Maquillage della Sala delle Capriate

Palazzo della Ragione, si cambia Nuovo allestimento in vista del G7

Palazzo della Ragione, si cambia Nuovo allestimento in vista del G7
21 Marzo 2017 ore 12:48

Nel 2007 la Sala delle Capriate, all’interno del Palazzo della Ragione, piazza Vecchia, vide ridisegnati i suoi spazi interni. Un progetto firmato da Mario Botta, l’architetto svizzero autore della biblioteca Tiraboschi, per intenderci. Botta lavorò gratis: l’allestimento costò 200mila euro solo di materiali e lavori realizzativi ed era stato pensato per la mostra di Gianfranco Ferroni. L’architetto fu poi richiamato per modificare quell’allestimento quando si decise di esporre in Città Alta le opere della Carrara, chiusa per ristrutturazione. Lì l’onorario del professionista venne pagato. Ora però quelle teche, quei pannelli e quelle luci, griffati, finiranno in un deposito della Gamec. Ci sono nuove sfide all’orizzonte per la Sala delle Capriate: troppo limitante poterla utilizzare solo per le mostre. Diventerà polifunzionale: potrà fare da cornice anche a eventi, spettacoli e iniziative legate alla promozione del territorio. La prima in calendario, decisamente prestigiosa, è il G7 dell’agricoltura del 15 e 16 ottobre, portato a Bergamo dal ministro Martina. Il nuovo arredo sarà più tecnologico e versatile: vi vorranno tre o quattro mesi da aprile per portarlo a compimento. Costerà almeno 150mila euro, garantiti da fondi regionali, e forse anche di più. «Il nuovo allestimento sarà flessibile. Permetterà di ammirare meglio le strutture architettoniche e gli affreschi della sala – spiega l’assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti a L’Eco di Bergamo – e di realizzare mostre multimediali (a fine anno si pensa a un percorso sui disegni del fondo Quarenghi della Carrara, e più avanti ai reperti archeologici rinvenuti negli scavi in Città Alta, ndr). Daremo alla Sala delle Capriate un taglio più turistico, pensiamo di organizzare visite guidate ed eventi che puntino alla valorizzazione del territorio, anche lombardo».

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G7, scartata l’ipotesi Astino. Inizialmente l’evento internazionale era stato previsto ad Astino, ma il luogo non è stato considerato atto a un appuntamento di tale portata. Non c’è neppure ancora la certezza che Città Alta potrà fare da quartier generale del vertice o, per ragioni di sicurezza e logistica, non sia solo la sede di una parte dei lavori in agenda. Una cosa è certa: non si può prescindere da Piazza Vecchia.

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