Tradizioni orobiche

Le signore dei casonsèi di Osio

Le signore dei casonsèi di Osio
Viva Bèrghem 08 Settembre 2017 ore 07:00

Si sa. Non si può passare da Osio Sopra nelle ultime settimane di agosto senza assaggiare i casoncelli della Festa dello Sport, la manifestazione organizzata dalla Polisportiva di Osio Sopra. Basta farsi guidare dal profumo che tutte le sere si diffonde dal tendone della manifestazione, invadendo le vie del paese e attirando buongustai non solo da Osio Sopra ma da tutta la provincia.

Da quasi quarant’anni le artefici di questo prodigio sono le «Donne dei Ravioli», che affollano la più grande ala dell’oratorio, adibita per l’occasione alla nascita dei «Casonsèi della Polisportiva dé Os Sura». I casoncelli, preparati freschi ogni giorno, riposano su enormi tavole di legno, pronti per essere serviti la sera stessa agli ospiti della festa. La loro nascita e la loro preparazione sono opera delle donne di Osio Sopra, che per due settimane impastano e creano, tra nuvole di farina e profumi tipici bergamaschi, questi fantastici ravioli che hanno reso famosa la Festa dello Sport in tutti questi anni.

 

 

Siamo andati a trovare queste abili signore proprio dove nascono i casoncelli, tra i profumi della pasta fresca di salame e l'allegria che distingue e che renda unica questa festa di paese, fatta di tradizioni, buona cucina ma sopratutto solidarietà e voglia di stare insieme. Poche di loro hanno visto la nascita della prima Festa dello Sport quarant’anni fa; il testimone in questi anni è passato da figlia in nipote, mantenendo comunque inalterata la qualità del prodotto. «La produzione dei ravioli per la Festa dello Sport è iniziata in modo continuativo nel 1980». Racconta Pierina Brugali, responsabile del gruppo: «La nostra è stata tra le prime feste di paese a proporre i casoncelli come piatto tipico. Il gruppo in tanti anni è poi cresciuto e si è rinnovato, aumentando di numero e mettendo in campo prima le figlie e poi le nipoti, tramandando la ricetta di generazione in generazione ma mantenendo inalterato il prodotto finale».

 

 

Come avviene la nascita dei famosi casoncelli?
«Anni fa la produzione dei ravioli avveniva completamente a mano: dall’impasto fino al ripieno era tutto frutto del nostro lavoro. La pasta veniva stesa manualmente, così come il ripieno veniva preparato abilmente da noi, rigorosamente a mano. Con il passare degli anni abbiamo acquistato l'impastatrice e una macchina automatica per stendere la pasta, anche se il grosso del lavoro viene fatto ancora come una volta. I ravioli vengono chiusi uno a uno, e ognuna di noi ha il suo compito ben preciso. C'è chi si occupa del ripieno, chi di tagliare e stendere la pasta, e infine, chi chiude il casoncello… Un vero e proprio lavoro di squadra».

La provenienza delle materie prime?
«Le materie prime sono le stesse di tanti anni fa e seguiamo la ricetta originale che ha reso famosi i casoncelli in questi quarant'anni. Acquistiamo quello che ci serve in paese, cercando di restare a chilometro zero e scegliendo prodotti che provengono da Osio Sopra, favorendo i negozi del paese».

 

 

Quali sono gli ingredienti dei casoncelli?
«Naturalmente sono un segreto. Scherzi a parte, nel ripieno dei ravioli troviamo la pasta di salame, la mortadella, il formaggio e tanti piccoli “accorgimenti”… Assaggiando i nostri ravioli si può notare il retrogusto dell’aglio e il sapore del limone, ma ci sono tanti altri ingredienti che aggiunti nelle giuste proporzioni rendono il nostro casoncello unico».

Da chi è composto il gruppo delle signore dei ravioli?
«Siamo tutte volontarie, casalinghe o pensionate. La nostra è una passione, ma anche un momento di ritrovo e di allegria che ci permette di passare del tempo insieme. Così, tra due chiacchiere in compagnia, prepariamo ogni giorno i ravioli che andranno poi a imbandire i tavoli della Festa dello Sport».

Tra le Donne dei Casoncelli troviamo anche Maria Tresoldi, la veterana del gruppo e, molto probabilmente, custode dell’antica ricetta: «Abbiamo iniziato tanti anni fa, io, Palma Brugali, Peppina Defendi e Marina Baldo. Ora del gruppo originale sono rimasta solo io. Sono passati tanti anni, ma il bello di queste giornate è il tempo passato insieme. Poi naturalmente il lavoro e la buona compagnia non mancano».

 

 

Che ricordi... Anche chi scrive in questo momento porta nei ricordi della sua infanzia i pomeriggi precedenti i giorni della festa. Spiando dalla porta dell'oratorio si potevano osservare tutti questi casonsèi, posti in fila indiana e divisi in dozzine, come vuole la tradizione. Quelle lunghissime file di ravioli sembravano frutto di una magia agli occhi dei bambini. Così noi, figli o nipoti delle abili donne che creavano e creano tutt'ora questi fantastici tortelli, se ci avvicinavamo troppo rischiavamo per scherzo di venire arruolati, possibile pena il conteggio delle dozzine. La magia si ripete ancora oggi e riesce a legare con sapori e tradizioni un piccolo paese come Osio Sopra.

Naturalmente possiamo provare a riprodurli a casa. Ma non sarà la stessa cosa. Mancherà sempre qualche particolare o la giusta percentuale, custodita gelosamente dalle Donne dei Ravioli, che continuano la tradizione. La soluzione migliore è una sola: quella di passare ad assaggiarli.