Orobie da amare

La Val Sambuzza, poco ammirata

La Val Sambuzza, poco ammirata
Viva Bèrghem 18 Luglio 2018 ore 09:00
Foto di Angelo Corna

 

In alta Val Brembana, tra scrosci d’acqua e verdi vallate, troviamo la bella Val Sambuzza. Tra gli abitati di Carona e Foppolo, questa piccola valle racchiude tra le sue cime un piccolo tesoro naturale, da cui prende il nome: il Lago di Valsambuzza. Posto a 2085 metri di quota, questo specchio d’acqua è alimentato dalle acque provenienti dal Lago di Verrobbio e dal re di questa piccola valle: il Pizzo Zerna. Scopriamo questa montagna e le perle orobiche che si nascondono tra gli anfratti nascosti all’occhio degli escursionisti, che molto spesso prediligono mete più blasonate e affollate.

La partenza. La nostra escursione trova il suo via nella parte alta del paese di Carona, in prossimità del segnavia CAI 210 che sale ai rinomati rifugi Calvi e Longo. Ci incamminiamo sulla carrareccia, costeggiando il caratteristico borgo di Pagliari e, dopo circa mezz’ora di cammino, la suggestiva cascata della Val Sambuzza con il suo torrente, che nasce proprio sotto le pendici del Pizzo Zerna, nostra destinazione. Noi proseguiamo, approfittando degli spruzzi della cascata che ci regalano alcuni momenti di frescura, fino a raggiungere la Baita Birone ai Dossi (m.1475), dove nei pressi di una fontanella dell’acqua il segnavia CAI 208 ci invita a piegare bruscamente a sinistra. Abbandoniamo la fiumana di persone che risale ai rifugi Longo e Calvi e risaliamo il solitario e riservato sentiero, costeggiando il torrente e attraversandolo, con l’ausilio di un piccolo ponte di legno. Tocchiamo alcune baite (private) e uscendo dal bosco con un traverso a mezzo costa raggiungiamo Baita Vecchia (m.1862). Il panorama si apre sulla verde vallata, mostrando le cime caratteristiche che la caratterizzano. I segnavia CAI indicano le possibili direzioni, noi pieghiamo a destra risalendo la testata della valle con chiara indicazione “Passo del Publino”. Il sentiero sale con pendenza costante ma mai eccessiva, arrivando dopo poco più di due ore dalla nostra partenza, in prossimità di Baita Arale bassa (m.1982) e di Baita Arale Alta, posta di fronte al Lago di Valsambuzza (m.2085).

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Il Lago di Valsambuzza e il Bivacco Pedrinelli. Questo bellissimo specchio d’acqua naturale è alimentato dalle acque di fusione del Pizzo Zerna e del Monte Masoni, posto più a ovest, nonché dal piccolo specchio d’acqua situato 200 metri più a monte: il laghetto di Verrobbio. Le acque dei suddetti laghi danno vita alla bellissima Cascata della Valsambuzza, precedentemente citata, andando poi ad alimentare il Fiume Brembo. Noi, dopo aver recuperato le energie presso il Lago, risaliamo seguendo il ripido sentiero che, zigzagando, ci porta in vista della seconda perla della giornata: il laghetto di Verrobbio (m.2282). Ancora pochi minuti di ripida salita ci condurranno al Bivacco Flavio Pedrinelli (m.2353), ex casermetta militare ristrutturata dal Gruppo Amici Escursionisti di Sforzatica. Il bivacco, sempre aperto, è lasciato alla cura e al buonsenso degli escursionisti che si trovano a transitarci. Dispone di otto posti letto ed è un perfetto punto di appoggio in caso di maltempo o per escursioni sulle vicine montagne della zona, garantendo un collegamento anche con la vicina Valle del Livrio, in Valtellina.

 

 

La vetta. Per quanto il panorama sia già bellissimo da questa angolazione siamo venuti in Valsambuzza per il Pizzo Zerna! La nostra destinazione è proprio davanti a noi e per raggiungerla dobbiamo seguire il sentiero posto sopra il bivacco, che sale con chiara direzione verso il Passo del Publino (m.2368). Dal Passo si segue l’evidente traccia che si stacca verso destra, percorrendo il sentiero che resta poco sotto il filo di cresta e in circa mezz’ora ci porta senza eccessive difficoltà in vetta al panoramico Pizzo (m.2512), sulla cui cima ci attende una croce in ferro con basamento in cemento e un bellissimo panorama sulle montagne circostanti: il monte Chierico, il monte Masoni e il vicino Corno Stella. Dalla vetta è possibile, per i più esperti, un concatenamento con il monte Masoni, una traversata assolutamente da non sottovalutare e che richiede un minimo di esperienza alpinistica. Il ritorno avviene sul percorso comune all’andata.

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Approfondimenti. Il Pizzo Zerna e la Val Sambuzza offrono un’alternativa diversa ai classici rifugi Calvi e Longo, poco distanti dal percorso descritto. La verde vallata, rigogliosa e ricca d’acqua, è perfetta anche solo per un picnic con le famiglie sulle rive del bellissimo lago omonimo. I più ardimentosi possono invece sfidare le linee del Pizzo, che sono per escursionisti esperti, e raggiungerne la panoramica vetta. Sul percorso, poco sotto il Passo del Publino, possiamo ammirare il bivacco Flavio Pedrinelli, ristruttrurato nel 1997 dal Gruppo Amici Escursionisti di Sforzatica e dedicato al sindaco di Dalmine, scomparso nello stesso anno. Il bivacco è stato recuperato da un’antica caserma militare costruita nel lontano 1917, su quella che era la Linea militare Cadorna. Se non fossimo ancora stanchi, a circa mezz’ora dal Lago di Valsambuzza, possiamo ammirare un’altro angolo di Paradiso dimenticato, proprio sulle nostre montagne di casa. Sono i Laghetti di Caldirolo, posti a sinistra del lago e raggiungibili tramite un piccolo tracciato segnalato, che si stacca dal sentiero principale che sale al Passo del Publino. A 2200 metri di quota troviamo questi piccoli laghetti naturali, nascosti tra gli anfratti del Pizzo Zerna.

Conclusioni. Il percorso fino alla vetta del Pizzo Zerna tocca le sei ore di cammino, supera i 25 chilometri e i 1400 metri di dislivello. Le informazioni sono complessive e si riferiscono al percorso di andata e ritorno. La gita è classificata per escursionisti esperti, sopratutto per il tratto che si snoda dal bivacco Pedrinelli fino alla cima del Pizzo.

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