Viva Bèrghem
Prima era un negozio cinese

L'Angolo 50 in via Palazzolo Molto di più di un semplice bar

L'Angolo 50 in via Palazzolo Molto di più di un semplice bar
Viva Bèrghem 08 Gennaio 2015 ore 12:09

Caffè-Angolo50-fotografie-Devid-Rotasperti (23)

 

Una storia al contrario. Non i cinesi che comprano un negozio italiano, ma italiani che acquistano un negozio cinese e lo trasformano in un bar dalle pareti grigie e nere, con botti di legno e uno speciale angolo per la lettura. Questa è la storia di Maria Laura Martini, 58 anni, e del figlio ventiseienne pilota di aerei Enrico Maria Vettraino, che insieme hanno deciso di investire su se stessi, aprendo un luogo che non è solo bar, ma anche un posto dove scambiarsi quattro chiacchiere, bersi un tè fatto in un certo modo, gustare un buon tagliere di salumi DOP.

Aperto lo scorso 14 luglio, “Angolo 50, non solo caffè”, in via Palazzolo 50 (dove si incontra con Via Greppi), conta diverse chicche che meritano una sosta: i dolci, per esempio, sono prodotti dalla pasticceria Bonati di Paladina e sono gluten free. Il pane e la gastronomia (che vede nella lista piatti come la lasagna al radicchio o ai carciofi, il toast di patate e gli arrosti) sono del panificio Zero Bakery, che lavora farine orobiche con una lievitazione naturale. I salumi, invece, sono della rinomata azienda Il Maialino di Giò e della bergamasca Macelleria Mangili, che produce a chilometro zero, mentre i formaggi sono di quelli artigianali delle nostre Valli. «La nostra è stata una scommessa puntata sulla qualità del Made in Italy – sottolinea Enrico Maria – fin dall'inizio, fin da quando cioè abbiamo acquistato il locale, restituendolo da cinese ad una società italiana».

Ad aiutare nella realizzazione del bar, dalla tinteggiatura delle pareti alla costruzione della piccola libreria, dal bancone alle lavagne, sono stati gli amici di Maria Laura e del figlio, che in sole due settimane, muniti di competenze tecniche, buon gusto, idee e creatività, hanno ridato al locale uno stile pulito, fatto di linee e colori neutri, capaci di rilassare la mente del cliente.  Per il nome invece, è stato necessario creare su WhatsApp un gruppo al quale hanno partecipato tutti i familiari, dal padre di Enrico Maria, alle sorelle tra Milano e le Marche, fino al cognato. D'altronde un'altra figura è stata coinvolta in questa attività di famiglia: Miriam Caprioli, fidanzata del giovane titolare, una collaboratrice grintosa e sorridente che prepara cocktail e caffè dietro il bancone del bar.

Essenzialmente, da “Angolo 50, non solo caffè” l'idea è quella di assecondare i gusti del cliente. Lasciare cioè che sia lo stesso a decidere come comporre il panino o le insalatone, di cui si possono cogliere suggerimenti sulle lavagne appese alle pareti. E, ancora, che sia il cliente a decidere come sfruttare ciò che il locale offre. Non solo cibo, infatti, ma anche libri a cui è dedicato un angolo speciale, dove cassette di frutta tinte di grigio fanno un po' da biblioteca. Intitolata “Cibo per la mente”, ha tra i testi a disposizione titoli di fama internazionale, come La fattoria degli animali di George Orwell, Lessico famigliare di Natalia Ginzburg e Poesie di Emily Dickinson. D'altronde anche questo è nutrire. Come recita la scritta a gessetto su una delle porte del bar: «Leggere è un cibo per la mente e tutto ciò che ha a che fare con il cibo, deve per forza essere buono». Parola di Snoopy.

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