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La Scasada del Zenerù ad Ardesio Una tradizione ancora amatissima

La Scasada del Zenerù ad Ardesio Una tradizione ancora amatissima
31 Gennaio 2018 ore 05:30

I nostri vecchi ci sapevano fare, è certo. Vuoi vedere che a furia di scasade il terribile “Gennaione” l’hanno scacciato per davvero? A detta di molti il freddo di una volta, quello dei Giorni della Merla, dei mercanti di neve e della nostra infanzia, è ormai un lontano ricordo, ma non per questo viene meno, in Alta Val Seriana, la particolare tradizione di Ardesio, che puntualmente il 31 gennaio di ogni anno propone La Scasada del Zenerù, con un ricco programma di animazione e, soprattutto, di approfondimento culturale teso a salvaguardare un vero e proprio rito che affonda le sue radici nei secoli.

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«Il 31 gennaio, fin dall’antichità – confermano Pro Loco e Amici del Zenerù guidati da Simone Bonetti – era considerato cerniera tra inverno e primavera. Oggi in quella sera migliaia di persone (da tutta l’Alta Val Seriana e non solo) si uniscono agli ardesiani in un chiassoso corteo con raganelle e campanacci per le vie del paese, seguendo il famoso fantoccio, personificazione della fredda stagione che viene con lui bruciata in un meraviglioso e suggestivo falò».

In eventi come questo si ha la percezione concreta degli elementi forti dell’essere e del vivere: il freddo, le stagioni, il fuoco, i suoni, la gioia, la solidarietà e la determinazione. Quella che a prima vista può apparire una simpatica nostalgia è invece un’occasione irripetibile per risvegliare dal comune torpore una generazione sempre più virtuale e sempre meno virtuosa rispetto alla natura, ai suoi tempi ed ai suoi ritmi. A dirla tutta più che scacciarlo del zenerù dovremmo invocare il ritorno, non fosse altro per contrastare i cambiamenti climatici che mostrano sempre più i loro effetti. La politica delle mezze misure, è noto, ha già cancellato le mezze stagioni.

 

 

I giovani organizzatori di Ardesio hanno allargato la Scasada (programma completo qui) anche alle giornate precedenti, tanto che domenica 28 gennaio si è svolta una sorta di prova generale, con tanto di fantoccio e rogo in miniatura dedicata ai bambini. Anche il Zenerù Baby può creare interesse e nuove motivate generazioni. Con gli stessi intenti è programmato, nella mattinata del 31 gennaio nella sala consiliare del Municipio, il Processo al Zenerù, con le classi quinte che dibatteranno, in un’improvvisata aula di tribunale, su innocenza o colpevolezza del temuto Gennaione.

Il ritrovo serale, per il rogo vero e proprio, è per le ore 20 al Ponte Rino, all’ingresso del paese. Da qui muoverà il corteo assordante e danzante, sino al grande falò finale in piazzale Monte Grappa. Ad accompagnare in corteo il fantoccio anche quest’anno vi sarà un gruppo ospite dal sud Italia, in questo caso Le Maschere di Tricarico dalla provincia di Matera (Basilicata). Si tratta di figure che nel borgo di Tricarico animano (ogni anno il 17 gennaio) il Carnevale, uno dei Carnevali Storici d’Italia. Il tema 2018 concede qualcosa anche alla modernità, dato che il zenerù tenterà la fuga addirittura con il parapendio. A ricordarlo è l’incipit della poesia vernacola che preannuncia la serata: «Quìndes, sèdess, dessèt, desdòt…/ Adèss só stöff de fa ‘l pipòt / e per scapàga a sto’ mes-ciòtt / ciàpe ‘l vul dal prat dol Bòt!».

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