Due grafici e le foto dei prof

Perché il Sarpi fa boom di iscritti

Perché il Sarpi fa boom di iscritti
03 Luglio 2014 ore 10:10

I licei classici crollano in tutta Italia, ma in piazza Rosate succede il contrario: nel prossimo anno scolastico il numero degli studenti del primo anno passerà da 136 a 201 (dato ufficiale aggiornato al 30 aprile 2014). Come è stato possibile?

Le iscrizioni alla prima classe del Liceo Classico Paolo Sarpi di Bergamo sono aumentate quest’anno di quasi il 50 percento rispetto al 2013. Una decisa inversione di tendenza dopo anni di calo costante del numero degli studenti. Il preside, Damiano Previtali, ha commentato: « È frutto del lavoro di squadra».

Un caso in controtendenza. Il dato è insolito e sorprendente, un caso quasi unico sia a livello locale che nazionale: gli altri licei classici statali della provincia di Bergamo, come Lovere e Treviglio, registrano una media stabile di iscritti, mentre nei classici di tutto il Paese la situazione è preoccupante. Per due fra i più importanti istituti nazionali, il Parini di Milano e il Dante di Firenze, addirittura drammatica: il Dante ha registrato quest’anno un dimezzamento delle iscrizioni; il Parini prevede per l’anno prossimo di aprire una classe di liceo scientifico, pur di ammortizzare la crisi e non scendere sotto la fatidica soglia dei 600 alunni, che comporterebbe la perdita della titolarità. Un trend negativo inarrestabile se già nell’agosto 2013 L’Espresso titolava un’inchiesta su questo fenomeno dichiarando che: «Il liceo classico è in via d’estinzione».

Classici provincia

Il nuovo preside, aria nuova. Il Sarpi raddoppia gli iscritti alla prima e non è un caso. La ragione della svolta positiva – lo dicono anzitutto i professori – è il clima che si è creato con l’arrivo del nuovo dirigente, Damiano Previtali. Insediato a settembre, dichiara di voler aspettare un anno prima di cambiare qualcosa nell’offerta formativa. In realtà ha le idee chiare e imposta da subito la rotta: attenzione alla persona dello studente e alle sue potenzialità, semplificazione e ritorno al curriculum tradizionale del liceo classico e introduzione della settimana corta, con il sabato libero. Previtali reimposta la didattica, con lo spostamento al pomeriggio, fuori dall’orario curricolare, di discipline come musica (il liceo musicale si conclude, perché appartenente al vecchio ordinamento) e informatica, che diventano opzionali per gli studenti e non più oggetto di valutazione da parte dei docenti. Propone l’idea di studente «non come vaso da riempire ma come legnetto da accendere» e guarda al futuro: la settimana corta interesserà già due classi a partire dall’anno prossimo.

La nuova immagine e i feedback positivi. La rivoluzione è giocata anche in termini di marketing: in alternativa all’immagine «altera e lontana» del Sarpi, Previtali parla di «un approccio e di uno stile più sobrio, meno eclatante», di «risvolti di chiarezza nei confronti di chi è interessato a iscriversi». I riscontri positivi si hanno già agli Open Day. Docenti e studenti sono i primi a mostrare interesse e entusiasmo.  Il nuovo Preside, del resto, si muove bene sul terreno della comunicazione ed è uno che tiene con garbo le fila del discorso: fa curare con più attenzione il sito del liceo e la comunicazione, rende disponibile il proprio curriculum online, sa gestire i consigli di classe e il collegio docenti, non è uno che impone ma che, nel confronto, dirige.

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Il lavoro di squadra al cuore del cambiamento. «Bisogna creare una comunità professionale solida e motivata, che diventi perno», ripete Previtali, che ci tiene a sottolineare il lavoro di squadra che sta dietro alla sterzata. Direttamente coinvolti con lui sono Vincenzo Cubelli, vice-preside,  e Gianluigi Trivia, che cura anche il sito del liceo. Gli altri in campo sono Mauro Messi per l’Orientamento in entrata e in uscita, Letizia Pagliarino per Rappresentanza e partecipazione, Elena Mazzacchera per Attività culturali e servizi rivolti al territorio, come l’organizzazione di una gara nazionale di traduzione dal greco antico, che si è svolta al Sarpi. La novità è l’incarico per la Valutazione, affidato a Donatella Piccirilli, che ha organizzato, ad esempio, prove di valutazioni parallele e trasversali tra le classi.

Previtali, la formazione e la svolta. Previtali ha mantenuto le collaborazioni con il ministero e con gli enti di formazione. Con una novità: dal 6 maggio 2014, è stato nominato consulente per il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Lavorerà all’interno del progetto «Cantieri per la scuola» del ministro Stefania Giannini, nella sezione «Docenti». Lo scopo è, anche qui, quello di puntare sulla formazione e sulla valorizzazione degli insegnanti. E, anche qui, la conseguenza sarà uno sconvolgimento del sistema burocraticamente rigido e stratificato della scuola.
Questi suoi impegni gli impediscono di essere presente tutti i giorni nel suo liceo. I docenti però non si lamentano, perché la sua presenza qualitativamente si sente. Un anno fa al Sarpi si discuteva dei “perdenti cattedra”, ossia dei professori che a causa delle minori iscrizioni sarebbero stati trasferiti, e si era alle prese con un Consiglio di istituto diviso. Oggi le prospettive sono un po’ diverse.

Gli iscritti alla prima classe

Le nuove aule a Casa Suardi. Per far spazio ai nuovi studenti, in Giunta comunale, nella giornata del 2 luglio 2014, si è concordato che il secondo piano di Casa Suardi in Piazza Vecchia ospiterà, a partire da settembre, cioè dall’inizio del nuovo anno scolastico, cinque classi del Sarpi. «Si tratta di una scelta provvisoria, della durata di due anni – spiega l’assessore all’Edilizia Francesco Valesini – L’utilizzo scolastico non interferirà né con le iniziative di Bergamo Scienza né con quelle che verranno organizzate l’anno prossimo durante l’Expo. Ma soprattutto non bloccheranno il progetto che riteniamo primario per la struttura, ovvero l’ampliamento della Biblioteca Angelo Mai».  Casa Suardi ha già accolto, negli anni scorsi, la Scuola superiore di giornalismo e la facoltà di Lingue dell’Università di Bergamo: «Ovviamente non abbiamo cacciato l’Università da Palazzo Suardi, ma abbiamo un’idea: la scuola deve stare al centro della città e dei suoi interessi, deve stare nei posti migliori perché è il nostro futuro», ci tiene a precisare il preside del Sarpi, Damiano Previtali.

Un paio di numeri. Il Sarpi conta in totale 645 studenti distribuiti in 27 classi, 51 docenti e 16 assistenti tecnico amministrativi. Oltre naturalmente un dirigente.

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