Viva Bèrghem
Beer Road, ottava tappa

Il Birrificio Orobia a Gorle Tutto ebbe inizio nell'Ottocento

Il Birrificio Orobia a Gorle Tutto ebbe inizio nell'Ottocento
Viva Bèrghem 16 Maggio 2015 ore 16:38

BeerRoad è un percorso che attraversa il territorio di Bergamo alla scoperta della produzioni di tutti i micro-birrifici che troverete a BeerGhem 2015, la rassegna delle birre artigianali orobiche che si svolgerà a San Pellegrino Terme dal 29 maggio al 2 giungo 2015. Questo viaggio ci guiderà idealmente lungo una strada della birra artigianale per scoprire i volti e l’impegno chi, con coraggio e passione, ha deciso di fare della birra la propria vita e il proprio lavoro. Questa volta andiamo a conoscere il Birrificio Orobia a Gorle, alle porte della città.

 

 

La storia di questa birra ebbe inizio addirittura nel 1879, quando Heinrich von Wunster, imprenditore della seta, scese dalla riva tedesca del lago di Costanza per stabilirsi a Seriate. Lì fondò la fabbrica di birra Von Wunster, la prima di Bergamo, che ebbe un notevole successo fino ai primi anni Ottanta, quando il marchio fu acquistato da Stella Artois e poi passò ad Heineken.

Decenni dopo, nel 2011, Alberto, pronipote del fondatore, decide che è arrivato il momento di tornare alla tradizione di famiglia e, sulle orme del bisnonno, recupera il suo amore per la birra, questa volta confrontandosi, però, con il mondo vulcanico delle artigianali. Il filo conduttore di questo progetto di rinascita è il ritorno alle origini, come garanzia di un artigianato alimentare di qualità. Tutto è pensato con precisione a partire dal nome, Orobia, lo stesso che aveva preso la fabbrica per un periodo della sua vita, dagli anni Trenta fino al Dopoguerra. Lo stile è proprio quello di una volta, la scelta accurata della bottiglia ricorda le prime pubblicità dei bar italiani del boom economico e anche il progetto grafico riprende le etichette originali che rappresentano nel logo la Torre dei Caduti all’inizio del Sentierone. Insomma, tutto è pensato per ridare splendore al una tradizione secolare legata alla storia e al territorio bergamaschi.

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L’unica cosa che non è stata possibile restituire al presente è la ricetta originale elaborata dal fondatore, ma Alberto non ha avuto problemi a superare questa difficoltà. Grazie, da una parte, al fatto che dentro la fabbrica della birra c’è cresciuto, e dall’altra a un’importante formazione in un prestigioso centro di studio a Monaco di Baviera, dove si è diplomato birrario e collaborazione importanti nel settore. La linea da seguire è chiara; tre tipi di birra molto lineari ma non per questo banali: una lager, un’extra strong bitter e una strong ale, rispettivamente la Bionda, la Rossa e la Doppio Malto. Oggi è ancora un beer firm e si appoggia a un impianto esterno per la produzione, ma tutto è pronto per partire con una struttura autonoma che troverà sede a Gorle, alle porte della città.

Come di consueto, abbiamo assaggiato per voi due prodotti, per sapere qual è il risultato del lavoro della terza generazione di una famiglia di birrai.

birrificio orobica fotografie devid rotasperti (10)La Rossa. Una birra piena e intensa. Il nome è subito giustificato nei brillanti riflessi ambrati del bicchiere. Al naso si presenta piacevole ma mai invasiva, con un ventaglio olfattivo semplice e alla portata di tutti, anche dei meno esperti. Qualche nota di frutta matura si sposa perfettamente con un potpourri di fiori di campo essiccati, spunta a un certo punto, la nocciola. In bacca predomina una vellutata sensazione amara che, in un crescendo di intensità, lascia una piacevole sensazione dissetante.

 

 

birrificio orobica fotografie devid rotasperti (9)La Doppio Malto. Si raccoglie nel bicchiere con una compatta schiuma chiara. Il naso è assolutamente delicato e lascia spazio alla ricerca del bevitore per identificate gli aromi caratteristici. Sul carosello olfattivo emerge la frutta estiva leggermente acerba che sconfina a piano a piano nella nota speziata pungente e intrigante. In bocca si riconferma una bella piacevolezza e una profilo gentile, per nulla spigoloso, pur nella sua corposità.

 

 

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