Le scuole per Bergamo Scienza

Il Liceo Amaldi di Alzano Lombardo e «gli alberi che raccontano storie»

Il Liceo Amaldi di Alzano Lombardo e «gli alberi che raccontano storie»
Viva Bèrghem 03 Novembre 2014 ore 13:40

Sbirciare tra le foglie secche non era mai stato più interessante, per i bambini ospiti del Liceo Scientifico Edoardo Amaldi di Alzano Lombardo che, per la XII edizione di Bergamo Scienza, ha aperto le porte al laboratorio Gli alberi raccontano storie. Trasformando le pareti scolastiche in un vero e proprio angolo di bosco autunnale, gli studenti-guida hanno regalato ai piccoli visitatori un nuovo modo per guardare gli alberi che popolano la Valle Seriana.

Tutto quello che una foglia può dire. Il progetto Gli alberi raccontano storie è nato ad aprile ed è stato allestito in occasione di Semplicemente Scienza, l’evento organizzato dal Liceo durante il quale i laboratori vengono aperti per una settimana sia alle scuole che ai privati, in preparazione al vero e proprio Festival tutto bergamasco. «Semplicemente Scienza è un ottimo modo per avvicinare i ragazzi al pubblico, perché imparino a gestire le attività in modo autonomo», ha spiegato Alberto Bonacina, docente di Scienze e curatore del progetto. «In questo modo, riusciamo a comprendere quello che non va, affiniamo il progetto per presentarlo poi a Bergamo Scienza».

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Con l’obiettivo di offrire al pubblico un percorso che diverta e allo stesso tempo trasmetta un messaggio costruttivo, il laboratorio, adatto anche ai bambini molto piccoli, è stato costruito sotto forma di caccia al tesoro: attraverso l’osservazione di foglie, cortecce e fossili di noci, i piccoli sono stati avvicinati ad alcune delle curiosità che riguardano la vegetazione della Valle Seriana, come la classificazione degli alberi, il modo attraverso cui le piante si diffondono e la ricostruzione del territorio antico attraverso i documenti medievali. E, per concludere, i venti studenti-guida hanno ricorso allo strumento della narrazione fantastica: circondati dai piccoli visitatori disposti in semicerchio, i ragazzi hanno raccontato alcune storie (inventate da loro) e alcune leggende storiche di cui castagno, nocciolo, larice e altri alberi erano protagonisti, per conferire alla valorizzazione del territorio anche un po’ di magia.

Gli altri laboratori: le dighe e le centrali idroelettriche. Ma il viaggio alla scoperta della natura bergamasca non si è fermato all’analisi degli alberi per il Liceo Amaldi che, con i progetti La produzione di energia in una centrale idroelettrica e Alla scoperta delle dighe, ha condotto gli ospiti dentro l’esplorazione delle varie forme di energia del territorio bergamasco. Attraverso una presentazione in Power Point, sono state mostrate ai visitatori alcune dighe della Valle Seriana (ad esempio, quella del Barbellino).

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In che modo la forma diversa delle dighe influenzi le caratteristiche idrogeologiche del nostro territorio e come venga coinvolto il fenomeno dei vasi comunicanti nel loro meccanismo sono stati alcuni degli interrogativi proposti durante il laboratorio che, nella fase di preparazione, ha visto la collaborazione di un ingegnere e di due tecnici esperti nel campo. Lo stesso percorso è stato adottato per l’osservazione del funzionamento della centrale idroelettrica: per allestire il progetto, gli studenti-guida coinvolti, hanno condotto un accurato studio della centrale idroelettrica di Valbondione, analizzandone le caratteristiche direttamente sul campo.

«Gli studenti accettano sempre con molto entusiasmo la proposta di Bergamo Scienza e sono sempre disponibili al lavoro extra-scolastico», assicura Chiara Ruscitto, docente di Matematica e Fisica e curatrice del progetto Alla scoperta delle dighe. «Per capire meglio come hanno vissuto l’esperienza, ho preparato un questionario. Finora, ho raccolto solo pareri positivi: ai ragazzi piace avvicinarsi alla scienza in questo modo e condividere l’avventura insieme ai compagni».

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