Ad Almenno San Bartolomeo

Non sono lumache, ma chiocciole Quelle di Andrea Togni vanno a ruba

Non sono lumache, ma chiocciole Quelle di Andrea Togni vanno a ruba
11 Marzo 2017 ore 06:00

Tanto per cominciare un po’ di chiarezza: le lumache sono diverse dalla chiocciole. Le prime sono senza guscio, le seconde con. E proprio queste sono quelle che alleva Andrea Togni nella sua azienda CheLuma ad Almenno San Bartolomeo. Attività iniziata nel 2014, ma che sta avendo molto successo, tanto che ci sono già in cantiere consulenze e collaborazioni. Pare infatti che gli italiani siano sempre più ghiotti di questo mollusco (sì, scientificamente è un mollusco), tanto che non riusciamo a produrne abbastanza per la richiesta, e siamo costretti a importarne fino al 50 per cento. Da dove? Polonia, Turchia e Romania, dove sono raccolte, quindi senza garanzie su ciò che mangiano e sull’età effettiva.

 

 

Andrea Togni ha costruito la sua attività proprio cercando di rimediare a questa carenza di qualità. Per cominciare ha imparato il mestiere in un allevamento in Piemonte, dove ha anche preso le sue prime 12mila chiocciole. Non pensate che sia un lavoro semplice, anzi, questo tipo di allevamento richiede un impegno costante e controlli continui, soprattutto se le cose si fanno bene, cioè garantendo per esempio un’alimentazione totalmente naturale e libera da mangimi, il che si traduce nell’avere un campo coltivato a cavolo bianco e biete dove gli animaletti vivono e si ingrassano. In più, qualche porzione di carote e girasoli, attenzioni permettono di ottenere carni più saporite e tenere. Oltre a questo poi c’è l’area della riproduzione, in tutto circa 3mila metri quadri di terreno.

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Dopo soli due anni, Andrea produce anche 250mila chiocciole all’anno, che vende a privati e soprattutto ristoratori, non solo a Bergamo ma anche fuori, fino a Bolzano. Si mangiano naturalmente alla bourguignon, o trifolate con la polenta, ma le ricette sono praticamente infinite. Potete acquistarle direttamente in azienda: 11 euro al chiloià spurgate e smagrite dell’acqua in eccesso.

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