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Legami, Tiger & Co. a Bergamo Il boom delle piccole cose

Legami, Tiger & Co. a Bergamo Il boom delle piccole cose
16 Gennaio 2018 ore 07:00

Esiste un negozio che vende proprio tutto? Magari uno solo no, ma se si uniscono tutti i punti vendita di oggettistica di Bergamo, forse si arriva molto vicino alla totalità. Tiger è il più popolare, Legami quello di tendenza e A me mi piace è l’antico precursore di tutti gli altri. È curioso pensare come negozi che vendono oggetti spesso ritenuti inutili o comunque non di primaria importanza attraggano così tante persone. I proprietari hanno tutti un’espressione tranquilla, sono fiduciosi della loro attività e sicuri di quello che fanno.

Legami. Simone Colombo, da due anni responsabile del punto vendita Legami di Largo Rezzara, afferma di aver finalmente trovato la strada per il successo del negozio dopo svariati cambi di gestione, truffe e disavventure. «Lo scopo di Legami, azienda totalmente bergamasca nata nel 2003, è quello di creare una clientela eterogenea e di aprire le porte a tutti». Questo obiettivo è diventato una priorità assoluta dopo l’acquisizione da parte di L egami della libreria in Largo Rezzara, pieno centro di Bergamo e quindi luogo di passaggio sia per i cittadini che per i turisti. «I nostri clienti sono attratti anche dal design del negozio, che ora ci stanno copiando tutti», dice Simone.

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Non si può negare che lo stile antico del legno, unito a quello un po’ underground del ferro a vista, crei un’atmosfera particolare, accogliente e piacevole, che invoglia a entrare ma soprattutto a restare a lungo nel negozio. Anche gli oggetti venduti cavalcano l’onda del vintage. Per esempio, uno scaffale intero è dedicato alle macchine fotografiche analogiche e in particolare alle Polaroid. Certo, magari sarà soltanto una moda, ma il fenomeno del vintage fa riflettere. Simone lo spiega dicendo che in quest’epoca dominata dalla frenesia, con il terreno che sembra sfuggire veloce sotto ai piedi, le persone sentono il bisogno di vedere e avere tra le mani qualcosa di fisico e tangibile, come appunto una fotografia stampata. Percepiscono il fatto che con la fotografia digitale tutti i nostri ricordi, le nostre emozioni, le persone della nostra vita che non ci sono più o che sono lontane meritino più di un posto casuale tra i duecento files in una cartella del computer. Certo, forse l’analogico non batte il digitale in quanto a efficienza, velocità e margine di errore, ma non è ciò che importa a quanto pare. Un altro esempio sono le agende e i block notes. Sempre alla Legami, possiamo infatti notare come anche questo reparto sia sempre affollato. Tutte le agende digitali, gli organizer sul computer, le app che ricordano gli…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 9 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 18 gennaio. In versione digitale, qui.

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