Tutto iniziò nel 1947

Il triciclo di fiori in via XX settembre Una piccola istituzione della città

Il triciclo di fiori in via XX settembre Una piccola istituzione della città
Viva Bèrghem 03 Marzo 2016 ore 15:10

Il Triciclo dei Fiori, all’angolo tra via XX settembre e via Spaventa, dal 1947 vende fiori ai passanti. Il piccolo negozio a cielo aperto ha visto susseguirsi ormai tre generazioni di fiorai, fino a diventare una vera e propria istituzione del centro di Bergamo. Ma, se tutti almeno una volta nella vita ci sono passati davanti, forse non sono in tanti a conoscerne la storia.

Le origini. Poco dopo la fine della guerra, Luigi Mazzoleni, di Roncola San Bernardo, un piccolo paese della Valle Imagna, decise di trasferirsi a Bergamo per vendere i suoi fiori. Che vennero apprezzati, tanto che dovette acquistare un triciclo, ovvero un carretto a pedali, grazie al quale poté trasportarli ed esporli in ogni via. Dopo un periodo da fiorista ambulante, ottenuta la concessione dell’area in via XX Settembre, si stabilì lì in modo definitivo.

 

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L’evoluzione. Con gli anni gli affari crebbero tanto che anche i figli entrarono a far parte dell’attività, e così il fioraio decise di aprire una filiale, un negozio per la famiglia in via Broseta. Mazzoleni rimase però sempre in via XX Settembre, fino a quasi ottant’anni: col sole, con la pioggia o con la grandine, non si allontanò mai dal suo triciclo dei fiori. Il suo mestiere era legato alla strada, non avrebbe potuto lavorare dietro le vetrine di un negozio. Quando i problemi di salute lo costrinsero a lasciare il suo amato angolo di mondo, il figlio Giuseppe lo sostituì, dando continuità al lavoro del padre.

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Il negozio oggi (e una storia speciale). I fiorai Mazzoleni sono attualmente arrivati alla terza generazione: due nipoti di Luigi, Giuliano e Monica, gestiscono con passione il negozio di famiglia in via Broseta. «È interessante vedere come il lavoro di fioraio si sia evoluto nel tempo – afferma Giuliano Mazzoleni – adesso si preparano vere e proprie composizioni floreali. È aumentata la qualità del servizio e soprattutto la cura dei dettagli, cosa inimmaginabile ai tempi di mio nonno, quando il fiore veniva semplicemente avvolto nei fogli di giornale e portato a casa».

Oggi i clienti richiedono una particolare attenzione: il fiorista è anche dispensatore di consigli, attento ascoltatore delle confidenze del cliente e raccoglitore di storie. Una, in particolare, si tramanda in famiglia: «Quando nostro nonno Luigi lavorava ancora con il suo triciclo, intorno agli anni Settanta – raccontano Giuliano e Monica -, un passante comprò tutti i fiori che quel giorno aveva a disposizione e gli chiese di recapitarli a una signora. Arrivato sotto casa della destinataria, il nonno si mise a suonare forte il campanello del triciclo, e poi salì a far dono del tesoro. Fu una consegna molto speciale».

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Prospettive future. Sicuramente il triciclo «esisterà sempre», affermano con sicurezza i nipoti di Luigi Mazzoleni. Quando toccherà a Giuliano prendere le redini del triciclo lo farà con gioia, portando così avanti questa attività di famiglia. «L’idea mi piace molto – ci confida – soprattutto pensando alle grandi soddisfazioni che hanno avuto mio padre e mio nonno. Probabilmente in futuro nel nostro lavoro ci sarà un’evoluzione significativa, visti i cambiamenti frenetici che caratterizzano il nostro tempo, ma non voglio modificarlo troppo. La tradizione del triciclo dei fiori deve continuare ad essere tramandata conservando sempre la sua identità originaria».

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