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Tutta l’eleganza di Palazzo Agliardi

Tutta l’eleganza di Palazzo Agliardi
14 Ottobre 2015 ore 10:00

[Foto di Antonio Milesi]

 

Dimore&Design chiude la sua quinta edizione a Palazzo Agliardi con l’incontro del designer Luigi Baroli e festeggia il successo di un’iniziativa che ci ha portato dentro le grandi dimore storiche di Bergamo.

Un designer atipico. Luigi Baroli è un designer atipico per molti aspetti. Il fatto che non abbia un proprio sito internet lo rende quantomeno caratteristico e aiuta a inquadrarlo in un certo stile. Milanese, nei suoi primi anni di professione ha lavorato con diverse aziende bergamasche; da Baleri, con cui ha collaborato per ben 14 anni, a Valsecchi1918 e Hub Design. A Palazzo Agliardi, oltre a fare una piacevole chiacchierata con il pubblico qualche giorno fa, ha presentato il suo lavoro, colorato da mille sfumature e dalla brillantezza di un compasso d’oro, vinto nel 1994 per il progetto della parete Cartoons, realizzata da Baleri Italia.

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Palazzo Agliardi, molto più di una splendida cornice. Location dell’esposizione Florilegium di Baroli è Palazzo Agliardi, una dimora cinquecentesca al numero 86 di via Pignolo, affacciata su una delle direttrici principali verso Città Alta. Il palazzo fu fatto costruire nel Cinquecento da Alessandro Martinengo, nipote di Bartolomeo Colleoni. In seguito passò di mano dalla famiglia bresciana dei Martinengo alla famiglia Mosconi, che realizzò importanti lavori. Già sulla fine del Settecento la casa subì una radicale trasformazione, con la costruzione del nuovo portale d’ingresso, il cortile interno e il rifacimento dell’ala verso ovest, con un vasto salone decorato da stucchi ed affreschi figurativi. Per tutta la sala corre un alto fregio a figure in chiaroscuro, che rappresenta una serie di cortei in costume dal Cinquecento al Settecento, con personaggi dell’autorità civile e religiosa. I riquadri della volta hanno invece composizioni decorative: un cappello cardinalizio e una tiara papale, un’aquila e l’arca dell’alleanza, strumenti musicali, scudi, spade e un piccolo trono reggente l’agnello mistico. La traccia dei soggetti fu certo dettata da quel Monsignor Mosconi che ebbe controllo del palazzo.

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La famiglia Agliardi e il suo arrivo a Palazzo. La dimora fu poi acquistata intorno al 1843-1844 dal conte Alessio Agliardi. Gli Agliardi sono un’antica famiglia bergamasca ricordata nei documenti a partire dal 1125, quando un Aiardo era allora console di giustizia. Si divise in varie linee dinastiche, una delle quali ebbe la signoria della Calciana, altre tennero cariche in Bergamo. Bonifacio fu “oratore”, cioè ambasciatore di Venezia presso l’arciduca Carlo, che gli conferì il titolo di conte palatino nel 1574. Suo figlio Alessandro fu inviato da Venezia ambasciatore presso gli Svizzeri. Il nipote Bonifacio fu vescovo di Adria nel Seicento, mentre molti altri portarono avanti con onore incarichi e magistrature: Giambattista durante l’Ottocento fu patriota, deputato al Parlamento e poi senatore del Regno. Dalla linea di Cologno discese Antonio, delegato apostolico nelle Indie, nunzio a Monaco, poi a Vienna, cardinale nel 1896 e cancelliere di Santa Romana Chiesa. Un altro Giovanni Battista, nipote del precedente, fu Presidente dell’Accademia Carrara, di cui curò il riordino e l’organizzazione della scuola.

La collezione. Nel palazzo esiste una buona raccolta di quadri di Fra Galgario, un “concerto” del Baschenis, una Madonna col Bambino di Marco Basaiti e altre opere storicamente e stilisticamente importanti. Il palazzo fu eretto in continuità con gli edifici – per lo più cinquecenteschi – del lato a valle di via Pignolo, e ne segue la planimetria, ma se ne allontana stilisticamente, per assumere una pacata veste barocca. Attualmente il Palazzo è abitato dai discendenti della famiglia Agliardi.

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