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La Locanda della Corte ad Alzano Un posto che è, innanzitutto, casa

La Locanda della Corte ad Alzano Un posto che è, innanzitutto, casa
Viva Bèrghem 29 Novembre 2014 ore 12:30

locanda della corte foto devid rotasperti (35)

 

Un ristorante adornato di storia, dove la mente si rilassa, mentre tutto intorno parla di calore familiare e poesia. La Locanda della Corte, in via Mazzini 72, ad Alzano Lombardo, è innanzitutto il luogo del cuore, il desiderio atteso, il sogno avverato della famiglia Mazzini.

Quelle mura antiche, Palazzo dei Conti Brazizza, erano già infatti nei loro pensieri molto prima di quella strana sera, quando Flavio Mazzini e Terri Vezzoli entrarono nella dimora del Seicento muniti di una pila. Lo scenario era quello di un cantiere, con antichi muri coperti da impalcature. Eppure, attraverso la flebile luce di una pila, Flavio e la moglie Terri riconobbero quel luogo come il posto giusto. «Vedemmo le volte del soffitto di antichi mattoni rossi, e ce ne innamorammo – racconta la titolare -. Seduti su una pietra, immersi nel buio, parlammo allora della bellezza concreta di quel luogo. Quanto l'avevamo atteso! Per anni avevamo sognato di trovare il posto dove aprire il nostro ristorante. Un posto che fosse, prima di tutto, casa. Lo avevamo cosi in testa e nel cuore, da aver già larga parte delle decorazioni d'arredamento. Ogni volta che trovavo un oggetto speciale, come una bicicletta antica o un vassoio elegante, la mettevo da parte, esclamando: "Mettiamola via. Quando sarà il momento la useremo per il nostro locale"».

E poi ė arrivata quella sera d'ottobre, con la pila in mano mentre fuori c'è brutto tempo. Il colpo di fulmine per quelle mura, un tempo residenza dei Conti Barzizza e poi convento, diventa presto un ristorante, con le tavole vestite da elegantissime tovaglie in fiandra di seta bordate di pizzo macramè, una sala dipinta di rosso, una di verde e una d'azzurro, e la più grande con il pavimento a scacchi bianchi e neri, decorata da un camino che fa subito casa.

Nella cucina della Locanda, dove il re è lo chef Flavio, si preparano con grande cura piatti della tradizione italiana, accompagnati nel menù da altri creati dal cuoco. Tra i più richiesti, il Tondo Oro della Locanda allo Strachitund, con formagella di monte e pera spadona per un gusto rotondo, leggero e allo stesso tempo corposo. Il piatto, entrato nella carta con l'apertura del ristorante, otto anni fa, non è più stato sostituito, visto il grande successo. Superba anche la cappella di porcino arrostito nella foglia di vite, o il filettino di cinta senese, cotto al braciere presente in sala. Ottima la selezione dei vini, cura da Omar, esperto sommelier e figlio dei titolari, alla ricerca continua di vini dal gusto sorprendente e interessante.

«Spesso, il venerdì proponiamo le serate a tema nella Corte – racconta Laura, mamma di due gemelle e figlia di Terri e Flavio – che variano a seconda della stagione. Così, se in estate la proposta abbraccia le ostriche, o lo gnocco fritto con i salumi emiliani, d'inverno abbiamo la Gran Serata del Bollito, dove vengono serviti guanciale, lingua di bue, gallina ruspante e salsicciotto vaniglia, con mostarda di Cremona e un assaggio di Pecorino toscano».

La chiave del successo della Locanda, vincitore del certificato di eccellenza di Trip Advisor 2014, non è però solo la cucina. Il segreto vero, la carta vincente, è la cordialità di questa famiglia e l'amore per il cliente che deve sentirsi a casa propria. Una dedizione all'altro che nasce dalla cucina di Flavio, dalla gentilezza di Terri, dal sorriso spontaneo di Laura e dal garbo di Omar. Una sinergia familiare, un'unione di intenti che ben si sposa con questa professione, dove cordialità e gentilezza dovrebbero sempre accompagnare un piatto di ottima cucina!

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