A Ca’ Berizzi

La Bibliosteria di Corna Imagna (sì, avete capito bene: bibliosteria)

La Bibliosteria di Corna Imagna (sì, avete capito bene: bibliosteria)
04 Marzo 2017 ore 06:00

La bibliosteria. Un interessante neologismo a metà tra biblioteca e osteria, che di certo suscita qualche curiosità. Ebbene, ce n’è una in terra orobica. È la Bibliosteria di Ca’ Berizzi, nella contrada Regorda di Corna Imagna, ed è un posto davvero ameno. È stato ideato e aperto nel 2015 dal Centro Studi Valle Imagna, sotto la guida del vivace Antonio Carminati.

La biblioteca vera e propria. La struttura era la casa patronale della famiglia Berizzi, di cui il Centro  Studi ha appena riacquisito due ritratti di famiglia di inizio Ottocento (il notaio e la notaia). Al primo piano della casa, una sorpresa: una saletta di lettura tutt’altro che banale, piena di libri fino al soffitto. Questa è la biblioteca vera e propria, intitolata a Costantino Locatelli, uno dei soci fondatori del Centro Studi. Il potenziale di questo piccolo posto è enorme: non solo ci sono testi introvabili sulle tradizioni e la storia bergamasca, ma anche una serie di documenti storici, libri antichi, registri, tesi di laurea. Un’intera esistenza potrebbe non bastare per scoprirli ed esplorarli tutti.

 

 

Scorrendo con gli occhi, ci si imbatte anche in una preziosa raccolta di video interviste, tutte di personaggi bergamaschi: ciò che resta del mondo prima dell’avvento della modernità. Antonio, intanto trascrive un diario, di cui però non vuole rivelare molto. È uno dei tanti documenti custoditi negli archivi del Centro, e che aspettano solo d’essere trascritti da una mano paziente. E poi moltissime altre opere che meriterebbero una trattazione approfondita, tra cui tutti i registri di Vittorio Maconi, prete e etnologo valdimagnino, che sono qui custoditi in attesa di essere utilizzati.

La Bibliosteria. Ma, dacché il nome dice Bibliosteria, non resta che recarsi nell’altra ala, per scoprire la seconda anima di questo luogo. Qui, in una saletta, si trovano un bancone da oste e un camino di quelli vecchi per raccontare le storie. E c’è di più. Perché nelle osterie, una volta, si poteva anche dormire: viandanti di passaggio o avventori abituali un po’ brilli potevano godere di un letto comodo fino al mattino dopo. E così, al secondo piano della struttura ci sono le camere da letto: una camerata con letti a castello, ma anche camere private.

 

 

I libri, elemento portante. Un elemento dà continuità tra il piano sotto e il piano sopra: i libri. Ci sono tomi in tutte le camere, vecchi e nuovi, da consultare liberamente, e che coabitano le stanze insieme agli ospiti. Qui costruiscono e danno forma alla struttura e allo spirito del luogo. Tutte le camere e i corridoi sono un intreccio di scale, soppalchi e librerie, alcune ancora in costruzione. L’idea è quella di attirare le persone verso la cultura prendendole per la gola. E la commistione sembra funzionare.

Eventi e programma. Ca’ Berizzi propone una serie di attività, tra cui cene a tema, conferenze, escursioni, chiacchierate, unendo sempre cibo e notizie culturali (potete trovare le iniziative al sito, in continuo aggiornamento). Il luogo è invitante e accogliente, proprio quello che ci vuole per far restare sul territorio la gente bergamasca che a volte tende a non guardare ciò che ha sotto il naso. Niente di meglio perciò, di mettergli davanti un po’ di polenta e stracchino per fargli abbassare lo sguardo!

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