Viva Bèrghem
«È stata davvero una figata»

Laura Teani e le sue Olimpiadi Da Rio a Stezzano con amore

Laura Teani e le sue Olimpiadi Da Rio a Stezzano con amore
Viva Bèrghem 22 Agosto 2016 ore 07:00

«Un po’ di delusione rimane per l’oro mancato, ma la felicità è tanta perché è un argento olimpico. Se ce l’avessero detto prima di partire ci avremmo messo la firma». Laura Teani, secondo portiere del Setterosa di pallanuoto, stezzanese doc, ancora non ci crede di essere salita sul podio di Rio insieme alle sue compagne. Venticinque anni, è uscita di casa giovanissima per andare a vivere a Padova, la città della Plebiscito, la squadra di A1 che l’ha portata in Nazionale. I suoi sacrifici sono stati ripagati da questo risultato al quale anche lei ha contribuito, nonostante venerdì sera (19 agosto) sia rimasta in panchina. Non sono nemmeno trascorse 24 ore da quando le hanno messo al collo la medaglia d’argento, dopo aver perso la finale contro gli Stati Uniti. L’unica medaglia “bergamasca” di quest’edizione. Le ultime risalgono a 12 anni fa: Atene 2004 con Masseroni nella ginnastica ritmica, Pelizzoli portiere della Nazionale olimpica di calcio e Brembilla nel nuoto. Laura ha festeggiato fino a notte fonda, ha dormito qualche ora e poi ha accettato di concedere questa intervista a BergamoPost.

Quando è partita per Rio pensava di arrivare in finale?

«Non ne avevo la certezza ma sapevo che saremmo potute arrivarci perché siamo forti».

 

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All’inizio delle Olimpiadi aveva predetto che gli Stati Uniti sarebbero stati duri da battere.

«Sì, sapevamo che sarebbe stata la squadra da battere, la squadra che per ora ha qualcosa in più rispetto a tutti gli altri».

Cosa significa tornare a casa con una medaglia olimpica?

«Significa moltissimo. È il coronamento di un sogno e ripaga di tutti i sacrifici fatti».

La dedica a qualcuno in particolare?

«La dedico alla mia famiglia, in modo particolare ai miei genitori. Senza il loro sostegno non sarei qui».

Come avete festeggiato?

«Siamo state invitate a Casa Italia, dove era stata organizzata una festa per noi con del buon cibo italiano».

 

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Qual è stata la prima telefonata che ha ricevuto dopo la finale?

«Il primo di tutti è stato mio fratello Paolo. Di messaggi ne ho ricevuti davvero tanti e colgo l’occasione per ringraziare tutti. Fa sempre piacere sentire l’affetto e la vicinanza delle persone».

Com’è stata l’esperienza a Rio?

«Davvero una figata. Stare nel villaggio olimpico sembrava di essere in un mondo parallelo».

Com’era la sistemazione?

«Eravamo divise in due appartamenti da 6, con 3 camere da letto ciascuno. Io dividevo la stanza con Giulia Gorlero, il primo portiere».

Come era la mensa al villaggio?

«Sul cibo sorvoliamo. Per fortuna tra poco saremo in Italia dove ci aspetta un bel piatto di pasta al dente!».

 

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Cosa farà al suo rientro?

«Al mio rientro ci sarà innanzitutto un po’ di meritato riposo. Il 24 partirò per una vacanza in Thailandia, poi prima di ricominciare mi aspetta una settimana a Stezzano, a casa dai miei genitori e dai miei parenti per il giro di gloria e soprattutto per tante coccole».

Le piace il calcio?

«Mi piace perché in famiglia sono tutti appassionati, dato che ho un fratello ex calciatore (Marco, ha giocato anche in Serie B con l’AlbinoLeffe, ndr)».

È tifosa atalantina?

«Simpatizzo per l’Atalanta, ma sono juventina».

Obiettivi per il futuro?

«Innanzitutto rilassarmi e ricaricare le batterie, poi ricominciamo con il club. Vogliamo puntare all’Europa. E poi riprenderò anche con la Nazionale».

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