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Piccolo Mondo Antico a Moio Una collezione di cose passate

Piccolo Mondo Antico a Moio Una collezione di cose passate
Viva Bèrghem 06 Giugno 2018 ore 04:30

Viaggiare nel tempo è, da sempre, il desiderio di tutti. Ci lavorò (a suo modo) Dante Alighieri nella Divina Commedia, ma pure grandi registi come Robert Zemekis con il suo Ritorno al futuro. Un particolare Stargate (e qui il riferimento è al film di Roland Emmerich del 1994) è nato e cresciuto negli ultimi mesi in Alta Valle Brembana, nella frazione Curto a Moio de’ Calvi.

La collezione Piccolo mondo anticoLuigi Arioli e Virginia Palla, fra loro cognati, l’hanno chiamato Piccolo Mondo Antico, in omaggio al romanzo scritto a fine Ottocento da Antonio Fogazzaro. Anche lo scrittore vicentino fece della sua opera un viaggio nel tempo, ambientando il racconto fra i borghi a lui cari della Valsolda, in provincia di Como. Fra le righe sono tanti i riferimenti alla casa materna e ai personaggi che hanno popolato quei tempi andati e quelle contrade. Luigi e Virginia hanno deciso di raccontare ricordi, luoghi, persone e attività con una collezione molto curata di oggetti di uso quotidiano ormai dimenticati, di quelli che ancora popolano le soffitte di case abbandonate, quando addirittura non hanno già preso la via del cassone “ingombranti” presso la piattaforma ecologica.

 

 

Le origini e i ricordi. Lui è Luigi Arioli, originario di Piazzatorre, dove sono nati (entrambi Arioli) sia la mamma che il papà. Trasferitisi nel milanese, gli Arioli hanno seguito attività di campagna legate all’allevamento. Luigi ha trovato l’amore a Moio de’ Calvi, sposato con Angelarosa, sorella di Virginia. Anche lei (insieme a Emiliano) era figlia del Meneghì, Domenico Palla, noto ai moiesi per la piccola attività commerciale di paese portata avanti negli anni del primo dopoguerra.

Dopo le scuole frequentate in Italia, Virginia si trasferì in Inghlterra nel 1974 e tuttora, in attesa di ben comprendere gli effetti della Brexit, mantiene un legame con il Regno Unito. «In questi giorni ho visto volentieri le immagini del Royal Wedding che ha unito il principe Harry e Meghan: per tanti anni ho lavorato proprio a Windsor, a pochi passi dalla chiesa in cui si sono celebrate le nozze. Durante la diretta tv ho visto più volte inquadrata la piccola palazzina blu sede della società per cui lavoravo».

I ricordi e le radici di Virginia (e Luigi) sono però tutti in quei tempi andati, dei quali prevalgono la voglia di ricordare la semplicità dei gesti e soprattutto delle persone, la loro saggezza e la bontà d’animo degli anziani. Essi erano per tutti veri e propri riferimenti, non certo ingombranti incombenze da delegare alle case di riposo.

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Un’esposizione ragionata. Un’occhiata sbrigativa all’esposizione indurrebbe a definire il tutto un piccolo museo etnografico, ma non è così. La raccolta degli oggetti è ragionata, spesso a ciascuno corrisponde non solo un nome dialettale quasi sconosciuto, ma anche e soprattutto un volto, una storia, un luogo del cuore, un grado di parentela. La collezione è esposta negli spazi di una vecchia stalla, che Luigi ha recuperato con efficace semplicità. La si raggiunge attraversando la contrada Curto, la parte abitata più a monte del territorio di Moio de’ Calvi, ai piedi del monte Torcola. Ad essere precisi la stalla è nei Calècc, la parte terminale della frazione Curto, dove vivevano per esempio la Marì e la Gioana, dove purtroppo è sempre più un rudere anche la stàla de la Laura. In ogni piccolo mondo ce n’è uno ancora più piccolo.

La collezione comprende attrezzi da falegname, chiodi antichi, arnesi da lavoro utili per il fieno, stoviglie, bottiglie, bocce di legno, addirittura alcuni ritratti fotografici originali scattati da Eugenio Goglio (il fotografo pioniere della Val Brembana) all’inizio del secolo scorso. Da raccontare anche lo spazio dedicato alla stalla vera e propria, dove Luigi ha voluto collocare una balla di fieno. Per crearla non ci ha pensato due volte: si è messo di impegno e ha costruito, con rara maestria, la riproduzione di un’antica imballatrice, perfettamente funzionante. Per ridare vita al piccolo mondo tutto passa dalla pratica, non dalla grammatica.

Luigi e Virginia sono disponibili ad aprire le porte della loro collezione a eventuali visitatori. Il passaparola con i loro recapiti (Luigi 3335861263 e Virginia 3276555514) viaggia sulle vecchie cartoline stampate negli Anni Sessanta dal Meneghì. Vi è raffigurato un panorama di Moio e, soprattutto, la nuova strada realizzata per salire alla frazione Curto. Un ulteriore viaggio nel tempo.

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