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Già 11mila clienti

Il Relais San Lorenzo in Città Alta Il lusso nel cuore antico di Bergamo

Il Relais San Lorenzo in Città Alta Il lusso nel cuore antico di Bergamo
Viva Bèrghem 17 Luglio 2015 ore 10:15

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[Il Relais San Lorenzo si trova in Piazza Mascheroni]

 

Quando vai al Relais San Lorenzo di Bergamo Alta, nulla è come ti aspetti. Di certo ti immagini di entrare in un ambiente esclusivo ed elegante, dotato di tutte le comodità possibili, ma non sai che, appena varcata la soglia, ti troverai di fronte a un salotto a cielo aperto e dal sole o dalle stelle ti divide solo una vetrata grande quanto tutta la reception. Sulla corte interna si affacciano 15 delle 30 camere dell'hotel, tutte diverse una dall'altra, progettate dall'architetto Adolfo Natalini, uno dei fondatori del Superstudio, nonché iniziatore della cosiddetta "architettura radicale", una delle avanguardie più significative degli Anni '60 e '70. È merito suo se il Relais è stato esposto all'ultima Biennale di Venezia come uno dei migliori progetti contemporanei inseriti in un contesto storico di particolare delicatezza. Basta una rampa di scale per rendersi conto che mai nessun riconoscimento è stato tanto meritato.

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L'Hostaria, il ristorante interno, si trova al piano sotterraneo, in perfetta sintonia con i reperti archeologici rinvenuti durante la ristrutturazione: «Il Relais sorge dove un tempo c'era l'Hotel San Lorenzo. Da allora a oggi è cambiato tutto: proprietà, stelle e stile» introduce Daniele Cotronei, front desk agent della struttura. «Durante i lavori - continua Cotronei -, iniziati nel 2009 e conclusi nel 2013, sono state rinvenute delle importanti testimonianze architettoniche». Dalle diverse stratificazioni del terreno, infatti, sono emerse rovine di abitazioni e di infrastrutture risalenti a diverse epoche, dalla domus romana con pianta rettangolare alle strutture absidate dell'epoca romana imperiale, fino ai cortili e porticati bassomedievali. Come segno tangibile (e fruibile da tutti) dei tempi che furono, i ritrovamenti sono stati conservati tra un tavolo e l'altro, rispettando i vincoli imposti dalle norme. Il risultato è a dir poco strepitoso. Vuoi cenare nella parte più antica di Bergamo? Primo tavolo in fondo a destra, tra pietre del 300 a.C. Sei un cultore del Rinascimento? Bene, allora il tuo posto è a sinistra, dopo il bancone del barman. Dirlo (e scriverlo) non dà la stessa sensazione di passarci attraverso, sapendo che basta allungare un dito per sfiorare 2mila anni di storia.

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A ciò bisogna aggiungere che il ristorante non è solo bello, ma anche di qualità: «Lavoro presso il ristorante Hostaria del Relais San Lorenzo sin dall'inizio, la mia collaborazione è iniziata circa tre mesi prima dell'apertura: è stato amore a prima vista» confessa lo chef Antonio Cuomo. Tra un risotto mantecato alle arance candite con astice al vapore e un'orata in olio cottura allo zenzero accompagnata da insalata greca, gelatina all'acqua di cetrioli e granita all'anguria, il cuoco 35enne, di origini napoletane, riesce a trovare anche il tempo di frequentare corsi e stage formativi con i migliori chef italiani (come Gianluca Fusto, Davide Oldani, Sergio Mai e Ciccio Sultano), in vista di eventi gourmet che saranno organizzati nella struttura a partire dal prossimo autunno.

Ogni spazio del cinquestelle cittadino, sala meeting, terrazza panoramica e spa incluse (con bagno turco, sauna finlandese, doccia emozionale e parete di sale), è arredato con pezzi di artigianato e design italiano, dai divani firmati Poltrona Frau ai tavolini di Molteni&C., lampade Flos, vasche in corian di Agape e idromassagio Jacuzzi. Insomma, quello che si suol definire un paradiso.

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Dopo essersi aggiudicata l'immobile a un'asta fallimentare, l'attuale proprietà ha deciso di scommettere sul segmento del lusso, una novità per il panorama bergamasco, dove la parola "lusso" va intesa non come ostentazione, quanto in termini di qualità, stile e cortesia. Non è un caso che tutto lo staff, composto da 28 persone in livrea, sia di una cortesia inedita, come se fosse l'incarnazione di un manuale di bon ton; gli addetti prestano servizio 7 giorni su 7, 24 ore su 24, 365 giorni su 365, per rendere gradevole il soggiorno di circa 11mila ospiti all'anno (circa il 65 percento di media della capacità complessiva dell'hotel). Questo numero, però, conta solo chi pernotta nella struttura, perché i clienti del ristorante (che consta di 80 coperti) non sono quantificabili. A soli 2 anni dalla sua apertura, il bilancio è già in positivo: una notizia tutt'altro che banale all'avvio di un'attività.

Sebbene molte persone soggiornino qui per lavoro, ne arrivano altrettante attirate dai trattamenti benessere o per trascorrere la prima notte di nozze. Si parte da un costo base di 220 euro a notte in bassa stagione, fino ai 700 per la suite San Lorenzo, il top di gamma. In più, in occasione di eventi come Expo o la mostra appena terminata di Palma il Vecchio, è possibile usufruire di promozioni e pacchetti a tema, comprensivi di pernottamenti, cena e altro ancora, a seconda della tipologia di proposta.

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«Il rapporto umano e l’empatia che si stabiliscono con l’ospite sono aspetti fondamentali e rappresentano la ciliegina sulla torta sulla qualità di una struttura che già da sola lascia tutti a bocca aperta» specifica il front office manager Gianluigi Galeota. «Durante il mio percorso lavorativo ho realizzato che per poter fare al meglio il nostro lavoro sono necessarie delle doti innate che non è possibile assimilare come una procedura o un gestionale - continua Galeota -. Sapere di avere alle spalle una struttura bella, importante e funzionale ci permette, tutti i giorni, di misurare la nostra capacità per regalare qualcosa di unico, in termini di emozioni, a tutti gli ospiti che scelgono il Relais».

A fine intervista, ci siamo ripromessi di ripassare tra due anni, per tirare le somme e verificare se la percentuale occupazionale delle camere sia salita al 75 percento, come da previsione. L'abbiamo già segnato in agenda. Ci vediamo tutti lì, stesso posto e stessa ora?

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