Viva Bèrghem
La novità: l'Hollyburger

Hollywood Pyzza a Treviglio Un must per chi ama mangiare bene

Hollywood Pyzza a Treviglio Un must per chi ama mangiare bene
Viva Bèrghem 04 Luglio 2015 ore 11:46

L’amore per gli States non c’entra nulla con la scelta del nome e probabilmente, se riaprisse oggi, Hollywood Pyzza Restaurant, la pizzeria più trendy di Treviglio, si chiamerebbe in un altro modo. L’idea, in quel novembre 2003 in cui il locale ha aperto i battenti, era semplicemente quella di assegnare un nome moderno e facile da dire per tutti, ma che fosse anche cool. Mentre sul successo di un ristorante mai visto prima, in pochi – soprattutto nella vecchia guardia trevigliese – avrebbero scommesso. Invece, l’azzardo e la tenacia dei tre fratelli Lauritano han stupito tutti. E vinto. Una cosa importante: il cognome, di chiare origini napoletane (dritto dritto dalla costiera amalfitana, per la precisione), non deve trarre in inganno: all’Hollywood non si mangia la pizza napoletana. Davvero? Ma perché? Andiamo con ordine.

I Lauritano e la nascita di Hollywood Pyzza Restaurant. Innanzitutto, gli HollyBoys sono tre fratelli nati e cresciuti a Treviglio e ben noti anche prima di aprire il loro locale: Marco (34), Paolo (33) e Matteo (30). È proprio da quest’ultimo che, allora fresco fresco di maggiore età, parte l’idea di creare un locale dove poter lavorare tutti e tre. Attenzione: un locale, non una pizzeria o un ristorante. Da dove partire?

Naturalmente dalla tradizione di famiglia. Tutto il parentado, eccezion fatta per il padre Michele, carabiniere, ha legato il proprio cognome a pizzerie diverse nella città di Udine, approdo della migrazione dalla Campania. Così, in Friuli, i tre ragazzi, che mai prima nella loro vita hanno preparato una pizza né tantomeno han frequentato una scuola albeghiera, fanno il loro praticantato e imparano il mestiere. Dunque: volontà, dedizione e un pizzico di Dna.

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Il segreto dell’Holly-pizza. Che poi, fare una pizza non sembra, di per sé difficile: farina, lievito, acqua sale olio, impasti e via. Ma la differenza fondamentale sta nell’impasto. E quello dell’Hollywood è inimitabile. L’inventore è ancora Matteo, il genio creativo del gruppo: «Il nostro impasto è un mix di farine, scelte e miscelate da noi. Viene creato apposta, in base alla temperatura e all’umidità, per essere poi steso nella farina di semola di grano duro». Poi, naturalmente, la vera chiave sta nel processo di lavorazione.

Non serve brevettarlo, dato che nessuno ne conosce il segreto, e inutili sono le domande degli chef che vogliono scoprire il come. Si sa soltanto che viene preparato nell’Holly-laboratorio ubicato nella zona industriale di Treviglio dove lievita minimo 36 ore (dipende dalle farine utilizzate). Si passano almeno 5 ore al giorno lì dentro, dalle 8 alle 15, suddivise per la preparazione di pranzo e cena. E, nonostante ci siano altre persone che mettono le ‘mani in pasta’ negli orari di apertura del  locale, nessuno al di fuori dei tre è a conoscenza del mistero dell’impasto.

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Il menu: le pizze. La declinazione del menu (lo trovate, completo, qui) segue le classiche pizze, ma offre anche una selezione speciale del locale. Una su tutte, la 10 gusti, dove la pizza viene divisa in dieci spicchi uno diverso dall’altro (pomodoro, mozzarella e peperoni, zucchine, melanzane, salamino piccante, wurstel, prosciutto cotto, funghi champignon, carciofi, asparagi, olive, origano). Fuori dall’ordinario per golosità e «frutto di ricerca ed innovazione», come ci dice Paolo, è il calzone aperto, che ordini per curiosità la prima volta ma di cui poi fai difficilmente a meno: trattasi di un classico calzone con base di pomodoro e mozzarella che viene aperto a fine cottura e farcito con prosciutto crudo San Daniele DOP stagionato 16 mesi, mozzarella di bufala campana DOP, rucola e pomodorini freschi conditi e tagliati a mano e due acciughe.

La novità: l’HollyBurger. Non chiamatelo semplicemente hamburger, perché davvero non lo è. Ad iniziare dal panino che lo contiene che, come da stile Holly, non è lasciato al caso. Dopo un’ardua ricerca e dopo aver interpellato svariati panettieri per creare un qualcosa di diverso dal classico burger buns, alias il panino morbido e dolce che viene usato per preparare gli hamburger in tutto il mondo, i ragazzi, a un passo dalla resa, decidono: «Proviamo a farlo noi, come facciamo la pizza!». E quindi, dopo qualche esperimento, ecco nascere l’HollyPanino. Non resta che riempirlo con ingredienti di qualità.

 

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Il formato vincente. Ora, dopo 12 anni, l’Hollywood non viene considerato una pizzeria classica: chi si siede qui, avvolto dal design minimal-chic che contraddistingue l’ambiente, non viene solo per una pizza, viene per mangiare bene, con consapevolezza di mettere sotto i denti prodotti di livello, e in modo veloce, come tappa in pausa pranzo o luogo di ritrovo prima di andare in discoteca.

Prendete nota del numero qui, perché gli 80 coperti sono sempre troppo pochi. Ma anche se decidete all’ultimo di mangiare qualcosa lì, non c’è problema: l’Holly-meccanismo funziona sempre alla perfezione sia nel reparto pizza (a vista), dove la catena di montaggio sembra più una coreografia, sia nel coordinamento tra cucina e servizio ai tavoli. I fratelli Lauritano hanno creato un format. E questo, oltre all’impasto che resta segreto, è il chiaro motivo del loro successo.

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