Viva Bèrghem
Un luogo dove si sperimenta

La Casa di Elisa a Treviglio L’educazione è questione di libertà

La Casa di Elisa a Treviglio L’educazione è questione di libertà
Viva Bèrghem 29 Ottobre 2015 ore 03:00

 

«Un sogno che si realizza». È questa la semplice risposta che Elisa Bergamini dà a chi le chiede come le sia venuta questa idea, pronta lì, nel cassetto, da cinque anni. Trevigliese DOC, laureata in Pedagogia all’Università Cattolica di Milano, Elisa ha sempre amato l’educazione infantile, tanto da frequentare un master di specializzazione in pedagogia steineriana con approfondimento didattico ad indirizzo montessoriano. Da qui la decisione di dare finalmente corso a quanto progettato e di creare la Casa di Elisa, uno spazio ad hoc,che potesse accogliere bambini innanzitutto (ma anche adulti), per regalare loro l’occasione di «esprimere al meglio le proprie personali abilità, esaltando la libera espressione del gioco che educa».

Educazione e libertà. «Non ho inventato nulla di nuovo – spiega Elisa – ho solo personalizzato e mescolato elementi del pensiero montessoriano e idee dell’approccio steineriano». Il sunto vede un approccio all’educazione basato sulla sperimentazione a livello fisico e sul contatto con la natura quali necessità fondamentali per la crescita di persone capaci poi di affrontare la vita con coraggio e intraprendenza. Il gioco diventa lo strumento per imparare, ma senza stress. Ovvero, il bambino viene lasciato, naturalmente in situazioni sicure, libero di sperimentare senza la presenza del genitore pronto a difenderlo da ogni pericolo (come i tanti allarmati «Attento che cadi», «Non sporcarti») e ostacolo.

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Gli spazi della Casa di Elisa. La Casa di Elisa è una struttura moderna dove l’impronta green (tutt’altro che modaiola e tutt’altro che esasperata) è il filo conduttore degli ambienti. Un mix di dettagli visti e apprezzati durante viaggi diversi (dall’Alto Adige a Londra), che nella Casa sono inseriti in modo semplice ed elegante. Subito all’ingresso si viene avvolti da una sensazione di calore ed armonia: il legno, le vetrate sul giardino e l’essenzialità degli arredi proiettano in una calda sensazione di sentirsi a casa.

Questo mood è ulteriormente rafforzato entrando nella cucina. Attrezzata con tutto il necessario per essere funzionale al 100 percento (con tavoli e sedie per 50 persone) in ogni occasione: dalle cene e pranzi di lavoro, fino al tè o caffè pomeridiano per le mamme in attesa dei propri figli. Ma anche per la sperimentazione del cooking con i bambini dei corsi di cucina.

Attigua alla cucina vi è quella che può essere una sala conferenze o meeting di lavoro, attrezzata con la filodiffusione  - presente in tutta la casa, così come il WiFi -, uno schermo e un proiettore multimediale. Salendo al piano superiore l’atmosfera non cambia: la sala con il camino si presta ad attività di meditazione e yoga così come a giochi e attività con i bambini quando magari fuori la neve imbianca il giardino.

Nella Casa di Elisa si può stare scalzi: non solo per il riscaldamento a pavimento che in inverno regala una piacevole sensazione, ma perché questo semplice accorgimento fisico fa regala il giusto stato mentale. «I bimbi amano il contatto con la terra, che offre loro stimoli, sicurezza, esperienze – spiega Elisa – e forse il mondo intero ha compreso segretamente che i piedi liberi producono un differente, più filosofico, rilassato e disteso stato mentale. Senza scarpe, le nostre ambizioni si dissolvono, le avide pratiche commerciali ci sembrano troppo stressanti, gli attriti internazionali appaiono insensati, a piedi nudi si ritorna bambini e si ritrova il contatto con la natura!».

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Il giardino e l’importanza della terra. L’esterno della Casa di Elisa è un vero e proprio parco di 3.300 metri quadrati, dove si alternano giochi e aree studiate ad hoc per i piccoli: troviamo ad esempio giochi in legno per lo sviluppo dell’aspetto motorio e della creatività. Non mancano naturalmente gli orti perché, continua Elisa, «coltivare richiede sia la ricerca del nuovo che il legame con la tradizione, è un modo per imparare a conoscere il funzionamento di una comunità, l’importanza dei beni collettivi e dei saperi di altre generazioni, per acquisire la consapevolezza dei fenomeni biologici e delle stagionalità». Mettere le mani nella terra, curare le piantine affinché queste producano frutti è un’occasione di crescita unica oltre che di acquisizione di responsabilità non solo verso la natura, ma anche verso la collettività, in un ciclo che poi vede l’utilizzo del prodotto nutrito e cresciuto.

I corsi, le attività, un’educazione insolita. Tutto questo fa della Casa di Elisa – fuori e dentro – uno spazio utilizzabile a 360 gradi: dalla sfera ludico-conviviale tra amici e familiari a quella più spiccatamente corporate e professionale. Dunque un luogo versatile, studiato per il gioco e per attività didattica, ma anche location originale per cerimonie o meeting.

 

INAUGURAZIONE della CASA DI ELISA... grazie Katia

Posted by Elisa Bergamini on Domenica 18 ottobre 2015

 

E ogni cosa è avvolta da una precisa idea dell’educazione e del lavoro, dove tutto acquisisce quel certo non so che di armonia e dello stare bene che proietta in una dimensione diversa dalla solita routine. Ci sono corsi e laboratori che durante l’anno si alternano proponendo teatro, disegno, modellismo, cake design e corsi di lingua. Non si richiede una prestazione come a scuola, ma il punto di partenza resta l’azione mirata ad accrescere l’entusiasmo e la curiosità dei bambini.

Anche nelle lezioni la natura è l’elemento che scandisce i tempi e le tematiche affrontate nei gruppi: il ciclo delle stagioni, i colori che vengono legati ad un preciso prodotto e giorno della settimana (ad esempio domenica il frumento e il bianco, lunedì il riso e il viola, martedì l’orzo e il rosso, mercoledì il miglio e il giallo, giovedì la segale e l’arancione, venerdì l’avena e il verde infine sabato con il granoturco e il blu). «Usiamo quindi anche nell’attività manuale di laboratorio con piccoli il colore inteso anche come profondo senso terapeutico – racconta Elisa - e facciamo giocare con acquarelli e gessi nonché matite in modo che i bimbi possano esprimere attraverso il disegno libero i loro pensieri le loro emozioni e le loro personalità».

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