Il marchio di qualità

Pasqua fiorita in Val Brembana È la primavera di “Quelli delle Mele”

Pasqua fiorita in Val Brembana È la primavera di “Quelli delle Mele”
Viva Bèrghem 14 Aprile 2017 ore 11:34

Lo chiamano “Arcobaleno delle mele”. È, dal 2012, il campo scuola dell’Associazione Frutticoltori Agricoltori Valle Brembana (AFAVB), anche se per tutti , sopra e sotto ol bus de la Gogia, sono semplicemente “Quelli delle Mele”. In questi giorni il frutteto di Moio de’ Calvi, che abbraccia la chiesa parrocchiale insieme a un nuovo campo biologico approntato da pochi mesi, dà il meglio di sé grazie a migliaia di fiori che annunciano la primavera. Una Pasqua naturale che si moltiplica all’infinito in tutta la Valle, da Brembilla a Serina, da San Giovanni Bianco e Santa Brigida, da Camerata Cornello ad Isola di Fondra.

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Il presidente onorario e il senso. Quest’anno la fioritura dei meleti (che a breve vivranno la fase del dirado, per garantire pezzatura e qualità dei frutti da cogliere a fine estate) coincide con una nuova primavera di “Quelli delle Mele”, che a San Pellegrino il 7 aprile si sono riuniti in assemblea plenaria, approvando il bilancio e nominando il cavalier Davide Calvi presidente onorario (diciamolo pure, a vita). Di primavere ne conta 78, più di metà delle quali impegnate a fare il sindaco a Moio de’ Calvi. La nascita dell’AFAVB è la diretta conseguenza della sua intuizione - che risale ai primi Anni Novanta - di recuperare terreni montani attraverso la coltivazione di alberi da frutto. «Chi coltiva mele - sottolinea da sempre Calvi - segnala la volontà di restare in Valle, dimostra di crederci, al di là dei piagnistei e di una politica fatta troppo spesso solo e soltanto di parole. La consulenza di tecnici esperti ci ha consentito di selezionare una qualità di alto livello, ottimizzando la resa dei frutteti e valorizzando al meglio le proprietà dei terreni. Le analisi hanno confermato che la Valle Brembana ha ottime peculiarità, addirittura superiori a quelle di zone più rinomate».

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Il presidente operativo e il marchio qualità. La Mela Val Brembana è da qualche anno garantita anche da un marchio di tutela e qualità, nel quale la sintesi grafica unisce i colori della varietà coltive più diffuse in Valle (Golden, Gala, Red Delicious, Renetta e Topaz) alla tradizione di Arlecchino, che ha nella Valle Brembana la propria terra natale. A raccogliere il testimone di Calvi alla presidenza operativa dell’AFAVB c’è ora Pinuccio Gianati, dinamico pensionato di Olmo al Brembo che risiede a Isola di Fondra. Basta stringergli la mano e guardarlo in faccia per capire che una mela al giorno i medici li leva davvero di torno.

 

 

La sfida e la sagra. La sfida per lui e per il nuovo direttivo è quella di far fiorire davvero la frutticoltura di montagna della Valle Brembana, passando dalla competente passione di giovani pensionati e professionisti filosofi, alla concretezza decisa dei giovani locali, che sempre più convinti vedono nel territorio una leva utile a creare lavoro e benessere, uscendo dal tunnel (non quello di Zogno) a monte e non a Valle. Ci credono il mondo della scuola (l’ABF di San Giovanni con il corso di operatore agricolo) e quello del turismo, grazie alla prova provata della Sagra della Mela di ottobre, che ogni anno porta a Piazza Brembana (nel pieno della stagione morta) più gente di quanta ne muova il mercato di Ferragosto. Per intenderci: sono molti più i turisti presenti di tutti i residenti dell’Alta Valle messi insieme. Da Adamo ed Eva a Steve Jobs, passando per Guglielmo Tell e Biancaneve, la mela ha rappresentato il frutto della svolta. Vuoi vedere che ora tocca alla Val Brembana?