Il nostro dialetto

Il campionato dell’Atalanta raccontato in dieci frasi in bergamasco: a m’sé üsàcc tròp bé

Il campionato dell’Atalanta raccontato in dieci frasi in bergamasco: a m’sé üsàcc tròp bé
04 Agosto 2020 ore 12:27

di Vecchio Daino

Si è concluso anche il campionato 2019-2020 dopo la lunga parentesi della sospensione per l’epidemia di Covid-19. Il pensiero rivolto alla nostra squadra e alle sue vittorie ha contribuito, seppure in minima parte, ad alleviare l’angoscia che ha condizionato per mesi le nostre vite. Anche in mancanza di titoli conquistati sul campo, sarebbe comunque un’annata da ricordare per sempre.

1. Pecàt per l’öltima

Resta l’amaro in bocca per l’ultima partita disputata sottotono, dopo una cavalcata entusiasmante che ci ha portati a sfiorare la vetta della serie A. Ma non cancella certo tutto il buono visto in precedenza. [Trad. Peccato per l’ultima (gara)]

2. La à bé issé

Non è questione di accontentarsi, arte in cui siamo maestri. Qui ci si trova a commentare una mezza delusione per un terzo posto in campionato, quando in altri tempi avremmo parlato di salvezza. [Trad. Va bene così]

3. Me spiàs per la nóna

Le ultime partite hanno visto l’assenza di un giocatore geniale e insostituibile come Ilicic. La sua vicenda personale ha commosso tutta la tifoseria, e l’ha fatto sentire ancora più vicino. [Trad. Mi dispiace per la nonna (Ilicic)]

4. A m’sé üsàcc tròp bé

Un po’ di visione in prospettiva ci vuole. Gli straordinari risultati della Dea nelle ultime stagioni ci hanno indubbiamente viziato, e le nostre aspettative si sono alzate insieme al gioco espresso dalla squadra. [Trad. Siamo abituati troppo bene]

5. Gh’è de lecàs i barbìs

Memori dei tempi grami nemmeno troppo lontani, alcuni di noi esprimono la giusta soddisfazione per una stagione che pochi anni fa nessuno avrebbe mai potuto immaginare. [Trad. C’è da leccarsi i baffi]

6. S’pöl mia lömentàs

Questa volta risulta difficile persino a noi l’esercizio della lamentazione, in cui a volte non abbiamo rivali. Se siamo arrivati a questo punto, vuol dire che la squadra ha fatto davvero il suo dovere. [Trad. Non ci si può lamentare]

7. L’an che é m’vederà

L’appetito vien mangiando, e i traguardi raggiunti ci sembrano altrettante tappe di avvicinamento a un sogno ancora più grande. Che ovviamente non può essere dichiarato. [Trad. Vedremo l’anno prossimo]

8. Mè ciapà chèl che l’vé

 

Il nostro atteggiamento tra il fatalistico e il rassegnato non si applica questa volta alle leggi della natura, ma a quelle del calcio. D’altronde, sempre di stagioni si parla. [Trad. Bisogna prendere quello che viene]

9. La gh’è amò la Cèmpions

I possibili obiettivi non sono ancora finiti. Resta ancora il quarto di finale in Champions League, con i temibili avversari del Paris Saint Germain. Semifinale impossibile? Forse. [Trad. La Champions c’è ancora]

10. Se pènse ai du rigóri co la Juve…

È inevitabile pensare ai due episodi, ineccepibili secondo il regolamento, che hanno probabilmente influenzato negativamente il nostro finale di campionato. Ma sappiamo che con i se e con i ma non si scrive la storia. [Trad. Se penso ai due rigori con la Juve…]

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