Viva Bèrghem
Il vecchio diventa shabby chic

Le Api in Borgo Santa Caterina Dove si reinventa tutto, con amore

Le Api in Borgo Santa Caterina Dove si reinventa tutto, con amore
Viva Bèrghem 27 Giugno 2015 ore 15:06

Ci sono luoghi che fanno bene al cuore. Può trattarsi di un paesaggio, di uno scorcio familiare, della vista della città natale all'orizzonte. Oppure bastano quattro mura per trovare un mondo intero, su cui decidere di abitare. No, non è uno dei viaggi fantastici del Piccolo Principe, bensì il caso dell'associazione di arte e cultura Le Api, situata in Borgo Santa Caterina 1/b a Bergamo.

Inaugurata nel 2004 con lo scopo di condividere esperienze creative e di diffondere e stimolare la passione per manualità, fantasia e ingegnosità, è un angolo di paradiso in cui rintanarsi per imparare a dipingere, per trovare il modo di ridar vita a mobili in disuso, per decorare l'oggettistica di casa, per rinnovare paralumi e dorare cornici, per diventare tappezzieri fai-da-te, per studiare le basi dell'intaglio ligneo e misurarsi con lo stile shabby chic.

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Le Api organizzano corsi per principianti e seminari di approfondimento, dando spazio soprattutto alle tecniche derivate dall'antica tradizione artigianale, rispettando sia i materiali che gli attrezzi, per avvicinare anche chi non ha mai tenuto un pennello in mano, o ad un hobby che nel tempo si potrebbe trasformare in una passione radicata se non in una vera e propria professione. Questo e molto altro avviene in una stanza di soli 40 metri quadrati, dove insegnanti e corsisti si alternano per dimostrare a se stessi e agli altri che niente è impossibile. Chi non vorrebbe salvare la credenza della nonna, preservando la poesia del tempo che passa, ma sotto una nuova forma e nuova verve, per attualizzarla al proprio ambiente casalingo? Per associarsi basta una tessera di 15 euro (annui), che dà diritto all’ingresso ai corsi. Ogni corso poi ha un costo differente, a seconda della tecnica utilizzata. Ad oggi sono una decina e partono da un minino di due ad un massimo di dieci ore, e possono prendervi parte da due a quattro partecipanti. Chi decide di associarsi porta con sé l'oggetto da recuperare, per studiare insieme ai maestri artigiani il modo migliore per applicare svariate tecniche decorative e veder risorgere il suo complemento d'arredo. Non si vende nulla, se non abilità, ricordi ed emozioni.

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Basta qualche pennello e terre colorate per dare il via alle danze: decisamente più difficile a dirsi che a farsi, almeno secondo Claudia Bartolucci, presidentessa dell'associazione e anima dell'alveare. Nasce da lei il culto del recupero: dopo una vita trascorsa a Milano, divisa tra il mondo della moda e dell'antiquariato, ha trovato un nuovo equilibrio nella cittadina orobica, in cui si è trasferita 14 anni fa, mescolando competenze acquisite nel tempo. «Ho sempre amato lavorare tessuti, legno e materiali poveri per ricercare l'espressione di un determinato effetto» racconta Claudia, col grembiule impiastricciato di colori e gli occhi verdi che le brillano (e non per il sole). «Ho battezzato l'associazione Le Api ispirandomi all'organizzazione della loro società e alla loro profonda dedizione al lavoro». Cambiano i personaggi, ma resta la filosofia di base. Tra madie, sgabelli, specchi, lumi, armadi e cassettiere si apre uno squarcio di nuove possibilità: quello che un pezzo di legno può diventare, lo sa solo chi ha la capacità d'immaginare a occhi chiusi e con le mani in pasta. Molto più di una vetrina o di una scuola: Le Api è uno scrigno d'idee e sensazioni che investono chi ha la fortuna di entrare qui per la prima volta. Basta quell'unica volta, infatti, per esser certi che si entrerà anche la seconda, la terza e così via... Benvenuti nello spazio in cui fare diventa arte. Provare per amare.

Per info visitare la pagina Facebook, oppure contattare il 347 4194607.

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