Il Fabric

Il quadrilatero del divertimento in questa estate a Bergamo/1

Il quadrilatero del divertimento in questa estate a Bergamo/1
Viva Bèrghem 23 Giugno 2018 ore 07:00

Ogni anno tocca ripetersi. Tra eventi, locali ed estivi, infatti, l’offerta dell’intrattenimento cittadino è di quelle importanti. Qualcosa, però, quest’anno è effettivamente cambiato, e cioè la “geolocalizzazione” del divertimento. La chiusura serale della Trucca, infatti, è stata sopperita dall’apertura, un po’ a sorpresa, del Fabric, il nuovo locale in stile industriale negli spazi dismessi della ex Reggiani. E lì, a qualche centinaio di metri, c’è pure il Goisis, l’estivo per il secondo anno firmato Nutopia-Tassino e che ha saputo imporsi sia per la bella location che per l’offerta. Spostandoci da Monterosso a Redona, troviamo poi un evergreen, l’Edoné, che con la sua programmazione non sbaglia un colpo. Infine, se siete dei cittadini duri e puri, avete sempre Borgo Santa Caterina, con i suoi locali e le sue notti bianche. Un quadrilatero del divertimento nato un po’ per caso, ma che merita di essere raccontato.

 

1) Fabric: tre ragazzi, un sogno e la rinascita dell’ex Reggiani

Va bene le quasi settemila persone del 15 giugno, serata inaugurale; e ok pure le altre seimila circa tra sabato e domenica, per un totale di oltre tredicimila persone nel primo weekend; ma la vera domanda è: come sono riusciti Paolo Morandi, Marco Dapoto e Nicolò Sartoris (81 anni in tre) a convincere la famiglia Inghirami, proprietaria della ex Reggiani, a concedergli l’occasione di tentare un’avventura tanto folle quanto bella come il Fabric, il nuovo spazio dell’intrattenimento estivo situato proprio nel cuore dell’enorme ex polo industriale? «Sinceramente? Non ne abbiamo idea – risponde ridendo Morandi –. Forse è stato il nostro entusiasmo a convincerli. Perché, al di là del progetto, siamo tre ragazzi che quando hanno visto questo posto hanno saputo dire soltanto: “Porca vacca, qui ci si potrebbe fare un sacco di roba bella”».

Alle 16 il Fabric è ancora chiuso, ma è un via vai continuo di gente. Ragazzi, per la precisione. A occhio e croce, il più “vecchio” non ha più di 35 anni. Dopo il successo iniziale, il difficile viene adesso. Tocca confermarsi. «Stiamo lavorando tanto e dormendo poco – racconta Dapoto mentre passeggia per gli oltre tremila metri quadrati di spazio del Fabric –. L’inaugurazione è andata ogni nostra più rosea aspettativa. Siamo stati presi d’assalto». E qualche piccolo problema, soprattutto per i lunghi tempi di attesa della cucina, ci sono stati… «Siamo veramente dispiaciuti», spiega Morandi. Che aggiunge, però, come siano già corsi ai ripari: «Abbiamo aggiunto allo staff tre pizzaioli e, soprattutto, un capo chef, una persona con tanta esperienza nel settore che coordinerà la cucina. Stiamo prendendo le misure».

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Del resto, il Fabric è nato in nemmeno due mesi. Pochissimo tempo se si valuta la grandezza del progetto. La mente, e lo ammettono anche Morandi e Dapoto, è il terzo membro della brigata, Sartoris. Più giovane (25 anni contro i 28 degli altri due), è anche il «bipolare creativo» del gruppo, come lo definisce scherzando Morandi. Da tempo aveva il pallino della Reggiani, la voglia di ridare alla città uno spazio così grande e pieno di storia. È lui che ha preso i contatti con il curatore e che ha tessuto la tela per fare in modo che il Fabric diventasse realtà. «Tra una cosa e l’altra – aggiunge Morandi –, alla fine il “locale” lo abbiamo messo in piedi in due settimane circa. Ma ce l’abbiamo fatta».

Merito anche di chi, insieme a loro, ha scommesso sul progetto, finanziandolo. «Dobbiamo ringraziare tantissima gente che ha avuto fiducia in noi e ha accettato di vivere questa avventura. Sia grandi marchi come…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 9 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 28 giugno. In versione digitale, qui.

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