Noi sappiamo promuoverla così?

Un formidabile spot Usa dedicato a Bergamo (del 1966)

Un formidabile spot Usa dedicato a Bergamo (del 1966)
18 Dicembre 2014 ore 07:00

Ecco cosa scriveva la testata americana The Miami News sulla nostra Bergamo, che «si adagia nascosta sulla collina», il 15 settembre del 1966: un elogio spassionato e un monito per chi non la visita, perché «non sa cosa si sta perdendo». I toni sono entusiasti, gli aggettivi anche: «meravigliosa», «affascinante», «sorprendente». È trascorso quasi mezzo secolo, ma tornare a guardare il centro urbano – basso e alto – con gli occhi di un giornalista statunitense di allora è capire quanto è bella Bergamo. E chiedersi: ma noi sappiamo promuoverla così?

 

BGMiami

 

Mercoledì 15 settembre 1966, THE MIAMI NEWS,
«Bergamo si adagia nascosta sulla collina», pagina 5-B

Poche città, anche nel Paese più ricco di tesori, hanno la stessa attrattiva turistica di Bergamo. Si cela nel cuore del distretto dei laghi, come le aquile che volano, a metà di un’autostrada principale tra Torino e Venezia, e tra le Alpi e le Dolomiti. Domina su una vista superba dei panorami lombardi ed è semplicemente meravigliosa di per sé. È, inoltre, così ricca di tesori rinascimentali da aver guadagnato da sé il titolo di “Città d’Arte”.

Sembrerebbe, pertanto, fornire un naturale punto di sosta per i turisti che viaggiano in macchina verso sud dal tunnel del Monte Bianco; o almeno per un’invitante escursione da Milano – da cui dista solamente 30 miglia. Il fatto che sia trascurata dai turisti americani può avere un’unica spiegazione. Non sanno cosa si stanno perdendo. Pochi dei punti d’interesse caratteristici della città incontrano gli occhi dei viaggiatori che ci passano e basta: la maggior parte dei suoi tesori è racchiusa dietro ad antiche mura fortificate, che spiccano sulla città moderna ad un’altezza di 400 piedi.

Attualmente ci sono due città di Bergamo: una città alta e una città bassa, separate fisicamente così come in termini di storia, su differenti piani topografici così come in termini di tempo. Attraversando prima la città bassa, come si deve fare, un viaggiatore può non essere cosciente, finché non procede, che esista una città alta: vede semplicemente una città attraente, con ampie strade e un alone di gentilezza, qualità urbane che in Italia non sono sufficienti per meritare una lunga sosta. Ci sono diverse chiese antiche, anche, e uno dei musei più interessanti d’Italia, con meritevoli esempi dei lavori dei maestri fiamminghi.

Il vero interesse, comunque, si cela nella città alta. La tagliente demarcazione tra le due Bergamo – imposta dalla storia così come dalla configurazione geologica – ha permesso la completa preservazione di una città medievale come ve ne sono nell’Italia turistica. Un viaggio sulla collina è un viaggio nel passato. La vecchia Bergamo aveva bisogno delle montagne per proteggersi, la Bergamo moderna ha bisogno delle pianure e delle ferrovie per le sue fabbriche.

I maggiori punti di interesse nella città alta sono concentrati, in gran parte, attorno a Piazza Vecchia, che di per sé è sorprendente come Piazza della Signoria a Firenze, famosa a livello mondiale. I suoi palazzi sono altrettanto antichi.

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