Da San Vigilio a...

I più bei belvedere di Bergamo

I più bei belvedere di Bergamo
16 Agosto 2016 ore 05:30

È inutile pensarci: Bergamo – sotto ogni punto di vista e da ogni punto di vista – è straordinariamente bella. Così fiera, circondata dalle sue mura, così spavalda in cima al suo colle, così nitida quando il cielo terso le permette di stagliarsi nel vuoto, ma anche così suggestiva nel far capolino tra la nebbia o anche solo ricoperta da una spolveratina di neve, quasi fosse uno strato di zucchero a velo.

Ma la cosa più incredibile è che, anche senza droni, grazie alla sua postazione sopraelevata, è possibile ruotarle tutt’intorno e godersela sia con uno sguardo ampio dai diversi punti cardinali sia nei minimi particolari, spiandola discretamente fin nei suoi interni dalla cima delle sue torri. Per non parlare di quando lei stessa diventa baricentrica e a sua volta vedetta, proiettata come un binocolo verso i monti e il piano.

È dunque possibile stilare una classifica su quale sia il punto migliore per ammirarla, dalla cima di un colle o da un pianoro al piano? Sapremmo scegliere dove sia meglio appostarsi per rapirne l’imponenza, dispiegata sul crinale fortificato? O ancora, siamo in grado di cogliere qual è l’ora migliore del giorno per respirarla? E se invece volessimo estraniarci in un’altra dimensione e perderci nel vuoto degli spazi immensi di cui ci omaggia, dove potremmo appollaiarci?

 

Castello di San Vigilio, Torrione

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Per rispondere all’ultima domanda basta posizionarsi sulla torre della residenza castellana di San Vigilio, così come già fecero gli antichi Romani 2000 anni fa, anche se non per passatempo, e mettersi a guardia del panorama; in questo modo se ci si volta verso i monti si può vedere come le valli si rincorrano una con l’altra e come sinuosamente raggiungano le cime; se invece è lo spazio a perdita d’occhio della pianura che ci rapisce, allora dovremo raggiungerlo scavalcando lo skyline di Bergamo Alta.

 

Rocca

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Lo stesso vale per lo spalto della Rocca, che, nel circoscrivere il fortilizio, permette di scegliere: o volgere lo sguardo verso nord-est, anticipato dalla Fara con l’ex chiesa di Sant’Agostino e dallo stadio, puntando al solitario Monte Orfano, oppure portarsi sul fronte opposto e divertirsi come in un quiz a riconoscere quali siano o a che edifici appartengano torri e campanili, la cui sommità pare quasi poter toccare con la punta delle dita! O ancora scendere e dispiegare lo sguardo verso città bassa e la pianura fin verso l’infinito.

 

Via San Vigilio

VIA SAN VIGILIO (belvedere_parcheggio posto sopra Via San Sebastiano)1

Un’altra meravigliosa possibilità, poco nota ai più, è il parcheggino di Via San Vigilio, da dove si può scendere lungo Via San Sebastiano e raggiungere Astino: a destra è il muraglione verde del Monte Bastia, la vera cima di Bergamo e del sistema orografico dei colli cittadini, pettinato a giardini e corollato da deliziosi edifici liberty; a sinistra si scorge la conca di Astino, mentre nel centro si avvistano le propaggini brianzole e lecchesi.

 

Via Sudorno

VIA SUDORNO 1

Ma anche Borgo Canale incanta, soprattutto la sera, quando, scendendo verso i quartieri di Loreto e di Longuelo, sulla destra appare un presepe, che dal cielo si accompagna al piano immerso in una miriade di luci!

 

Spalti di San Giovanni e Via Sant’Alessandro

VIA SANT'ALESSANDRO (con alle spalle PORTA SAN GIACOMO)

Diverte anche lambire in auto, in bicicletta o a piedi il panorama rivolto a Bergamo Bassa, camminando “raso-mura” da Colle Aperto fino alla Porta di Sant’Agostino, percorrendo ligi ogni ansa e ogni cortina dei bastioni, al fine di tentare l’avvistamento del Duomo di Milano nel primo tratto, riconoscibile dal luccichio della statua della Madonnina sulla sua cima, per poi infilare tutti i successivi scorci in una collanina, il cui pendente centrale è dato dal belvedere che spazia su Città Bassa, all’ombra della Porta di San Giacomo.

 

Torre di Gombito e Campanone

Va da sé che se invece vogliamo il massimo ci è concesso roteare su noi stessi (occhio alle vertigini) e avere una veduta a volo d’uccello su un panorama mozzafiato che pare investirci e di cui entriamo volenti o nolenti a far parte, ci sono due opzioni: quella un poco più riparati dalle due celle campanarie della Torre del Campanone (ma attenzione ai rintocchi alla mezza e allo scoccare dell’ora o ai 100 delle 22) e il terrazzino piastrellato della Torre di Gombito (in questo caso, però, mettete in conto i 200 e più scalini da fare rigorosamente a piedi), da dove davvero pare di volare e dove tutto è a portata d’occhio, al pari di una veduta prospettica cinquecentesca.

 

Torre dei Caduti

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E al pari della Torre di Gombito, da dove Bergamo si vede da sopra a sotto, quella dei Caduti invece la mostra da sott’insù, ma con il vantaggio che da ogni lato della terrazza, posta sotto il castello della campana, lo scorcio è nuovo e sta al visitatore raccordarlo con il precedente ed il successivo, proprio come in una foto panoramica, di quelle ormai di moda: sul lato verso nord-ovest si dispiegano uno a fianco all’altro il campanile di Sant’Alessandro in Colonna, il convento di San Benedetto, la ex chiesetta di San Carlo e lo skyline di Città Alta (vi parrà vicinissimo se vi capita di sostare presso il terrazzo interno/esterno del Roof Garden Ristorante Hotel San Marco), che come un fendente taglia il cielo; verso est le torri campanarie di Matris Domini e di Sant’Alessandro in Croce, le due compiante aree dell’Ospedale di San Marco e della Fiera (rispettivamente oggi comprese tra l’Hotel San Marco e la Casa della Libertà e dal vecchio Tribunale al Quadriportico del Sentierone), le Poste, San Bartolomeo con il Sentierone e l’arteria di Via Tasso; a sud la ragnatela delle vie del centro, filtrate dai Propilei e terminanti nella stazioncina ferroviaria ottocentesca, fin poi a terminare nel Borgo di San Leonardo, anticipato dai palazzi degli uffici comunali e dell’istituto bancario su cui la torre affaccia.

 

Palazzo Terzi

palazzo terzi

Ora siamo sazi di panorami vedute e scorci, ma nulla ci vieta di ripartire in questo viaggio, magari stavolta assaporando a poco a poco la nostra città, ad esempio infilandolo lo sguardo in eleganti androni porticati che si librano verso il nulla … e la cartolina è d’autore!

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