Foto e video

Monte Pora, l’escursione perfetta da fare anche con l'ombrello

Monte Pora, l’escursione perfetta da fare anche con l'ombrello
Viva Bèrghem 05 Settembre 2018 ore 06:00

Quante volte, fiduciosi delle previsioni meteo, siamo partiti zaino in spalla in direzione delle montagne? Almeno una volta è capitato a tutti di imbattersi nel famoso temporale estivo, che al contrario di ogni previsione incombe improvvisamente sulla nostra gita, magari accuratamente preparata settimane prima. Non sempre è necessario fare dietrofront e ritornare sui propri passi. Il monte Pora, classica meta invernale che con le sue piste attira sciatori e scialpinisti dalla Val Seriana e dalla vicina Val Camonica, può essere una valida alternativa. I pendii che solitamente siamo abituati a vedere innevati si trasformano in verdi pascoli e i rifugi limitrofi diventano accessibili in circa mezz’ora di comodo cammino. Volendo, anche con l’ombrello.

 

 

Il rifugio Magnolini, per tutti. Di facile accesso e per tutti troviamo l’accogliente rifugio Magnolini. L’escursione vede il suo via dalla frazione di Lantana, piccolo borgo frazione di Castione della Presolana. Proseguiamo lungo la strada che conduce fino a Malga Alta di Pora (metri 1.420), dove una sbarra ci obbliga al parcheggio. In questo periodo dell’anno può essere che il piccolo parcheggio risulti pieno di auto, anche nel caso di giornate piovose. Sono i cercatori di funghi, che in questi luoghi trovano “pane” per i loro denti. Noi possiamo parcheggiare sul bordo della strada e zaino in spalla incamminarci in direzione delle piste da sci. Un cartello indica il rifugio Magnolini e ci invita a piegare a sinistra, risalendo una stradina sconnessa che conduce, dopo circa quindici minuti, a una larga sella (m. 1.591) nei pressi della partenza di una sciovia. Pieghiamo di nuovo a sinistra e risaliamo sempre su larga carrareccia un dosso erboso dove fanno capolino alcuni cavalli al pascolo. Un'ultima discesa ci condurrà al rifugio Magnolini, ormai visibile, dopo circa 45' minuti di comodo cammino.

12 foto Sfoglia la gallery

Le escursioni dal rifugio. Il rifugio è di proprietà del CAI di Lovere ed è intitolato al generale Leonida Magnolini, medaglia d’oro al valor militare e comandante di artiglieria alpina. È stato inaugurato nel 1948, dispone di 25 posti letto ed è sempre aperto dal 16 giugno al 29 settembre; solo il sabato e la domenica, invece, durante il resto dell’anno. Il rifugio, proprio come testimoniano le foto al suo interno, racconta di sacrifici e fatiche legate ai primi anni del dopoguerra. Se la giornata è bella, conviene proseguire e raggiungere la cima del vicino Monte Alto (m. 1.723), dove dopo soli quindici minuti di cammino circa ci attende un panorama magnifico che spazia sulla Val Camonica, il lago d’Iseo e il Monte Guglielmo. Non manca dal lato opposto il panorama sulle prealpi bergamasche, che da questa angolazione rivelano tutta la loro bellezza.

I rifugi Pian della Palu e Pian del Termen. Dalla sella precedentemente citata, posta a metri 1.591, è possibile raggiungere in pochi minuti di cammino i rifugi Pian della Palù e Pian del Termen. Il primo si trova poco distante dagli impianti di arrivo della seggiovia ed è situato ai piedi del Monte Alto. Chiuso in questo periodo dell’anno, vedrà la sua riapertura a dicembre 2018, in prossimità della stagione invernale. È attrezzato con bar/ristorante tipico e offre la possibilità di pernottamento in camere matrimoniali, triple o di gruppo. In collaborazione con guide esperte vengono organizzate attività di orienteering, educazione ambientale, arrampicata, gite in mountain bike e molto altro. Il rifugio Pian del Termen (m. 1.610), anch’esso raggiungibile con una passeggiata di pochi minuti, è una moderna struttura nel mezzo delle piste da sci del Monte Pora, situato in una splendida posizione panoramica che permette di ammirare sia la Presolana che la Val Camonica. La baita è bar, paninoteca, self service e ristorante con cucina tipica e locale che varia a seconda delle stagioni.

10 foto Sfoglia la gallery

Il borgo di Lantana. Prima d’imboccare la strada che conduce a Malga Alta, troviamo il caratteristico paesino di Lantana, che merita sicuramente qualche minuto del nostro tempo. La frazione, ottocentesca, richiama subito l’attenzione per le sue bellissime case e i cascinali, ma il fiore all’occhiello di questo piccolo borgo è il suo Santuario. Le ipotesi portano all’età medievale, descrivendo in origine un oratorio dedicato a San Silvestro Papa. La sua immagine è scolpita in pietra presso la porta di ingresso e ritorna in uno dei due quadri del presbiterio. La chiesa conserva al suo interno due affreschi, ora riportati su tela, del Sec. XV: sulla parete destra il grande affresco della Madonna in trono con Bambino, Cristo Crocefisso, Sant’Antonio Abate; sull’altare l’immagine della Beata Vergine in trono con il Bambino benedicente.

Conclusioni. Il percorso è turistico e classificato dal CAI idoneo anche per persone disabili. I boschi limitrofi ai rifugi sono, in questa stagione, meta dei tanti “fungaioli”, che con la dovuta attenzione cercano i preziosi miceti. L’escursione, per quanto facile e adatta a tutti, permette in pochi minuti di cammino un’evasione dal caos e dalle città, regalando panorami magnifici con sforzi veramente ridotti.