Uno scrigno di bellezza

L’atelier Mitzi in via Quarenghi Dove gli abiti sono opere d’arte

L’atelier Mitzi in via Quarenghi Dove gli abiti sono opere d’arte
28 Aprile 2015 ore 10:49

Se fosse un tessuto sarebbe l’organza, eterea e sofisticata. Mitzi Micalef, gentile cinquantacinquenne di Bergamo, ha i tratti del volto sottili e indossa colori chiari nel verde degli occhi e nel biondo dei capelli. Il suo atelier, in via Quarenghi 11A, è uno scrigno di bellezza dove gli abiti dipinti a mano stanno su grucce firmate dall’artista, riflettendosi sul sofisticato pavimento a scacchi del parquet di inizio Novecento. Diplomata al Liceo artistico di Bergamo, Mitzi frequenta la Marangoni per specializzarsi come stilista. Ama i tessuti, crea abiti dalle linee inusuali, e li dipinge: lino, jeans, canapa, seta, organza, cotone, velluto. Ogni tessuto ispira alla donna qualcosa di unico, che spesso diventa un disegno per modelli firmati poi da grandi griffe della moda.

«Amo personalizzare i capi, dipingendo sia su tessuti invernali che estivi, anche quando il materiale può essere inusuale, come la juta o il neoprene – racconta la stilista -. Non ho un colore preferito, anche se amo le tinte forti, piuttosto mi diletto nelle sfumature, che mi permettono di partire da una tinta per arrivare ad un’altra, in un morbido digradare. Le tecniche con cui dipingo sono differenti, dall’aerografo all’acquarello, creando motivi floreali piuttosto che geometrici». Alla base dell’Atelier Mitzi c’è dunque una grande ricerca fatta di tessuti, tagli e colori, per abiti di carattere, da indossare passeggiando per la città. C’è anche la possibilità di rinnovare capi d’abbigliamento ormai fuori moda, portando gonne, pantaloni, e anche scarpe all’atelier, dove Mitzi provvederà a dar loro una nuova luce, con una pennellata, oppure inserendo quel dettaglio in più. «Anche un abito da sposa – racconta ancora la stilista – può essere rivisitato per diventare un prezioso abito da sera».

Mitzi ha due tipologie di lavoro: disegnare e dipingere tessuti per il suo atelier, oppure lavorare per le Maison come Balestra, Gattinoni e Roccobarocco, partendo da un’idea. Tra i lavori più prestigiosi c’è anche la realizzazione di un abito per conto di Gianfranco Ferrè, un modello “effetto mare” per Carla Fracci. «Ora abbiamo in corso un lavoro per l’azienda Tosca Blu, per la quale abbiamo dipinto le calzature della collezione invernale. E poi, attraverso Milano Unica, il salone italiano del tessile, abbiamo allacciato dei rapporti interessanti, anche con aziende estere».

Il suo tessuto preferito? L’organza  di seta, perché è leggera e trasparente. Un tessuto che la stilista ha dovuto imparare presto a conoscere, per la sua grande risonanza nel campo dell’Alta Moda. «Non è un tessuto facile, soprattutto se lo si deve dipingere con colori impalpabili – ha concluso Mitzi – ma ora mi sono specializzata nella sua colorazione, ed è diventato uno dei miei tessuti preferiti!».

Due le novità dell’atelier: la prima è la sfilata prevista per venerdì 22 maggio, sotto i portici del palazzo dell’atelier di via Quarenghi. Per l’occasione, ballerini in abiti dipinti da Metzi per un’azienda di Parma danzeranno sulle note di un Tango. La seconda notizia è invece l’apertura della Maison Mitzi, in un grande appartamento in stile Liberty di 170 metri quadrati, collocato sopra l’atelier.

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