Inaugurato lunedì 27

Le Orobie si fanno ancora più belle con il Centro Parco di Valbondione

Le Orobie si fanno ancora più belle con il Centro Parco di Valbondione
29 Luglio 2015 ore 11:41

È stata inaugurata lunedì 27 luglio a Valbondione la prima rete di Centro Parco, alla presenza del presidente del Parco delle Orobie bergamasche, Yvan Caccia, del sindaco di Valbondione, Sonia Simoncelli, del Sindaco di Valgoglio, Eli Pedretti, e di altre autorità locali. Il progetto rientra nel quadro più ampio di I Parchi verso EXPO 2015 – Valorizzazione turistico-ricreativa delle aree protette montane, che mira a dare risalto e protezione alle aree di pregio naturalistico del territorio, attraverso la ristrutturazione di edifici preesistenti e il monitoraggio dell’equilibrio ambientale e della biodiversità. Un lavoro completo, che vuole proteggere la natura, senza però allontanarla dai visitatori.

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Parco Orobie Mappa

 

Mostrare e istruire. Da una parte, quindi, il progetto garantisce la miglior offerta possibile al pubblico, spiegando e mostrando approfonditamente i pregi dell’ambiente e le sue caratteristiche. Sono stati restaurati nove edifici sparsi sul territorio e dotati di arredi e apparati divulgativi, come totem multimediali, su cui consultare i contenuti dell’App Alps Orobie Grigna Parks (scaricabile qui per Android e qui per Apple), e di pannelli didattici e illustrativi. In uno di questi ambienti è stata allestita una mostra legata al tema della biodiversità: in essa viene evidenziato il ruolo fondamentale dell’agricoltura di montagna per il mantenimento degli ambienti a più alta biodiversità e delle rilevanze naturalistiche di maggior pregio.

Le parole del direttore del Parco. La rete è stata realizzata per volontà del Parco delle Orobie bergamasche, Parco della Grigna settentrionale e Parco Orobie valtellinesi e finanziata da Regione Lombardia. Durante l’inaugurazione ha parlato il direttore del Parco delle Orobie, Mauro Villa, ed ha spiegato le finalità di questa iniziativa: «I temi fondamentali che vogliamo affrontare nei Centri Parco sono l’importanza dell’agricoltura di montagna, la valorizzazione dei diversi territori del Parco e l’interesse fondamentale degli ambienti acquatici, siano essi paludi o fiumi. Abbiamo scelto per questo di valorizzare interventi edilizi già attuati, spesso con il concorso del Parco, di coordinare azioni svolte in vari progetti – quali Bi.O.S. – per realizzare una rete di centri parco in un contesto omogeneo di didattica, informazione ed educazione ambientale».

 

01 Inaugurazione del primo  centro Parco del Parco delle Orobie Bergamasche   02 Yvan Caccia

 

Progetto Bi.O.S. Come detto dal direttore, una componente importante della rete dei Centri Parco si appoggia a questo progetto di Biodiversità Orobica in Val Seriana. Esso sviluppa il tema della biodiversità in relazione all’acqua, elemento indispensabile per il mantenimento della stessa. Questa iniziativa è stata sviluppata dal Parco delle Orobie Bergamasche, in partnership con la Provincia di Bergamo, i Comuni di Oltressenda Alta, Valbondione, Valgoglio, e il supporto dell’Associazione FAB (Gruppo Flora Alpina Bergamasca), storica istituzione che opera per la conoscenza del patrimonio floristico bergamasco, grazie al contributo di Fondazione Cariplo. Il progetto si sviluppa in particolare nei contesti della Val Sanguigno (Comune di Valgoglio), dell’alto corso del Fiume Serio (Comune di Valbondione) e della Valzurio (Comune di Oltressenda Alta), contraddistinti da una significativa rilevanza naturalistica e paesaggistica e da un complesso sistema di ambienti caratterizzati da una ricca e preziosa presenza di acqua.

Monitoraggi. L’osservazione prima di tutto: Bi.O.S. è stato messo in atto in primo luogo attraverso i monitoraggi, necessari ad avere una visione approfondita dell’ambiente. Ne sono stati effettuati sul fiume Serio, per determinare lo stato ecologico del tratto di fiume interessato dalle cascate e indagare gli effetti determinati dall’attuale regolamentazione dei flussi idrici. Altri studi sono stati portati avanti in Val Sanguigno, che è il cuore del progetto: numerosi monitoraggi per approfondire le conoscenze botaniche e faunistiche dell’intero bacino idrografico e sullo status del fauna ittica, in particolare della specie di interesse conservazionistico Cottus gobio (Scazzone). In seguito sono stati attuati specifici interventi per mantenere ed anzi migliorare la biodiversità in questa zona. Ad esempio lo Scazzone di cui sopra è stato spostato al fine di ripopolare alcune aree più favorevoli alla sua sopravvivenza. Non di meno importanza sono gli interventi volti a favorire una fruizione turistica più sensata e indolore per l’ambiente: ad esempio una passerella per visitare le torbiere.

 

 

Educazione ambientale. La corretta fruizione della natura è quindi importante tanto quanto gli studi per la cura di questa: è infatti poco sensato tutelare un ambiente delicato se poi le persone lo rovinano con le loro pratiche indisciplinate. È per questo che nel progetto ha un ruolo non secondario l’educazione ambientale, favorita dalla fondazione dei due Centri Parco, uno a Valbodione e uno a Valgoglio. Si aggiungono poi la costituzione di un servizio di visite guidate in Val Sanguigno condotte dagli Accompagnatori del Parco, e lo sviluppo del progetto didattico incentrato sul tema dell’acqua e del Serio denominato Adotta il Fiume, che ha coinvolto le scuole secondarie di primo grado di Ardesio e Valbondione.

Con l’aiuto di tutti. La chiave per mantenere le bellezze naturali sta tutta nella coscienza e nella consapevolezza delle persone, ce lo ricorda anche il presidente del Parco delle Orobie Bergamasche, Yvan Caccia: «Coinvolgere la popolazione è uno dei nostri obiettivi principali. Vogliamo infatti che queste iniziative legate allo sviluppo del territorio siano accompagnate da una consapevolezza diffusa sull’unicità delle risorse che ci circondano. Siamo contenti, dunque, dell’attenzione dimostrata da piccoli e grandi, sia oggi, con l’inaugurazione del Centro Parco, sia a sostegno di tutte le attività legate al progetto Bi.O.S. Sono convinto, infatti, che se continueremo a lavorare insieme, associazioni, istituzioni e cittadini, potremo davvero fare molto per la nostra terra, consegnando alle future generazioni un territorio più pulito, libero e ricco di naturalità».

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