Lui è Alberto Menegardi

Il flower designer di Caravaggio Passione ed eleganza, innanzitutto

Il flower designer di Caravaggio Passione ed eleganza, innanzitutto
20 Ottobre 2015 ore 13:00

Ha provato a far altro, a lavorare in ufficio, a servire cocktail dietro un bancone, ma nulla, il cuore e la mente l’hanno condotto sempre lì. Dai fiori. Questa è la storia di Alberto Menegardi, nato quarant’anni fa a Milano, ma caravaggino da metà della sua vita.

«Sono perito agrario e florovivaista: a 15 anni, nel weekend, facevo il garzone da un fiorista – inizia a raccontare Alberto –. Finita la scuola sono stato assunto come impiegato commerciale in un’azienda metalmeccanica, dove ho fatto una carriera fulminante, diventando nel giro di poco tempo responsabile commerciale. Ma quella vita non faceva per me: così a 20 anni ho deciso di trasferirmi in pianta stabile a Caravaggio, il paese di origine dei miei genitori, meta dei miei weekend e luogo delle mie villeggiature estive, e di dedicarmi al giardinaggio». Il richiamo della natura e l’amore per i cavalli lo porta così a lasciare la metropoli italiana, in cerca del suo spazio verde in campagna. «In quegli anni ho aperto un’impresa di giardinaggio insieme a mio cugino, con annessi negozi e serra – ricorda Alberto – ma il business in famiglia può essere difficile e dopo qualche anno ho preferito preservare la famiglia e cambiare lavoro».

 

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A 29 anni rileva un pub, dopo essersi dilettato per qualche tempo come cameriere e barman, «anche tuttora mi capita di fare cocktail durante eventi mondani o serate particolari, ma succede sempre più di rado». Dopo qualche anno prevale la voglia di cambiare ancora stile di vita, per stare di più con la sua compagna e con suo figlio: «La vita notturna è inconciliabile con la famiglia!». Durante il suo anno sabbatico trascorso nel ruolo di neopapà (il suo bimbo oggi ha 6 anni, ndr), il destino gli va incontro e lo prende per mano: «Mentre ero in giro in bicicletta per il centro di Caravaggio, ho incontrato Francesca Bellini di Castello Ricevimenti (una società di organizzazione eventi), con cui avevo già collaborato in passato. Mi ha detto di aver bisogno di allestimenti particolari e così ho deciso di rimettermi in pista. E nel 2010 ho aperto il mio laboratorio di flower design».

«Sebbene io abbia provato a cimentarmi in attività differenti, l’unico lavoro che mi fa sorridere sempre e che mi viene così bene naturalmente, seguendo solo l’istinto, è quello di allestitore di eventi e composizioni floreali». La sua bravura gli ha portato ad avere l’agenda fitta d’impegni, circa 100 eventi da vestire all’anno, di cui il 70 percento composto da matrimoni e il 30 percento da meeting, cene e feste aziendali. «Col tempo si cresce e, in questi anni, il mio gusto è cambiato: posso realizzare scenografie classiche, shabby chic, futuristiche (magari con l’uso di reti e materiali di metallo)… A me piace l’estetica delle cose».

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Ospite fisso Rai, nel programma Detto Fatto accanto a Caterina Balivo, nell’ultima stagione ha mostrato al pubblico come cimentarsi in un fai-da-te creativo utilizzando materiale di riciclo e di recupero, personalizzandolo con un tocco floreale. «Non ho fatto nessuna scuola di composizione: in questo lavoro è indispensabile avere buongusto», dichiara Menegardi. E lui ne ha da vendere, visto che anche Villa Castelbarco lo ha voluto come biglietto da visita dell’ultima fiera Sposidea 2015, chiedendogli di allestire la corte d’ingresso seguendo il tema di Expo Nutrire il pianeta, energia per la vita: «Ho creato una serie di scenografie con bottiglie di vetro, bobine e anche con bidoni di petrolio. Dai miei bidoni, però, non uscivano sostanze inquinanti, ma sgorgavano cascate di fiori».

Alberto immagina, pensa e realizza. Ogni volta è una sensazione nuova, ogni volta un risultato completamente diverso: Per me è difficile mostrare foto dei miei allestimenti. Tutto quello che un cliente vedrà nelle immagini, non sarà mai quello che farò per lui». Del suo lavoro ama la fase creativa, così il contatto con le persone, «a volte riesco a capire i gusti e le richieste di una persona prima ancora che me le esponga. Mi basta osservarla, vedere come gesticola, cosa dice» e, dulcis in fundo, adora constatare lo stupore negli occhi di chi guarda quello che è riuscito a realizzare. «Un allestimento parte da una base di 1500 euro e arriva fino a 10mila euro, ma spero per il futuro di potermi sbizzarrire in opere grandiose anche a 5 zeri. Chissà, magari in futuro aprirò ancora un negozio. Per il momento sono felice così, senza fare il passo più grande della gamba. E un domani poi, perché no, potrei anche chiedere alla mia compagna di sposarmi. Anche se non credo che esista emozione più grande di veder nascere un figlio».

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