Nuova gestione

Metti un piatto a Porta Osio Due anime giovani: carne e pesce

Metti un piatto a Porta Osio Due anime giovani: carne e pesce
Viva Bèrghem 16 Settembre 2017 ore 07:00

Lo storico localino che sta al numero 180 di via Giovanni Battista Moroni ha cambiato gestione. Il nome è rimasto lo stesso, Porta Osio, insegna ormai nota ai bergamaschi. Quello che è cambiato è il passo della cucina.

Una rinascita a due voci. Due sono i protagonisti di questa rinascita che promette molto bene, due amici e due cuochi. Il primo è Luca Cinquini, classe 1994, con esperienze interessanti, tra le quali spicca la collaborazione con la Macelleria Magri che gli ha portato la gusta dimestichezza con tutti i tagli di carne e una buona abilità nel maneggiare questa materia. Oltre, e non è cosa da poco, a un sicuro fornitore sul quale fare affidamento. Andrea Nuovo è l’altra metà della cucina, classe 1986, che può vantare, dalla sua parte, la giusta esperienza nel lavorare il pesce, altra materia particolarmente difficile. E proprio su questo binomio hanno costruito la nova proposta di Porta Osio, che si spacca a metà tra le preparazioni di carne e pesce.

 

 

Il menu, deciso con consapevolezza. A sua volta il menù si bassa su quattro piatti per ogni portata, dagli antipasti fino al dolce. Una buona base di partenza per gli ospiti di Luca e Andrea, senza contare i fuori carta, che variano ogni giorno, secondo la nota disponibilità del mercato e che permette ai due di non annoiarsi mai. A una prima occhiata sembra un menù semplice, ma basta una chiacchierata per capire che è stato pensato attentamente costruito su punti fermi ai quali non si vuole rinunciare.

I piatti, classici ma interessanti. Partiamo dagli antipasti: saltano agli occhi due classici che non potranno annoiare nessun palato, sempre secondo il binomio carne+pesce. Un piatto di crudo di mare tanto per cominciare. Niente ostriche o gamberi rossi, ma sapori nuovi: tre assaggi tra cui spiccano sgombro, ricciola e un insolito pesce castagna. Dall’altra parte una tartare di Scottona in triplice versione: scondita (sicura di una qualità assoluta), con un leggero condimento basico, e poi completa di tutti gli ingredienti classici. A questi si aggiunge la proposta del Pata Negra, storicamente irrinunciabile a questo indirizzo, servita però con una giardiniera leggera fatta in casa e condita al momento. Oppure una straordinaria pancetta arrotolata stagionata due anni di eccezionale bontà, tagliata alla bella Berkel all’ingresso.

 

 

La stessa limpidezza si trova nella pagina dei primi, canonica ma interessante. Un risotto, due paste, di cui una fresca, e una zuppa. Tra questi la scelta giusta è senza dubbio la linguina con il ragù bianco di pesce condita con un burro alle erbe, particolarmente gustosa e soddisfacente. Se scegliete poi di continuare sul tema marinaro, e avete voglia di divertivi, potete indirizzarvi sulla particolare e fresca rivisitazione della catalana con astice, gambero e scampi, accompagnati da verdure in diverse consistenze. Pilastro fondamentale inoltre sono e saranno le frattaglie nelle loro infinite possibilità. Dalle animelle, al fegato, al rognone trifolato: e anche solo per questo è un indirizzo da tenere a mente. Il pranzo offre un business lunch (1 piatto 15 euro, 2 piatti 25) con una proposta leggermente più snella rispetto alla carta della sera ma sempre in linea con la qualità offerta.

 

 

L'ambiente, la sala e una chicca. C’è poco da dire sull’ambiente che si divide in due sale: quella all’ingresso con il banco dei salumi e una parte delle preparazioni a vista, e quella interna, più intima e raccolta. Un luogo piacevole, merito non solo della cucina ma anche del sorriso e della gentilezza di Alessandra, che coordina la sala.

Ultima chicca? Non il solito amaro per concludere il pasto ma una mini selezione di liquori fatti in casa, dal limoncello, alla liquirizia, al particolare amaro al timo. La passione, l’energia e la capacità di fare bene non mancano di certo ai nostri. Adesso vediamo che partita giocheranno.