Juventus Club Curno Mozzo e Bergamo Azzurra

Guagliò e gobbi a Bergamo Juve-Napoli si gioca anche qui

Guagliò e gobbi a Bergamo Juve-Napoli si gioca anche qui
Viva Bèrghem 12 Febbraio 2016 ore 17:10

La sera del 13 febbraio, l’Italia si dividerà: da una parte quelli che non si perderanno la finale del Festival di Sanremo, dall’altra quelli che, per 90 minuti, masticheranno calcio. E che calcio! Allo Juventus Stadium di Torino, infatti, ci giocherà una partita che ha il gusto della finale scudetto anticipata: da una parte i padroni di casa della Juventus, con la loro tigna e la loro granita certezza di essere i più forti da 4 anni a questa parte, dall’altra il Napoli, con la sua freschezza e il carico di passione di un’intera città (e non solo) che sogna con loro. Se ne parla da giorni, da settimane. Esagerato? Andate a dirlo a Bill De Blasio, sindaco di New York, che dalla Grande Mela ha cinguettato un «forza Napoli» che sa di pallone italiano nel mondo, cosa che non succedeva da tempo. Del resto Juve-Napoli è lo scontro tra due mentalità, tra due modi di essere e di vivere. C’è chi ci rivede addirittura i Savoia contro i Borbone. Quelli che vincono sempre contro quelli che non vincono quasi mai; quelli del bianco e del nero, della storia e della convinzione, contro quelli dell’azzurro del cielo e del mare; quelli di Platini contro quelli di Maradona. Due mondi che si incrociano e che, per una sera, si daranno leale battaglia su un campo da gioco.

Due mondi che si incontrano anche a Bergamo. Sebbene nella nostra città “calcio” significhi “Atalanta”, c’è anche chi nel cuore non ha il nero e l’azzurro, bensì altri colori. C’è anche chi tifa Juventus o Napoli, come ad esempio i membri dello Juventus Club Curno Mozzo e quelli di Bergamo Azzurra. Abbiamo incontrato alcuni di loro per sapere come stanno vivendo l’attesa del match e come vivono le loro passioni in una città dove l’amore per un’altra squadra domina incontrastato.

 

Juventus Club Curno Mozzo

juventus club curno mozzo

Che la Juventus abbia tifosi un po’ in tutta Italia non è certo una scoperta. In tal senso, Bergamo e la Bergamasca non fanno eccezione: in tutto il territorio orobico sono numerosi i Juventus Club che aggregano i tifosi bianconeri. Tra questi, nella Grande Bergamo, spicca lo Juventus Club Curno Mozzo. Nato nel 2008, è oggi uno dei più numerosi di tutta la provincia con i suoi circa 260 iscritti. Diretto dal presidente Christian Rota e da un consiglio direttivo di circa 15 persone, questo club porta, ogni due settimane circa, almeno 40 sostenitori bianconeri allo Juventus Stadium per assistere alle partite della loro squadra del cuore. Tra gli iscritti, infatti, ben 32 sono gli abbonati allo stadio. E per la partita contro il Napoli il programma non cambia: ritrovo a Mozzo e partenza in pullman per quel di Torino.

Un gruppo di amici eterogeno, composto da uomini e donne, ragazzi e ragazze. Ogni lunedì, chi vuole, può partecipare all’incontro che si tiene presso l’oratorio di Mozzo. Un modo come un altro per condividere la propria passione, ma soprattutto per sentirsi parte di qualcosa. Un gruppo di amici, che vive il calcio così come andrebbe sempre vissuto. Maurizio, uno dei membri del club, ci spiega che nello stesso oratorio ha sede anche un piccolo club dell’Atalanta: «A volte organizzano dei tornei di calcio balilla e noi partecipiamo. C’è della sana rivalità, niente di più». Quando chiediamo come stanno vivendo l’attesa di un match così importante sorridono: «Siamo agitati, chiaro. Ma abbiamo una convinzione: non perderemo». E se gli si chiede un pronostico, non hanno paura di dire la loro: «Tutti parlano di una partita spettacolare, ma per me sarà un match chiuso – ci dice Maurizio –. Tutte e due le squadre avranno paura di perdere per motivi diversi. Potrebbe essere la classica partita da 0-0, a meno di sorprese». Non stupitevi di tanta lucidità: sono bergamaschi e per di più juventini. Gente che più pragmatica e razionale (in senso buono) non si può.

 

Bergamo Azzurra

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Dall’altra parte della metà campo ci sono loro: i passionali e travolgenti napoletani. Bergamo accoglie tante famiglie originarie della Campania e la comunità partenopea che ha messo radici nella nostra città è numerosa. Nonostante questo, però, a Bergamo non c’è un Napoli Club ufficiale. Ma c’è chi vorrebbe fondarne uno: sono i membri di Bergamo Azzurra, un gruppo Facebook che vanta al momento una novantina di iscritti. I fondatori sono Umberto, Giacomo, Frank e Giuseppe, simpaticamente soprannominati “ i quattro moschettieri” di Bergamo Azzurra. Sono napoletani di nascita e bergamaschi d’adozione: «Sono anni che abitiamo a Bergamo e i nostri figli sono nati qui». L’amore per il Napoli, però, non si può cancellare. Inutile quindi chiedere che squadra tifino i piccoli: «A loro abbiamo regalato ali e radici: le prime per crescere e volare, le seconde per ricordare la nostra terra, che non abbiamo mai dimentichiamo e che portiamo sempre nel cuore». Del resto Napoli manca ogni tanto: «Viviamo e lavoriamo a Bergamo, stiamo bene. Ma la nostra terra ci manca e quando ci ritroviamo tra noi per vedere una partita del Napoli è come se tornassimo nella nostra terra. Viviamo quei momenti insieme da veri amici, legati da questo amore che si chiama Napoli».

Non hanno una sede (ma sognano di trovarne una prima o poi) e neppure un posto fisso da cui guardano le partite: ogni tanto è una pizzeria, altre volte un pub, spesso la casa di uno di loro. Abitualmente sono una ventina a tifare per i ragazzi di Sarri: «Siamo fieri, lottano e impongono il bel gioco su ogni campo. Sentir parlare bene del nostro Napoli anche dai bergamaschi ci riempie il cuore. Sono soddisfazioni che ci ripagano dei cori razzisti contro di noi che si sentono in troppi stadi italiani…». Per chi ama così tanto la propria terra, quei cori sono una vera ferita: «Napoli ha tanti difetti, lo sappiamo, ma è anche ben altro rispetto a quello che si pensa. È l’amarezza squarciata da un sorriso che appare sul viso di uno “scugnizzo” come un arcobaleno dopo una pioggia di lacrime. Quello che forse ci distingue dagli altri tifosi è che noi, prima che tifosi del Napoli, siamo tifosi di Napoli». Un orgoglio partenopeo che avrebbero voluto portare sulle gradinate dello Juventus Stadium, cosa che la decisione dell’Osservatorio di vietare la trasferta ai tifosi ospiti non gli ha permesso di fare. Come altre volte, quindi, si troveranno tra loro e tiferanno all’inverosimile: «La vivremo con la forza di chi sa che, comunque vada, non sarà decisiva alla fin dei conti». Decisiva per lo scudetto intendono, anche se «di scudetto non ne vogliamo parlare». Un po’ di sana scaramanzia non fa mai male. «A noi interessa fare una bella partita – ci dicono i quattro moschettieri –, dimostrare a tutti che siamo una squadra forte e che non siamo lì per caso». Poi si vedrà. Intanto, in sottofondo mentre parliamo con loro, ci pare quasi di sentire un coro, che piano piano si fa sempre più chiaro: “Un giorno all’improvviso mi innamorai di te, il cuore mi batteva non chiedermi perché, di tempo ne è passato ma sono ancora qua, ad oggi come allora difendo la città. Alé alé alé alé alé alé”…

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