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Pure i giapponesi vanno matti per i coltelli di Attilio Morotti

A Villa di Serio c’è un artigiano che vende in tutto il mondo

Pure i giapponesi vanno matti per i coltelli di Attilio Morotti
Viva Bèrghem Val Seriana, 24 Maggio 2021 ore 01:06

di Angelo Corna

Cosa rende unico il lavoro di un artigiano? Probabilmente l’abilità di trasformare un materiale grezzo, di modellarlo passo dopo passo fino a dargli una forma e un disegno che rendono l’opera perfetta e inimitabile. Quando il manufatto volge al termine nasce un qualcosa di più di un semplice oggetto: la materia originale si trasforma, come per magia, in capolavoro.

Attilio “Atti” Morotti, classe 1957, nato e cresciuto a Villa di Serio, è tra i pochi coltellinai rimasti nella Provincia di Bergamo: le sue opere sono da ormai 20 anni un esempio di passione, maestria e arte.

«Nel 2001, con due amici collezionisti, sono stato per caso ad una mostra di coltelli; la bellezza delle opere esposte e la bravura degli artigiani mi ha subito colpito - commenta il maestro Morotti, in arte Atti - Da allora si è accesa una scintilla e la passione non si è più fermata».

Senza specifiche scuole, grazie alla caparbietà, alla voglia di fare e all’amore per le realizzazioni artigianali, Attilio giunge a realizzare pieghevoli di riconosciuta qualità che il 2 giugno 2007 gli valgono la qualifica di "Maestro della Corporazione Italiana Coltellinai".

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«Ho imparato da autodidatta. Mi occupo di tutte le lavorazioni, tranne che della forgiatura: le mie opere nascono da un pezzo di acciaio grezzo, per poi essere lavorate e completamente rifinite a mano - spiega Attilio - L’acciaio utilizzato proviene da artigiani bergamaschi e non; alcuni tipi di damasco arrivano direttamente dagli Stati Uniti e sono forgiati con lavorazioni diverse, che donano colori unici alle opere. Spesso i coltelli sono poi impreziositi grazie alla collaborazione di abili incisori, che lavorano le “guancette” con disegni e lavorazioni a tema, anche su ordinazione».

La fase progettuale inizia eseguendo su carta dei semplici schizzi che riportano le forme del coltello, disegni che vengono poi elaborati e trasferiti con la massima cura delle misure e dei dettagli su carta da lucido. Per le guancette, i comuni manici, si utilizzano materiali naturali come la madreperla, fossile di mammouth, corno, legni stabilizzati e materiali che vengono realizzati appositamente come la fibra di carbonio, a volte incastonando pin in oro e altri oggetti preziosi che rendono le lame di Atti uniche e bellissime.

«Non ritengo i miei pezzi perfetti e c’è sempre qualcosa da migliorare - continua il maestro Morotti. - I miei clienti non sono solo italiani e bergamaschi. Molte delle mie opere negli anni sono state acquistate da collezionisti europei, americani, russi, cinesi e anche giapponesi: questi ultimi sono grandissimi appassionati e richiedono sempre coltelli molto elaborati, di altissimo valore artistico».

Tante le opere riprodotte negli anni: dal coltello tipico bergamasco, naturalmente rivisto in chiave “Atti”, ai doppia lama pieghevoli, fino a coltelli a lama fissa e le daghe, oggetti unici rigorosamente fatti a mano che possono richiedere anche centinaia di ore di lavoro.

«Nel 2008 ho iniziato una collaborazione con l’azienda Maserin di Maniago, importante polo europeo per la costruzione dei coltelli. Da allora, ogni anno, disegno e costruisco un coltello che l’azienda riproduce perfettamente in scala, e che riporta la mia firma. Un motivo di orgoglio: oggi tante delle mie opere sono sparse per il mondo».
Le lame di Attilio Morotti sono visibili sul sito Atti-Knives.com. Per informazioni è possibile contattare il maestro al numero 338.8447975.