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Piatto ricco per il Donizetti Opera C’è anche la lirica in filodiffusione

Piatto ricco per il Donizetti Opera C’è anche la lirica in filodiffusione
Viva Bèrghem 20 Novembre 2018 ore 10:00

Il belcantismo ottocentesco, innanzitutto: senza, il terzo Donizetti Opera Festival, dal 22 novembre al 2 dicembre, non avrebbe senso. Basta scorrere l’elenco delle voci femminili convocate dal direttore artistico Francesco Micheli: Daniela Barcellona, Anna Bonitatibus, Mariella Devia,  Sonia Ganassi, Jessica Pratt, Carmela Remigio. E le bacchette chiamate a dirigerle, tutte esperte di questo repertorio: Alessandro De Marchi, Riccardo Frizza, Corrado Rovaris, Giuseppe Sabbatini. Due settimane ancora più intense e piene di appuntamenti rispetto agli anni precedenti, con fulcro al Teatro Sociale. La formula non cambia: due i titoli operistici da riscoprire con nuove produzioni che si intrecciano fra loro nei due fine settimana intorno al Dies natalis (29 novembre) e una serie di appuntamenti quotidiani, dalle prove aperte per gli under30, allo spettacolo per bambini, ai concerti di musica da camera, a quelli dedicati al repertorio sacro, ai concerti vocali.

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Si parte il 22 al Sociale: sotto la direzione di Riccardo Frizza si esibiranno Jessica Pratt, Daniela Barcellona, i tenori Levy Sekgapane e Xavier Andagua. L’orchestra è quella della Rai, il coro quello del festival stesso. Altro importante concerto, quello che il 28 novembre vedrà la voce di Mariella Devia riaffrontare tante eroine donizettiane, sorretta dall’Orchestra del Festival di Brescia e Bergamo diretta da Giuseppe Sabbatini. E alle 18.30 del 22, per l’inaugurazione, entra in gioco con il Gran Cocktail del “Gusto per la Lirica”, nel ridotto del Teatro Sociale, appena ristrutturato: quest’anno sarà curato da Vittorio Fusari, chef del Balzer, protagonista di tanti successi della cucina lombarda, dalla stella Michelin de “Le Maschere” nella nativa Iseo, passando per la “Dispensa Pani e Vini” fondata con Vittorio Moretti di Bellavista, fino al recente “Pont de Ferr” a Milano. Sono disponibili solo 80 posti a un costo di 90 euro che comprende l’occasione gastronomica e il biglietto per il concerto inaugurale del festival. Per prenotare è attivo il numero 035.241227 o l’indirizzo email segreteria@pernice.com.

“Enrico di Borgogna”. Il titolo operistico legato al progetto #donizetti200 (che cioè compie due secoli) è “Enrico di Borgogna” (23 novembre alle 20.30, 25 alle 15.30, 1 dicembre alle 20.30, anteprima under30 il 20 novembre), “ingresso in società” per il giovane compositore bergamasco, in scena per la prima volta a Venezia nel 1818 per l’apertura di quello che è oggi il Teatro Goldoni. Per questo nuovo allestimento – coprodotto con il Teatro La Fenice di Venezia – la regia è di Silvia Paoli mentre Alessandro De Marchi e la sua Academia Montis Regalis saranno responsabili della lettura musicale secondo la revisione critica di Anders Wiklund. Per questa rarità il festival può vantare interpreti vocali di assoluto livello come Anna Bonitatibus, Sonia Ganassi, Levy Sekgapane e Luca Tittoto.

Donizetti Techno. Martedì 20 novembre alle ore 18, al Teatro Sociale, l’anteprima di “Enrico di Borgogna”; a seguire (ore 21.30) dj set all’Ex-SA (ex carcere di Sant’Agata di Città Alta), durante il quale Jodi Pedrali presenterà in prima assoluta Donizetti Techno, una composizione elettronica di 90 minuti dedicata alle opere del Gaetano. L’opera di Pedrali si inserisce nel progetto che il Comune di Bergamo e Visit Bergamo hanno promosso per la riqualificazione di alcune aree della città: il 21 novembre alle 17 sarà inaugurato un sistema di filodiffusione che coinvolgerà sia Città Alta lungo la Corsarola – per accompagnare il pubblico del festival con le note di Donizetti – sia in Città Bassa dove “Donizetti Techno” sarà il tappeto sonoro dei nuovi murales fra cui quello dedicato a Gaetano Donizetti, installati alla fermata delle Autolinee alla stazione di Bergamo. Alle ore 18, al Teatro Sociale, l’Anteprima under30 dell’opera Il castello di Kenilworth.

Il castello di Kenilworth. Molto alta l’attesa per l’altro titolo operistico in programma, “Il castello di Kenilworth” (24 e 30 novembre alle 20.30, 2 dicembre alle 15.30, anteprima under30 il 21 novembre), prima delle tre opere che Donizetti dedica ad Elisabetta I d’Inghilterra. Per questo appuntamento con un’opera considerata “mitica” dagli appassionati salirà sul podio Frizza; la regia è invece affidata a Maria Pilar Pérez Aspa. Interpreti vocali le dive Jessica Pratt (nel ruolo di Elisabetta) e Carmela Remigio (in quello di Amelia); quindi nei ruoli tenorili Xabier Anduaga (in alternanza con Francisco Brito) e Stefan Pop.

Cena dopo lo spettacolo. Quest’anno il pubblico del Donizetti Opera, grazie alla Comunità delle Botteghe di Città Alta e in accordo con i ristoratori, potrà prenotare una cena bergamasca anche dopo lo spettacolo serale: in coincidenza con le recite delle 20.30, infatti, uno dei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa, prolungherà l’orario di apertura della cucina e accetterà il pubblico dopo opera. La lista dei ristoranti aderenti sarà disponibile ogni sera nei programmi di sala ed è pubblicata sulle brochure del festival.

Dies natalis. Per il Dies natalis si rinnova l’appuntamento con il repertorio sacro e con Corrado Rovaris, direttore bergamasco. Il 29 novembre, nella Basilica di Santa Maria Maggiore – dove riposano Donizetti e il suo maestro Giovanni Simone Mayr – verrà eseguito l’oratorio “La creazione del mondo” di Haydn, edizione in italiano su versi di Giuseppe Carpani per Die Schöpfung per ricordare l’occasione in cui, nel 1809, Mayr promosse l’esecuzione dell’opera in prima cittadina al Teatro della Società (con Donizetti fra i cantori).

Due progetti. Sono previsti poi due progetti nati per gli spazi della Casa Natale di Donizetti in Borgo Canale. Il 25 novembre “Dante da camera: l’Inferno in salotto”, narrazione con musica che coniuga, su una drammaturgia di Paolo Fabbri e Maurizio Donadoni, le composizioni di Donizetti e Rossini su versi di Dante, con il baritono Bruno Taddia impegnato come Conte Ugolino in una pagina donizettiana con la regia di Donadoni e Fabbri come narratore. Il 1 dicembre “Il volo del gufo: Donizetti e l’esilio”, un progetto del Quintetto Orobie che con il soprano Holly Czolaczche, da alcuni anni, propone non solo nell’ambito del festival e della Donizetti Night, ma anche con cd (e altre occasioni concertistiche) esecuzioni narrate dedicate ad alcuni aspetti costitutivi della poetica donizettiana.

Dimore storiche. Infine, l’Academia Montis Regalis, oltre che impegnata in buca per “Enrico di Borgogna”, è protagonista di una serie di concerti da camera nei weekend che avranno luogo nelle più belle dimore storiche bergamasche con musiche di Donizetti e Mayr, grazie alla collaborazione con il festival DimoreDesign. Info: donizetti.org.

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