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L’ingegnere bergamasco che tiene sveglie le idee

L’ingegnere bergamasco che tiene sveglie le idee
10 Marzo 2015 ore 19:15

Innovazione come filo conduttore. Giorgio Ferrari ha 30 anni ed è un ragazzo temprato dallo sport di squadra, quello per cui devi saper rispettare gli equilibri e le caratteristiche di ognuno dei componenti. Dieci anni in A2, di cui 4 anni nella squadra nazionale juniores di pallanuoto, gli hanno insegnato il valore di parole come costanza, determinazione ed energia. Gli hanno insegnato il concetto di team e che tutto può accadere se ci si mette tempo, ricerca e sacrificio per arrivare ad un determinato risultato.

Laureatosi in Ingegneria Gestionale, facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo con sede a Dalmine, Giorgio si lancia fin da subito nel mondo della consulenza, inizialmente a livello locale, mettendo in pratica la sua tesi di laurea, relativa ai metodi innovativi di gestione economica del budget. Innovazione. Ecco la parola chiave nella quale il ragazzo si riconosce. Dopo un anno, inizia la sua esperienza nella Business Integration Partners dove, per due anni, si occuperà di piani industriali nel mondo dell’energia e gas per aziende del calibro di Eni che, proprio in quel periodo, sta vivendo una fase di cambiamento strategico per la gestione del gas sull’intero territorio nazionale. Molti si sarebbero fermati qui.

 

giorgio ferrari foto devid rotasperti (3)

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Ma Giorgio è un animo inquieto e due anni nello stesso posto cominciano ad essere troppi. Il suo carattere e l’amore per la sperimentazione gli indicano una nuova strada, di cui l’indizio principale sta su Google. «Avevo bisogno di aria nuova, di una sfida da affrontare – racconta l’ingegnere, riportando la memoria a qualche anno fa – e l’ho fatto digitando su Google due parole. Ho scritto: «Nuove sfide». È stato come aprire la porta su un mondo  mai visto la cui parola chiave, al vertice della pagina del motore di ricerca, era startup. Dentro di me si è fatto chiaro il desiderio di abbandonare le consulenze e ho iniziato a studiare approfonditamente questo mondo, partecipando a incontri e seminari ed entrando attivamente nell’“ecosistema”».

La sua passione per questo nuovo mondo è talmente evidente che Giorgio viene prima notato e poi contattato da SiamoSoci, la più grande piattaforma di investimento in startup, con sede a Milano. Una vetrina nazionale che permette di raggiungere in pochi clic centinaia di potenziali investitori. Ancora una volta la parola chiave è innovazione. Ecco perché Giorgio non può che accettare. A lui toccherà il compito di gestire tutti i contatti tra la piattaforma SiamoSoci e le Startup sparse per l’Italia. «Accade dunque che, internamente all’azienda, costruisco il processo delle campagne di investimento, mentre all’esterno ho il compito di reclutare le migliori startup italiane – prosegue l’ingegnere gestionale -. Nel frattempo approfondisco e mi appassiono a tutti gli strumenti dedicati alle startup. Conosco il Business Model Canvas, il Customer Development, sperimento l’approccio americano Lean Startup, quello che gli startupper utilizzano per costruire, misurare e apprendere in modo snello la loro strategia e la loro crescita (in gergo, accelerazione). Analizzo dunque le metodologie e gli strumenti applicati nelle startup americane e inizio a domandarmi come questi possano essere applicati nelle aziende italiane. Nasce così il confronto con altri professionisti, che darà vita ad un team di lavoro specializzato nel settore. La sfida forte è portare e gestire l’innovazione nelle aziende attraverso metodi e strumenti che hanno guidato nella crescita le startup di successo, e ad oggi funziona davvero bene!».

 

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Nel frattempo, Giorgio incontra casualmente sulla sua strada un nuovo personaggio, dalle idee fresche e, ovviamente, innovative. È un ingegnere elettronico, che gli racconta la sua tesi di laurea focalizzata su un sistema di nuova generazione, che previene il colpo di sonno in automobile. Giorgio viene chiamato ad una nuova sfida, per trasformare l’intuizione su carta in un prodotto che vada dritto sul mercato. Vengono coinvolte altre due persone, un ingegnere informatico e un investitore, e il team diventa una vera e propria Startup con sede in Inghilterra. «Si chiama Advicy Drive – sottolinea Giorgio – ed è una startup che si appresta a fare passi importanti con progetti a livello internazionale».

In realtà non è l’unica sfida che Giorgio ha in essere. Nel 2013, in collaborazione con altri tre ragazzi, l’ingegnere ha fondato Peach You, un’associazione nata con l’obiettivo di divulgare il mondo delle startup a Bergamo. «La nostra città ha un potenziale inespresso, sia sul piano delle idee che nell’implementazione delle stesse  – conclude il ragazzo -. Quello che ci proponiamo è di mettere a servizio le nostre capacità e il nostro percorso a chi vuole dar vita alla propria idea. Come? Attraverso la partecipazione ad eventi, nel quale condividiamo metodi, strumenti ed esperienze derivate dal mondo internazionale. Così, dopo un periodo di pausa, ci stiamo preparando ad importanti progetti e grandi sfide per Bergamo».

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