Viva Bèrghem
10 frasi in dialetto

‘Ndó a laurà che l‘è ura. Riprendiamo: è ora di andare a lavorare

‘Ndó a laurà che l‘è ura. Riprendiamo: è ora di andare a lavorare
Viva Bèrghem 22 Aprile 2020 ore 22:20

di Vecchio Daino

L’ormai lunghissima quarantena sta cominciando a lasciare il segno anche nella nostra anima paziente e fatalista, ma in qualche modo pensiamo già a quello che succederà dopo. Se indaghiamo sui desideri delle persone sulle cose da fare dopo l’isolamento, spesso non troveremo gesti eclatanti o imprese sovrumane. Anzi, per molti riscopriremo il piacere profondo e liberatorio di azioni semplici, come un taglio di capelli.

1. Brasse fò töcc

Non siamo particolarmente generosi nei gesti di affetto, però una privazione del contatto lunga come questa ha fatto cambiare idea a qualcuno. Ammesso che la distanza sociale lo consenta. [Trad. Abbraccio tutti]

2. Fó sö öna ciòca

È vero che si può comunque fare scorta di alcolici e consumarli in casa, ma manca del tutto il rituale liberatorio collettivo. Prima si beveva con la scusa degli amici, poi sarà il contrario. [Trad. Mi ubriaco]

3. Ède i mé s-cècc

Purtroppo per alcuni non si è trattato solo di isolamento, ma di separazione dagli affetti più cari, a volte per puro istinto di protezione. Per loro sarà davvero più di una liberazione. [Trad. Vedo i miei figli]

4. ‘Ndó a Bèrghem a pè

La caccia aperta ai runner e la delazione per i proprietari di cani troppo lontani dalle abitazioni ha provocato la repressione degli istinti podistici, già pronti però a manifestarsi in modo clamoroso. [Trad. Vado a Bergamo a piedi]

5. Tèe i cheèi

Dopo un po’ di tempo, anche chi era appena stato dal barbiere avrebbe un bisogno urgente di una ritoccatina. Vero è che non dobbiamo incontrare nessuno, ma le videochat per lavoro esigono una presenza almeno accettabile. [Trad. Taglio i capelli]

6. ‘Ndó a laurà che l’è ura

 

Lavoratori per indole e passione, mal tolleriamo l’interruzione forzata delle nostre attività. C’è anche da dire che non si può attingere all’infinito alle risorse familiari, senza fonti di reddito. [Trad. Vado a lavorare che è ora]

7. Ghe pènse gnach

C’è chi è così colpito dagli eventi da non augurarsi nemmeno la ripartenza, o almeno non vuole illudersi più di tanto. Anche perché, se e quando avverrà non sarà propriamente a razzo. [Trad. Non ci penso nemmeno]

8. Fó la tinta

Per le donne, e per qualche uomo, dopo anni di colori innaturali è venuto il momento della verità. Peraltro rimandabile evitando ogni contatto visivo, o con l’utilizzo strategico del foulard. [Trad. Faccio la tinta]

9. Tire fò la biciclèta

Anche i ciclisti sono stati duramente penalizzati dalla sosta, e non vedono l’ora di rimettere chilometri sotto le ruote e nelle gambe. Anzi, intravedono un futuro con molti più compagni di viaggio, visto che i mezzi pubblici non saranno così frequentati. [Trad. Riprendo la bicicletta]

10. A l’cambia negót

I più misantropi hanno trascorso giornate non troppo diverse dalla norma, almeno per loro. Quella che ripartirà, a loro giudizio, sarà solo la fastidiosa frequenza delle relazioni interpersonali fisiche. [Trad. Non cambia niente]