A Bergamo, dagli anni Settanta

Pandemonium, come si fa (bene) il teatro per e con i ragazzi

Pandemonium, come si fa (bene) il teatro per e con i ragazzi
Viva Bèrghem 01 Novembre 2014 ore 13:08

Da 36 anni si occupano di “teatro per ragazzi”, una definizione che raccoglie i bambini di 3 anni tanto quanto i ragazzi delle scuole superiori, ma senza troppe limitazioni perché, al di là dei linguaggio utilizzato, lo stesso spettacolo teatrale può affascinare adulti, giovani e piccolissimi.

Quella del Pandemonium Teatro di Bergamo è una lunga storia, avviata negli anni Settanta in un seminterrato in Via D’Alzano, da quattro ragazzi che volevano formare una comunità professionale, per fare del teatro una casa e un lavoro: erano Mario e Lisa Ferrari, fratello e sorella, Albino Bignamini e Tiziano Manzini, allora fondatori della compagnia Teatro Viaggio (ora rappresentanti del Teatro Stabile di innovazione Pandemonium Teatro).

Un nome bizzarro che viene dall’America. Alzi la mano chi non ha mai letto Fahrenheit 451, il romanzo di fantascienza di Ray Bradbury. Pare non c’entrare nulla, ma questo libro e il suo autore hanno uno stretto legame con la compagnia bergamasca. Bradbury, infatti, fu scrittore di fantascienza, autore televisivo, sceneggiatore e fondatore della compagnia specializzata nella messa in scena dei suoi racconti, la Pandemonium Theatre Company. Ecco qua il primo tassello del legame fra un autore e degli attori che gli riconoscono talmente tanto da rendergli un tributo nel nome del loro nuovo progetto. I rapporti si consolidano nel tempo e già nell’’86 il nascente Pandemonium Teatro ottiene di mettere in scena un suo testo teatrale inedito in Italia, stringendo rapporti di stima reciproca con questo grande scrittore.

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Nel 2014 il Pandemonium è… Una compagnia di Teatro Stabile fra le 20 riconosciute a livello nazionale per il suo lavoro di innovazione per l’infanzia e per le nuove generazioni. Produce 2-3 spettacoli nuovi ogni anno, impegnando una dozzina di persone con un rapporto continuativo di collaborazione e gestendo una rete di circa 15 attori che gravitano attorno alla compagnia per progetti specifici. Il Pandemonium partecipa a tournée del settore in Italia e all’estero, ha realizzato spettacoli in Irlanda, ad Amburgo, Zurigo, Rems e, recentemente anche Al Cairo. Ha un’attività radicata sul territorio in collaborazione con le scuole, con i comuni della provincia e organizza rassegne per studenti e famiglie, proponendo progetti di formazione per ragazzi, esperti del settore educativo e appassionati. Inoltre dà vita a pubblicazioni dedicate che ne raccolgono l’attività.

Perché il teatro per ragazzi. C’era un intento preciso nei quattro ragazzi che anni fa hanno deciso di dare vita ad una compagnia teatrale specializzata nel teatro per i più piccoli, ed era quello di creare mondi attraverso il gioco. L’idea di concentrarsi sulla produzione di spettacoli per un pubblico allora “insolito” nacque, invece, da una concomitanza di cause. Da una parte c’era il desiderio di non fare ciò che altri facevano, la prospettiva di trovare una libertà nella scrittura che potesse attingere alla fantasia personale come da un repertorio vastissimo di letteratura dedicata, e poi c’era il desiderio, da giovani adulti, di cimentarsi con un pubblico che fosse anche partner della creazione. Molte delle opere che in seguito nacquero nella compagnia traggono ispirazione proprio dal rapporto con i ragazzi e dagli stimoli che loro fornivano, inconsapevolmente, a queste giovani menti creative. Poi non bisogna dimenticare che erano gli anni in cui nascevano gli assessorati alla cultura, in cui l’attenzione pedagogica verso l’arte, il corpo, l’espressione teatrale trovavano una loro soglia di attenzione all’interno dell’istituto scolastico. Così si formò allora e con le stesse motivazioni continua oggi l’attività del Pandemonium Teatro.

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Un dato numerico importante. In Italia, all’anno il teatro di prosa registra un pubblico che oscilla fra i dodici e i quindici milioni di spettatori, mentre il teatro dei ragazzi ha uno zoccolo duro che non scende sotto mai sotto il milione e mezzo di spettatori. Si tratta di un dato altissimo ma invisibile e silenzioso, un po’ per la scarsa attenzione che gli riserva il mondo adulto, un po’ perché si tende a comprenderlo come solo dato legato alla dimensione scolastica, senza analizzarlo in profondità.

Tanti anni raccontati da alcuni spettacoli. L’avventura del Pandemonium si può dire inizi con lo spettacolo Tolstoj Story, creato durante la prima stagione ufficiale, quella degli anni ’89-’90, raccogliendo in scena tutti i soci fondatori. Si rifaceva a I Quattro libri di Lettura che il maestro russo scrisse per portare l’istruzione fra i bambini poveri della sua nazione comprendenti tutta una serie di storie, arricchite di morale, che rilette quasi cent’anni dopo e con tutto il dovuto rispetto stimolavano vicende grottesche e paradossali. Quel primo spettacolo di teatro comico ebbe un successo incredibile, con 300 repliche ospitate anche nei teatri di ricerca e per adulti, dimostrando come una narrazione dedicata ai bambini potesse, in realtà toccare le corde di un pubblico molto più ampio.

Poi ci fu Fahrenheit 451, spettacolo ambizioso e costoso ma che riuscì a girare nei grandi teatri d’Italia arrivando a contare anche un pubblico di 800 ragazzi in una sola rappresentazione. Più recenti sono il Barbablù di Albino Bignamini che riprende una delle cosiddette fiabe nere della tradizione e il lavoro per l’infanzia di Tiziano Manzini, con un particolare riferimento alla sua reinterpretazione del grande classico I Tre Porcellini, visto dal punto di vista del lupo in una sorta di colorato cabaret teatrale. Non ultimo è da citare il Cubo magico, lo spettacolo che ha girato più all’estero fra quelli prodotti dal Pandemonium.

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