La gioia della festa

La Notte Bianca di Natale in 50 foto

La Notte Bianca di Natale in 50 foto
20 Dicembre 2015 ore 19:00

[Foto di Antonio Milesi]

 

Siamo stati alla Notte Bianca di Natale in Città Alta. Questo è il racconto, per parole e immagini, del nostro piccolo tour, tra profumi, luci, suoni e volti. Davvero una magia, fatta di piccole preziose fotografie di vita.

Funicolare e Piazza Mercato delle Scarpe. Tappa numero uno: la funicolare per salire. Che è affollatissima: «Sembra di essere in aeroporto», esagera qualcuno. E poi, pochi minuti dopo, in Piazza Mercato delle Scarpe, profumo di salamelle e vin brulé: è l’Osteria del vino buono che fa sfrigolare la carne e così il dolce del vino e il salato si mescolano nell’aria. Proprio lì di fronte è pronto uno stage molto semplice per il concerto di una band tributo a Ligabue. All’inizio di via Gombito si trova il banchetto della pasticceria Nessi: oltre ai canonici pane-cotechino e birra ci sono anche invitanti polentine e osèi e ciambelline glassate. Intanto l’aroma intenso del vin brulé non ci abbandona. Il Fly Pub serve bombardino caldo e corroborante, un ideale anti-freddo (pure se, bisogna ammetterlo, per essere il 17 dicembre, il clima è clemente).

In via Gombito. La pasticceria Donizetti osa di più: spezzatino con polenta, ma anche cioccolata. La musica rilassante di sottofondo si intreccia ai profumi, in una piacevolezza che è un po’ una sinestesia. Un capannello di persone si raccoglie davanti a Ol Baretì: merito dell’intrigante Caciocavallo impiccato, cioè appeso a cuocere a pochi centimetri da un letto di brace. Di fianco, un originale albero di Natale con splendide forme di cacio, salamini, aglio e fette di pane a fare da decorazioni. A ridosso della Piazza Vecchia, la folla si infittisce. La Locanda al Gombito vende cannoli siciliani e dolci vari, la Latteria Ugolini punta invece su spiedini di frutta da ricoprire golosamente mettendoli sotto una piccola fontana di cioccolato. Diverse persone optano per un cartone di patatine da Amor di patata: le intramontabili chips non deludono mai.

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In Piazza Vecchia. Nel cuore della Cittadella l’atmosfera è magica, con il coro di bambini che intona Jingle Bells Rock e altri canti tipicamente natalizi. Ma ancor più fiabesche sono le sculture di ghiaccio. Piccolo quadro nel quadro: una bimba, sedendosi, rompe la sponda della slitta, che viene subito riaggiustata. Lì accanto, il cigno di ghiaccio è una silenziosa ed evocativa meraviglia. Le bimbe si fanno fotografare a più non posso, le mamme le richiamano: «Basta toccare il ghiaccio che prendete freddo». Il bar Flora fa casoncelli: con 5 euro si mangia un piattino nemmeno tanto piccolo e più buono di quelli di molti ristoranti. Un mago inizia il suo show lì di fronte e una mamma lo riconosce subito: «È venuto a scuola l’anno scorso».

In via Colleoni. La Ca del fasà spilla birra da una piccola botte in cambio di un’offerta libera. Il ristorante da Franco cucina pizzoccheri, polenta taragna e funghi porcini, mentre di fianco suona la Banda di Monterosso. Note e buona cucina: le persone sembrano gradire, decisamente. Roberto Amaddeo del ristorante Da Mimmo si gode il relax sorseggiando vino. I negozi sono aperti ma non sembrano fare grossi affari. È comprensibile, le persone sono attirate dai profumi irresistibili delle pietanze. Per fare regali c’è ancora tempo. Un gruppo di ragazzini è assiepato davanti alla Libreria in via Colleoni: disquisiscono tra di loro domandandosi chi potrà mai comprare dei libri con titoli così strani. Di fianco Mimmo ha allestito un banchetto in cui si vendono dei panzerotti fatti al momento, profumati e dorati.

Fino a Colle Aperto. La penultima tappa è in Piazza Mascheroni, dove i bambini si possono divertire sulla giostra dei cavalli. Ancora due passi e siamo alla Marianna, dove si raccoglie il pubblico più raffinato. Musica soft e tanti calici di vino: in mezzo ai tavoli, con seggiole fatte da rustici tronchi, c’è anche un fuocherello.

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