Lieto fine

Sono tornate a casa e stanno bene le gemelline separate a Bergamo

Sono tornate a casa e stanno bene le gemelline separate a Bergamo
Viva Bèrghem 04 Giugno 2018 ore 12:07

Il Corriere della Sera di oggi, 4 giugno, ha in prima pagina la foto di Federico, 37 anni, proprietario di un’agenzia di viaggi ed ex calciatore del Mantova, e di Claudia, 32, insegnante di diritto alle Superiori, entrambi di Cremona. Lui tiene in piedi una neonata, lei ne tiene in braccio un’altra. Si tratta delle sorelle Elisabetta ed Evelina, nate siamesi l’anno scorso a Bergamo, cioè unite per l’addome e con il fegato in comune.

L’operazione il 31 gennaio. Le piccole sono state operate lo scorso 31 gennaio al Papa Giovanni di Bergamo dal professor Maurizio Cheli, assistito da Giuseppe Locatelli e Michele Colledan. Un intervento di dieci ore. La malformazione venne diagnosticata alla dodicesima settimana di gravidanza, Federico e Claudia non presero mai in considerazione la possibilità dell’aborto. Hanno però venduto la casa appena acquistata, perché dotata di troppe scale. Il professor Cheli: «L’incidenza di nascite di gemelli siamesi è stimata in una ogni 200 mila. Nel mondo vengono operati dai 6 agli 8 casi ogni anno. I centri più attivi sono New York e Londra. In Italia questo è il terzo caso in pochi mesi, dopo i due interventi eseguiti al Bambin Gesù di Roma su neonati nati all’estero».

Casi rari. Le probabilità di sopravvivenza sono il 50%. Adesso Evelina ed Elisabetta, quando dormono, non fanno che cercarsi. La foto, scattata la settimana scorsa dopo l’ultima visita di controllo, verrà usata per gli inviti alla cerimonia del battesimo.

La fede. Il credo ha avuto un ruolo non marginale nell’intera vicenda. Federico, ex difensore del Mantova con quasi 100 presenze quando la squadra era in serie B, tutto ad un tratto nel 2014 ha deciso di lasciare il calcio. La svolta è stata un viaggio a Medjugorje che ha affrontato insieme alla moglie Claudia. «Il calcio mi ha dato da mangiare per 20 anni e rimarrà sempre una grande passione. È stata dura lasciarlo, ma quell’esperienza mi aveva fatto capire quali erano le cose veramente importanti nella vita. Così ho deciso di seguire la via del Signore», ha detto alla Gazzetta di Mantova. Abbandonati i campi si è tuffato in una nuova avventura e ha aperto un’agenzia viaggi specializzata in pellegrinaggi. «Sono convinto che andrà bene. La mia non è presunzione, ma fiducia nella provvidenza divina. Quando ho lasciato il calcio ero preoccupato solo per il venir meno della sicurezza economica, ma mi sono fidato del Signore». E per la fede i due hanno rifiutato l’ipotesi dell’aborto. E, dopo tante preghiere, sono tornati a casa con in braccio le loro bambine.

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