presentava un’unica eccezione, ma di altissimo livello: il danese Poul Aage Rasmussen, che segnò 53 reti in 106 partite in A.

Un piccolo ma significativo spazio di attenzione riuscì a ritagliarselo il Leffe Calcio che mettendo due palloni nella rete della Zognese (e prendendone solo uno) poté proseguire – nel girone B di Prima Divisione Lombarda – la marcia che doveva concludersi col passaggio in Promozione.

Se dunque all’algoritmo T–C quell’11 aprile di sessanta anni fa risultò il giorno più noioso della storia, è plausibile l’ipotesi che per gli abitanti di Città Alta e Bassa lo fosse ancora di più.

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