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L’ingenua poesia dei “michì de San Nicóla” (che mangiava pochissimo)

I panini di Barzizza, farina e acqua senza lievito, allontanano i malanni

L’ingenua poesia dei “michì de San Nicóla” (che mangiava pochissimo)
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Di Ezio Foresti*

Siamo tornati al lavoro, i nostri figli ricominciano la scuola e la bella stagione sta per finire. C’è poco da stare allegri, tra il marketing aggressivo del back to school, le scadenze da rispettare e i pensieri preautunnali. Forse vale la pena di andare a scoprire, o riscoprire, antiche tradizioni che aggiungono un po’ di poesia e ingenua devozione a questo periodo.

Degni di nota sono senza dubbio i michì de San Nicóla, che a pöcc e pöte i fa góla. Il 10 settembre si celebra infatti San Nicola, passato alla storia per l’abitudine di nutrirsi pochissimo. La sua estrema frugalità diventò però una minaccia per la salute, e i confratelli lo convinsero a mangiare per la regola dell’obbedienza.

Il santo, passato il pericolo immediato, continuò a mortificare il suo corpo, e la gola. Forse in memoria di questi eventi, nel giorno della commemorazione a Barzizza, frazione di Gandino, si producono i michì, i panini, con un impasto di farina e acqua senza lievito. I panini assumono poi la forma di piccole pernici, grazie alla sapiente manipolazione delle donne di casa, e sono poi disposti a circolo intorno a un pozzo, decorato anche con steli di frumento a cui sono appiccicati pezzetti di pane.

L’allestimento viene infine benedetto dal parroco, e il giorno della festa si procede alla distribuzione dei michì sul sagrato della chiesa. Secondo la leggenda, San Nicola invece di cibarsi con le pernici le fece rinascere, liberandole in volo. Forse per questo la credenza popolare attribuisce ai pani senza lievito il potere di allontanare i malanni.

Se vi capita di andare dalle parti di Barzizza il 10 settembre, assicuratevi un michì. Non si sa mai, le tradizioni potrebbero avere un fondo di verità. E se non vi riuscisse di procurarveli, potrete ripiegare su altre specialità tipiche bergamasche, come gli umili e gustosi capù, involtini di verza ripieni. Forse San Nicola non approverebbe, ma sicuramente chiuderebbe un occhio.

*in memoria