La conferma

Il miglior bar d’Italia è bergamasco Vince La Pasqualina, Almenno S.B.

Il miglior bar d’Italia è bergamasco Vince La Pasqualina, Almenno S.B.
28 Settembre 2018 ore 05:30

È stata presentata ieri all’Hotel St. Regis Rome la 19esima edizione della Guida Bar D’Italia del Gambero Rosso, che raccoglie le migliori realtà della Penisola e che al contempo ogni anno scatta un’istantanea di tutto quel complesso mondo che si cela dietro la definizione di bar. Se si facesse un collage di tutte queste fotografie, ci si accorgerebbe di come questo universo sia mutato radicalmente nel corso di quasi due decadi, e sia tuttora in evoluzione. Dai lieviti del mattino che si accompagnano a caffè, cappuccini e un’infinita serie di altre bevande si passa alla pausa pranzo, che scorre tra piatti leggeri e intriganti o panini gourmet fino alla merenda, da trascorrere in compagnia di selezioni di tè e infusi pregiati o di un gelato artigianale. L’aperitivo serale continua a mantenere il suo appeal, e sempre più spesso è affidato a mani competenti e a ingredienti di eccellenza per cocktail d’autore da abbinare a stuzzichini e finger che talvolta sono veri piatti in miniatura.

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Premio illy Bar dell’Anno. Quest’anno sono 25 i bar 3 Chicchi e 3 tazzine che concorrono per il premio Illy Bar dell’Anno, un contest promosso dallo storico partner della guida, tra i brand leader nel mondo del caffè e attore di indiscusso rilievo nella divulgazione della sua cultura in Italia e nel globo. Come ogni anno dal 2003 a oggi, i locali sono stati valutati una giuria di esperti del settore, quest’anno composta dai giornalisti Francesco De Filippo (direttore Ansa Trieste), Tommaso Galli (Corriere della Sera), Licia Granello (La Repubblica), Tania Mauri (Gazzetta dello sport), Roberto Pavanello (La Stampa) e Fernanda Roggero (gruppo 24 Ore) che ha decretato come vincitore La Pasqualina di Almenno San Bartolomeo (per la qualità assoluta dei prodotti, per la ricerca senza sconti della salubrità e l’attività didattica e di diffusione della cultura alimentare. La Pasqualina si era aggiudicata anche la passata edizione. Menzione speciale a Staccoli Caffè di Cattolica per la proposta di qualità particolarmente alta sul territorio, dalla ricerca delle materie prime alla loro trasformazione, declinando la tradizione in modo contemporaneo.

Caffè. Un mondo che cambia. Macchiato caldo, freddo, doppio, corretto, con latte a parte, al vetro. Comunque sia, il protagonista è sempre lui, l’espresso. Al mattino, per un break dall’ufficio con i colleghi, un dopo pasto, gli italiani non rinunciano alla tazzina. Ce lo raccontano i numeri. I dati di giugno 2018 elaborati dall’ufficio della Fipe parlano di 5,4 milioni di connazionali che scelgono il bar per cominciare la giornata: nelle preferenze domina l’accoppiata cornetto e caffè, e quest’ultimo spopola con il 95% dei consensi. Ma se è vero che gli stessi dati affermano che dei 150 mila locali sul territorio nazionale una fetta importante è rappresentata dai morning e breakfast bar (il 30%), è anche vero che si sta facendo strada quella che per ora è una nicchia ma che non è più tempo di ignorare. Non più solo un gesto veloce dietro al bancone, il caffè sta acquisendo, grazie a un grande lavoro di formazione e una netta spinta verso la qualità, il ruolo di bevanda da meditazione da assaporare in modo “slow”, in maniera consapevole e informata. Cresce il numero dei bar di ricerca in cui ci si impegna in tutta la filiera, dalla selezione della materia prima di gran livello alla lavorazione di microlotti in grado di offrire un ventaglio aromatico ampio.

La guida. Una raccolta di 1300 indirizzi che spaziano da Nord a Sud sul territorio nazionale valutati in Chicchi (a giudicare la qualità del caffè) e Tazzine (che esprimono un voto sull’offerta complessiva del locale) e che rappresentano un utile strumento per muoversi in un panorama variegato. Quest’anno sono 44 i locali che hanno raggiunto il massimo punteggio, un esercito di eccellenze composito e sfaccettato che riflette appieno lo stato dell’arte di un mondo quanto mai vivo. Ne fanno parte realtà di provincia come storiche insegne di grandi capoluoghi, giovani imprese nate da visioni lungimiranti, nomi importanti della pasticceria e della ristorazione tricolore, bar di grandi alberghi.

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